Roma, blitz polizia locale e carabinieri nei campi nomadi. Arresti -2-

Mpd

Roma, 5 ott. (askanews) - E ancora: presso il campo di Castel Romano sono stati controllati 84 veicoli e 202 persone, elevando 10 contravvenzioni al Codice della Strada e denunciato un cittadino montenegrino 64enne, per falso e contraffazione perché trovato in possesso di patenti di guida di Stati Esteri contraffatte (Croazia e Bosnia), nonché di materiale utile alla loro riproduzione e di sigilli contraffatti del Comune di Roma e della Bosnia Erzegovina.

Presso il campo di via di Salone sono stati controllati 85 veicoli e 176 persone, elevando 6 contravvenzioni al Codice della Strada; presso il campo nomadi di via Salviati sono stati controllati 48 veicoli e 129 persone, elevando 6 contravvenzioni al Codice della Strada.

Con riferimento all'abusivismo commerciale e all'occupazione abusiva di suolo pubblico, nel centro storico della Capitale, sono stati ispezionati una serie di locali pubblici di somministrazione di alimenti. Complessivamente, nelle ultime due settimane, l'Arma dei Carabinieri con la collaborazione degli agenti della Polizia Locale di Roma Capitale hanno controllato numerosi esercizi pubblici del centro storico comminando sanzioni amministrative per occupazione abusiva di suolo pubblico per più di 3.000 Euro, oltre al recupero della tassa di occupazione del suolo pubblico, per complessivi euro 511.600,00.

  • Droga, la 'Iena' Viviani: "Se Salvini lo chiede pronti a fargli test"
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    Droga, la 'Iena' Viviani: "Se Salvini lo chiede pronti a fargli test"

    "Sottoponemmo a un test chi usciva dal Parlamento per vedere quanto fosse diffuso l'uso di sostanze stupefacenti da parte dei nostri politici. Risultò che uno su tre faceva uso di droga". Così la 'iena' Matteo Viviani, interpellato dall'Adnkronos, ricorda il suo servizio andato in onda anni fa sul test antidroga per i politici. "Se Salvini ce lo chiede magari possiamo decidere di andare a fargli il test...", aggiunge Viviani riferendosi alla dichiarazione del leader leghista da Pesaro ("avevano proposto di fare il test antidroga ai parlamentari, io posso farlo anche domani mattina", ha detto). Ma secondo la Iena sarebbe positivo solo un test "a chi non si offre volontario".  Ripercorrendo infatti il blitz delle Iene in Parlamento per il test antidroga, Viviani ricorda che all'indomani "andammo da Carlo Giovanardi che propose un test ai politici ma volontario. Inutile dire che sarebbe servito a ben poco, visto che a un test del genere uno può scegliere di sottrarvisi. E infatti tutto finì nel dimenticatoio"  "Comunque - sottolinea Viviani -, al di là di puntare il dito nei confronti dei parlamentari, i primi a doversi astenere dal consumo di stupefacenti visto il loro ruolo - sarebbe semplicemente vergognoso venire a conoscenza di un loro utilizzo -, auspico una vera lotta al droga allargando il campo all'intera società: nel 2020 non possiamo ancora assistere a ragazzini che muoiono per della 'roba' che si comprano nel parco vicino casa".

  • Caterina Balivo, compleanno con gli amici: la foto
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    Caterina Balivo, compleanno con gli amici: la foto

    Caterina Balivo ha compiuto 40 anni: per la festa di compleanno si è scatenata con un abito modello "pigiama" da uomo in paillette rosse

  • Chef Rubio attacca le sardine: “Ma quale lotta sociale”
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    Chef Rubio attacca le sardine: “Ma quale lotta sociale”

    Chef Rubio, rientrato del Festival del giornalismo alimentare, ha attaccato il movimento di Santori: "La lotta sociale non sono le sardine".

  • Travaglio contro Renzi: "Un mitomane"
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    Travaglio contro Renzi: "Un mitomane"

    "E' un mitomane molesto, lo prendevano in giro da bambino? Ieri ha dato uno spettacolo penoso, ormai è diventato un caso umano". A 'Otto e Mezzo', ieri sera su La7, durissimo attacco personale di Marco Travaglio al leader di Italia Viva, Matteo Renzi. Secondo Travaglio, "Conte non si farà ricattare da Renzi per altri mesi". "Questa cosa di Renzi andrà risolta una volta per tutte - dice il direttore del Fatto Quotidiano - Non esistono governi che possono stare sotto ricatto tutti i giorni, soprattutto da parte di uno che non ha nessuna linea chiara, se non dire sempre il contrario di quello che dicono gli altri per stare sui giornali".  "O Renzi torna nei ranghi e rispetta le regole di una coalizione - aggiunge Travaglio - oppure cade il governo. Oppure, ancora, il governo non cade perché arriva qualcun altro a sostenerlo. Io credo che comunque andrà chiarita questa cosa, non credo che Conte si farà ricattare per altri mesi".

  • Coronavirus, "mondo non deve sapere": l'ordine ai medici di Wuhan
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    Coronavirus, "mondo non deve sapere": l'ordine ai medici di Wuhan

    Vietato divulgare. Niente. Nulla deve uscire dal Paese, su canali ufficiali e non ufficiali. Il mondo non deve sapere. Suonava così l'ordine perentorio partito da una email, datata 2 gennaio, dall’Istituto di Virologia di Wuhan che metteva in allarme la comunità scientifica cinese sul nuovo virus che si stava diffondendo nella regione dell'Hubei. "Il comitato sanitario nazionale richiede esplicitamente che tutti i dati sperimentali dei test, i risultati e le conclusioni relative a questo virus non siano pubblicati su mezzi di comunicazione autonomi", si legge nel messaggio, secondo quanto ricostruisce oggi 'La Stampa'.  E ancora, "non devono essere divulgati ai media, compresi quelli ufficiali e le organizzazioni con cui collaborano". Si chiede quindi di "rispettare rigorosamente quanto richiesto", e poi si fanno gli auguri. La direttrice dell’Istituto, Wang Yan Yi, la manda ai vari dipartimenti di virologia e ricerca dopo gli ordini di Pechino.  Le prime avvisaglie - si ricorda - saranno di venti giorni dopo, quando l’epidemia arriva fino negli Usa, con un 35enne americano, che aveva fatto visita ai suoi familiari a Wuhan. Torna a casa malato: il 20 gennaio, in una clinica della contea di Snohomish nello Stato di Washington, i sanitari provano a trattare il paziente con metodi tradizionali, ma lui peggiora. Il 27 gennaio, la decisione di somministrargli un nuovo farmaco ancora in via di sperimentazione e non ancora approvato dalla Fda, il 'remdesivir', un antivirale concepito per contrastare il virus dell’Ebola. Così, le condizioni del 35enne migliorano, il 30 gennaio i sintomi spariscono. I risultati vengono pubblicati sul New England Journal of Medicine il giorno successivo.

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    Alessandro Di Battista torna dall’Iran: “Riprendo alle mie condizioni”

    Tramite una foto pubblicata sui social network, Alessandro Di Battista ha annunciato il suo rientro dall'Iran dove si trovava dallo scorso gennaio.

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    Studente colto da malore in una scuola a Trapani: muore a 19 anni

    Osvaldo è morto a 19 anni dopo essere stato colto da un malore a scuola: il ragazzo risiedeva a Makari a San Vito Lo Capo, vicino a Trapani.

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    Gelato alla mandorla fior fiore Coop ritirato dal mercato

    Il Ministero ha ritirato delle vaschette di gelato alla mandorla fior fiore Coop da 300 grammi ognuna: grave rischio per intolleranti e allergici.

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    Turbolenza su volo per Bruxelles: urla, preghiere e pianti tra i passeggeri

    Paura a bordo di un volo per Bruxelles: a causa di una turbolenza i passeggeri hanno cominciato a urlare, pregare e piangere.

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    Pluriomicida condannato alla pena di morte: aveva ucciso anche la nonna

    Nel Tennessee un pluriomicida responsabile dell'uccisione di almeno quattro persone è stato condannato alla pena di morte.

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    Nuova BMW Serie 4, sarà così l'enorme griglia anteriore

    Impossibile non notare il nuovo doppio rene che diventa a tutti gli effetti un "doppio polmone"

  • Analisi gratis per amici e parenti, 141 indagati
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    Analisi gratis per amici e parenti, 141 indagati

    Sono 141, tra medici e paramedici, i dipendenti dell’ospedale 'G.B. Grassi' di Lido di Ostia denunciati all’Autorità Giudiziaria dai Finanzieri del Comando Provinciale di Roma per aver permesso ad amici e parenti di eseguire accertamenti diagnostici completamente gratuiti senza seguire le ordinarie liste di attesa. L’indagine delle Fiamme Gialle del 6° Nucleo Operativo Metropolitano di Roma, diretta e coordinata dalla Procura della Repubblica capitolina, è iniziata nel novembre 2017 da una denuncia presentata nei confronti di un’infermiera del reparto di chirurgia, estendendosi a macchia d’olio in tutto l'ospedale.  I militari hanno proceduto ad un meticoloso esame dei tabulati relativi alle prestazioni erogate e all’assunzione di testimonianze, individuando artefici e beneficiari della truffa che, oltre a danneggiare il Servizio Sanitario Nazionale, ha leso i diritti degli altri utenti i quali, prenotandosi regolarmente al Cup, dovevano attendere il proprio turno prima di sottoporsi a un esame diagnostico.  La pratica fraudolenta era piuttosto semplice quanto diffusa: la persona bisognosa di una prestazione si rivolgeva a uno dei sanitari compiacenti che, grazie alla password personale per l’accesso al sistema informativo dell’ospedale, avanzava richiesta all’articolazione competente. Eseguito l’esame diagnostico ovvero l’analisi chimico-clinica, gli stessi sanitari venivano in possesso del referto, che provvedevano a consegnare al beneficiario, evitando così il pagamento del ticket alla Regione Lazio. A usufruire della corsia preferenziale 523 tra parenti e amici dei medici ed infermieri, questi ultimi a loro volta beneficiari dell’illecito sistema.  Oltre a dover rispondere all’Autorità Giudiziaria ordinaria del reato di truffa aggravata ai danni del Servizio Sanitario Nazionale, gli indagati dovranno vedersela con la Corte dei Conti per il danno cagionato all’Erario.

  • Pomeriggio 5, ragazza aggredita dalla mucca: “Ho visto tutto nero”
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    Pomeriggio 5, ragazza aggredita dalla mucca: “Ho visto tutto nero”

    In collegamento con lo studio di Pomeriggio Cinque, Chiara è la 17enne che è stata aggredita da una mucca mentre si recava a scuola

  • Incendio di un tir sulla A4: autostrada chiusa per 30 minuti verso Milano
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    Incendio di un tir sulla A4: autostrada chiusa per 30 minuti verso Milano

    Uno spaventoso incendio è divampato sulla A4: un tir è andato in fiamme all'alba di venerdì 21 febbraio. Traffico in tilt in autostrada.

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    Karina Cascella e Salvatore Angelucci perché si sono lasciati?

    Karina Cascella ha rivelato perché lei e Salvatore Angelucci, padre di sua figlia Ginevra, hanno deciso di lasciarsi.

  • Aggressione selvaggia a sfondo razziale a gruppo di bengalesi, arresti
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    Aggressione selvaggia a sfondo razziale a gruppo di bengalesi, arresti

    Con l'accusa di avere aggredito selvaggiamente un gruppo di cittadini bengalesi, la polizia di Stato di Palermo ha eseguito all'alba di oggi un’ordinanza di applicazione della misura cautelare degli arresti domiciliari nei confronti "di un nutrito gruppo di malviventi palermitani". Devono rispondere dei reati di rapina e lesioni, aggravate dall’odio razziale. L'inchiesta è stata condotta dalla Squadra Mobile e dal Commissariato di P.S. 'Zisa-Borgo Nuovo' "che hanno chiarito dinamica e movente di un grave e cruento episodio, risalente a pochi mesi fa, quando una banda di giovani, armati di mazze da baseball e sedie, fece irruzione in un Market in via Casella e aggredì il titolare, cittadino del Bangladesh e gli avventori presenti, suoi connazionali". Le vittime furono fatte bersaglio di calci e pugni e una di loro, trascinata nel retrobottega del negozio e malmenata, subì la rapina dell’anello che portava al dito.  A motivo di tanta, inusitata violenza, la volontà di portare a termine una vera e propria spedizione punitiva contro un cittadino bengalese, colto per strada in “atteggiamento inopportuno” e per questo già “redarguito oralmente”. "La vittima subì calci e pugni, conditi da espressioni ed epiteti di disprezzo razziale. La violenza del gruppo si estese poi anche a gestore ed avventori, anch’essi bengalesi di un esercizio etnico ove la vittima aveva cercato rifugio", dicono gli inquirenti.

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    AGI

    Il Pentagono ha smarrito le armi destinate alla lotta all'Isis

    Gli Stati Uniti hanno perduto traccia di armi e attrezzature militari del valore complessivo pari a 715,8 milioni di dollari, destinate a equipaggiare i partner delle Fds (Forze democratiche siriane) nella lotta all'Isis.È quanto denuncia un rapporto dell'Ispettore generale del Dipartimento della Difesa americano, che è stato reso pubblico due giorni fa. Gravi gli atti di negligenza materiale e di cattiva burocrazia constatati dal Dipartimento.​L'audit punta l'indice sulla direzione della Sojtf-Oir ​(la Special Operations Joint Task Force–Operation Inherent Resolve): è l'organismo responsabile in misura primaria dell'assistenza e consulenza alle milizie partner controllate dall'opposizione siriana.Il rilievo è di "non avere tenuto gli elenchi completi di tutti gli equipaggiamenti acquistati e ricevuti" nel 2017 e nel 2018, e di non avere istituito un archivio di rendicontazione centralizzato, bensì di aver disperso la documentazione in una serie di passaggi burocratici tra le strutture interessate agli approvvigionamenti.I rilievi coinvolgono anche il personale in servizio al 1° Tsc (Theater Sustainment Command), posto alle dipendenze di US Army Central, per come ha condotto l'immagazzinamento del materiale. Le armi e gli equipaggiamenti destinati al teatro bellico siriano di cui ora non si trova più traccia - si legge ancora nel rapporto del Dipartimento della Difesa - venivano spedite a un magazzino in Kuwait dove "non sono state stoccate e messe in sicurezza nel modo appropriato" raccomandato dalle direttive del Pentagono.Le armi sono state accantonate addirittura all'esterno, in container metallici destinati alle spedizioni, esposte "alle inclementi condizioni atmosferiche, quali il calore e l'umidità". Non è tutto. La Sojtf-Oir e il personale del 1° Tsc "hanno lasciato migliaia di armi del Ctef-S (il Syria Train and Equip Fund) e delicati articoli d'equipaggiamento alla mercè dello smarrimento o del furto".Già un rapporto di Amnesty International del maggio 2017 affermava che gli Stati Uniti avevano perduto traccia di armi per un miliardo di dollari destinate all'Iraq e alle forze di sicurezza in Kuwait. Che fine facciano questi materiali si può pure immaginare.Stando al New York Times per esempio, l'assalto dell'8 febbraio scorso contro le truppe americane nella provincia di Nangarhar, in Afghanistan, è stato condotto con una mitragliatrice leggera M249 in dotazione alle forze statunitensi. L'attentatore, che vestiva una uniforme afghana, ha ucciso due soldati e ne ha feriti sei.

  • Al via l’abbattimento della Vela Verde di Scampia: “Cade un pregiudizio”
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    Al via l’abbattimento della Vela Verde di Scampia: “Cade un pregiudizio”

    Iniziate a Scampia le operazioni di abbattimento della Vela Verde. Il vicesindaco: "Giornata storica per tutto il Paese".

  • Chi è Stefano Ferri: curiosità sullo scrittore e imprenditore
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    Chi è Stefano Ferri: curiosità sullo scrittore e imprenditore

    Stefano Ferri, scrittore di successo, è famoso anche perché da anni indossa solo ed esclusivamente abiti da donna.

  • Promozione Tesla Model 3, perché conviene e perché no
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    Promozione Tesla Model 3, perché conviene e perché no

    Vetture già allestite e in pronta consegna a marzo 2020, con possibilità di incentivi e leasing

  • Brescia, un altro cadavere nella centrale idroelettrica di Prevalle
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    Brescia, un altro cadavere nella centrale idroelettrica di Prevalle

    La scorsa estate fu trovato nella centrale idroelettrica in provincia di Brescia anche il cadavere di Jessica Mantovani

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    AGI

    Argentina e Venezuela, le bombe ad orologeria del Sudamerica

    Sono tornati in Argentina i tempi in cui le quotazioni della moneta veniva seguito minuto per minuto, quasi come se fosse una partita di calcio. Accadeva soltanto qualche anno fa, e in base alle fluttuazioni dei cambi, i cittadini giorno per giorno capivano il loro potere d'acquisto, e si regolavano di conseguenza.Incombe sul paese sudamericano l'incubo della speculazione: dopo la sconfitta di Macri il peso era vertiginosamente crollato e anche la vittoria di Fernandez dello scorso ottobre non riesce ancora a far decollare la ripresa del paese sudamericano: per il Governo, ci vuole tempo, bisogna però capire se i creditori saranno comprensivi.L'Argentina si trova in recessione dal 2018, in due anni ha perso oltre il 6% di Pil, l'inflazione viaggia su due cifre ed è ora al 40%, e anche la disoccupazione è a livelli record. Per non parlare del tasso di povertà che si avvicina al 40%. In questa situazione l'Fmi ha decretato ieri che il debito non è più sostenibile, il Paese è sull'orlo del default e soltanto all'istituto di Washington deve la bellezza di oltre 57 miliardi di dollari.Ma è in particolare il Venezuela - dove secondo i dati Fmi nel 2019 il Pil si è contratto del 35 per cento e alla fine del 2020 il numero degli emigrati venezuelani potrebbe arrivare a sei milioni, quasi il 20 per cento della popolazione - che sta trascinando giù l'economia di tutto il continente sudamericano: la regione è impantanata in "incertezza e rallentamento", secondo Alicia Barcena, segretario esecutivo della Commissione economica delle Nazioni Unite per l'America Latina e i Caraibi (CEPAL).Nel 2019 l'espansione del Pil subcontinentale segnerebbe infatti un impercettibile +0,1% e le previsioni per l'anno in corso non sono particolarmente entusiasmanti: +1,3%. Secondo gli osservatori, si tratta della crescita di lungo termine più bassa degli ultimi 70 anni. Una bomba ad orologeria, vista anche la tensione sociale particolarmente crescente.Oggi nel Subcontinente ci sono 25,2 milioni di persone senza un impiego. Ricca di materie prime, gli analisti sostengono che l'unica leva cui ricorrere è la spesa pubblica ma in modo più organico e semplice. Facile a dirsi, in una regione che invece ha fatto della normalità il caos politico.Torniamo all'Argentina: le ultime stime della Banca Mondiale e dell'Fmi prevedevano per quest'anno una contrazione del Pil dell'1,5% ma gli esperti di Washington ci sarebbe una ripresa per la seconda metà dell'anno. Fa paura lo spettro della profonda recessione del 2001: con il peso che perde potere d'acquisto l'aumento costante dei prezzi, innescato dal rialzo del dollaro, allarma le famiglie. Chi possiede risparmi, preferisce conservarli nel materasso o cambiarli in dollari piuttosto che depositarli in banca. Va ancora peggio in Venezuela, che rappresenta in Sud America, il 'malato' grave: mancano generi di prima necessità e l'inflazione è arrivata a toccare la cifra assurda del 1.000.000%, crescendo a ritmo del 3% al giorno. Vale a dire, un cittadino di Caracas che un giorno compra sei uova, dopo qualche settimana con quella cifra non riesce ad acquistare nemmeno un'auto nuova.Il Presidente Maduro ha già cercato di correre ai ripari, aumentando il salario minimo legale del 150%, ma con l'inflazione che galoppa a questi ritmi, oggi ammonta a poco più di 21 dollari. Il Fondo Monetario prevede una vera e propria "implosione" dell'economia, da quest'anno aggravata dalle sanzioni statunitensi e blackout che paralizzano il paese. Quest'anno non andrà meglio: il Pil sarà negativo sempre a due cifre: era calato del 35,5% nel 2019 e si aspetta il -14% quest'anno. ​La situazione disperata del Venezuela non poteva lasciare indenni le altre grandi economie, le cui stime sul Pil sono state riviste al ribasso. Ma a confronto del Venezuela, sembrano vere e proprie 'oasi' di benessere. L'Fmi, ad esempio, cita il Perù e il Cile come campioni di "resilienza": nonostante le tensioni commerciali tra Usa e Cina, l'economia venezuelana in caduta libera, e l'Argentina ora in sostanziale affanno, restano saldamente in sella anche se le stime di crescita sono state limate. Anzi, il Perù viene considerato uno dei motori del Sud America, il vero mercato emergente vantando una crescita ininterrotta e costante da 5 anni e, secondo le stime del Fondo Monetario, continuerà a crescere al ritmo del 4,8% quest'anno. Di certo, sull'economia ha impattato lo scorso anno lo scandalo della corruzione che ha coinvolto la più grande impresa di costruzioni dell'America Latina Odebrecht, che ha preso poi una svolta drammatica con il suicidio dell'ex presidente peruviano Alan Garcia. Secondo il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti, Odebrecht avrebbe pagato 788 milioni di dollari in tangenti in 12 paesi, con la partecipazione di presidenti ed ex capi di stato e ministri.Ma le costruzioni sono ripartite, anzi secondo Moody's, è il Paese sudamericano che presenta meno rischi per gli investimenti. Parole che inorgogliscono il Governo, il quale qualche tempo fa sottolineò che il Perù "si trova in una posizione privilegiata tra i paesi dell'America Latina per resistere a tempi difficili a causa di solide misure anti-crisi e di una gestione macroeconomica responsabile". I recenti disordini di piazza e le feroci repressioni sono 'costate' invece all'economia cilena un taglio consistente del Pil. L'Fmi ritiene che l'economia quest'anno cresca di appena lo 0,9%. Il governo non si perde d'animo visto che il Ministro di Economia del Cile, Juan Andrés Fontein, ha ribadito che il Paese é impegnato con una agenda economica al fine di arrivare ad una crescita superiore a quella prevista dal FMI.L'attuale governo, guidato dal conservatore Sebastián Piñera, è salito al potere con la promessa di recuperare il dinamismo perduto dopo il secondo mandato di Michelle Bachelet, ma deve affrontare un percorso molto più difficile di quanto ci si possa aspettare. Però la banca centrale è ottimista avendo riscontrato un aumento dell'attività economica dell'1,1% a dicembre, un dato che farebbe ben sperare in un ritmo di crescita più sostenuto. Più stabile la situazione della Colombia, dove la stima di crescita è rimasta pressoché invariata, con un Pil del 3,4% per il 2019 e del 3,7% per il 2020. In questo caso, fanno molto da traino i consumi che stanno andando bene: l'import è fortissimo ma è soprattutto la domanda interna a spingere l'attività dei settori produttivi, anche se è leggermente calata rispetto ad inizio anno a causa dell'aumento della disoccupazione.Ma le materie prime rappresentano un ottimo traino per l'economia di Bogotà. (AGI) (AGI) - Roma, 20 feb. - La tensione con gli Stati Uniti non sta facendo bene all'economia del Messico che vedrà una crescita modesta dell'1,0%. Nella sua valutazione, ​l'Fmi ha affermato che gli investimenti rimangono deboli e che i consumi privati sono rallentati a causa dell'incertezza sulle "politiche, del deterioramento della fiducia e dell'aumento dei costi dei prestiti". Infine, il Brasile: dopo il Venezuela e l'Argentina, è l'economia che affanna di più. Ma le stime sul Pil sono in rialzo: per il 2019, è salito dell'1,17%, quest'anno invece viaggerà sul 2,2%. Pochi mesi fa, "l'umore generale era notevolmente peggiorato a causa della persistente incertezza circa l'approvazione della riforma pensionistica e di altre riforme strutturali".A questo va aggiunto il calo dei prezzi delle materie prime che sta impattando su tutti i paesi del Sud America, ma soprattutto in Brasile dove l'attività mineraria è molto forte. Ma il paese ha notevoli risorse, e quindi potrebbe agganciare il treno della ripresa. Ricca di materie prime, gli analisti sostengono che l'unica leva cui ricorrere è la spesa pubblica ma in modo più organico e semplice. Facile a dirsi, in una regione che invece ha fatto della normalità il caos politico.Torniamo all'Argentina: le ultime stime della Banca Mondiale e dell'Fmi prevedevano per quest'anno una contrazione del Pil dell'1,5% ma gli esperti di Washington ci sarebbe una ripresa per la seconda metà dell'anno. Fa paura lo spettro della profonda recessione del 2001: con il peso che perde potere d'acquisto l'aumento costante dei prezzi, innescato dal rialzo del dollaro, allarma le famiglie. Chi possiede risparmi, preferisce conservarli nel materasso o cambiarli in dollari piuttosto che depositarli in banca. Va ancora peggio in Venezuela, che rappresenta in Sud America, il 'malato' grave: mancano generi di prima necessità e l'inflazione è arrivata a toccare la cifra assurda del 1.000.000%, crescendo a ritmo del 3% al giorno. Vale a dire, un cittadino di Caracas che un giorno compra sei uova, dopo qualche settimana con quella cifra non riesce ad acquistare nemmeno un'auto nuova.Il Presidente Maduro ha già cercato di correre ai ripari, aumentando il salario minimo legale del 150%, ma con l'inflazione che galoppa a questi ritmi, oggi ammonta a poco più di 21 dollari. Il Fondo Monetario prevede una vera e propria "implosione" dell'economia, da quest'anno aggravata dalle sanzioni statunitensi e blackout che paralizzano il paese.Quest'anno non andrà meglio: il Pil sarà negativo sempre a due cifre: era calato del 35,5% nel 2019 e si aspetta il -14% quest'anno. La situazione disperata del Venezuela non poteva lasciare indenni le altre grandi economie, le cui stime sul Pil sono state riviste al ribasso. Ma a confronto del Venezuela, sembrano vere e proprie 'oasi' di benessere. L'Fmi, ad esempio, cita il Perù e il Cile come campioni di "resilienza": nonostante le tensioni commerciali tra Usa e Cina, l'economia venezuelana in caduta libera, e l'Argentina ora in sostanziale affanno, restano saldamente in sella anche se le stime di crescita sono state limate. Anzi, il Perù viene considerato uno dei motori del Sud America, il vero mercato emergente vantando una crescita ininterrotta e costante da 5 anni e, secondo le stime del Fondo Monetario, continuerà a crescere al ritmo del 4,8% quest'anno. Di certo, sull'economia ha impattato lo scorso anno lo scandalo della corruzione che ha coinvolto la più grande impresa di costruzioni dell'America Latina Odebrecht, che ha preso poi una svolta drammatica con il suicidio dell'ex presidente peruviano Alan Garcia. Secondo il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti, Odebrecht avrebbe pagato 788 milioni di dollari in tangenti in 12 paesi, con la partecipazione di presidenti ed ex capi di stato e ministri. Ma le costruzioni sono ripartite, anzi secondo Moody's, è il Paese sudamericano che presenta meno rischi per gli investimenti. Parole che inorgogliscono il Governo, il quale qualche tempo fa sottolineò che il Perù "si trova in una posizione privilegiata tra i paesi dell'America Latina per resistere a tempi difficili a causa di solide misure anti-crisi e di una gestione macroeconomica responsabile". I recenti disordini di piazza e le feroci repressioni sono 'costate' invece all'economia cilena un taglio consistente del Pil. L'Fmi ritiene che l'economia quest'anno cresca di appena lo 0,9%. Il governo non si perde d'animo visto che il Ministro di Economia del Cile, Juan Andrés Fontein, ha ribadito che il Paese é impegnato con una agenda economica al fine di arrivare ad una crescita superiore a quella prevista dal FMI.L'attuale governo, guidato dal conservatore Sebastián Piñera, è salito al potere con la promessa di recuperare il dinamismo perduto dopo il secondo mandato di Michelle Bachelet, ma deve affrontare un percorso molto più difficile di quanto ci si possa aspettare. Però la banca centrale è ottimista avendo riscontrato un aumento dell'attività economica dell'1,1% a dicembre, un dato che farebbe ben sperare in un ritmo di crescita più sostenuto. Più stabile la situazione della Colombia, dove la stima di crescita è rimasta pressoché invariata, con un Pil del 3,4% per il 2019 e del 3,7% per il 2020. In questo caso, fanno molto da traino i consumi che stanno andando bene: l'import è fortissimo ma è soprattutto la domanda interna a spingere l'attività dei settori produttivi, anche se è leggermente calata rispetto ad inizio anno a causa dell'aumento della disoccupazione. Ma le materie prime rappresentano un ottimo traino per l'economia di Bogotà.La tensione con gli Stati Uniti non sta facendo bene all'economia del Messico che vedrà una crescita modesta dell'1,0%.Nella sua valutazione, ​l'Fmi ha affermato che gli investimenti rimangono deboli e che i consumi privati sono rallentati a causa dell'incertezza sulle "politiche, del deterioramento della fiducia e dell'aumento dei costi dei prestiti". Infine, il Brasile: dopo il Venezuela e l'Argentina, è l'economia che affanna di più. Ma le stime sul Pil sono in rialzo: per il 2019, è salito dell'1,17%, quest'anno invece viaggerà sul 2,2%.Pochi mesi fa, "l'umore generale era notevolmente peggiorato a causa della persistente incertezza circa l'approvazione della riforma pensionistica e di altre riforme strutturali". A questo va aggiunto il calo dei prezzi delle materie prime che sta impattando su tutti i paesi del Sud America, ma soprattutto in Brasile dove l'attività mineraria è molto forte. Ma il paese ha notevoli risorse, e quindi potrebbe agganciare il treno della ripresa.

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    A Donald Trump non va giù l'Oscar a 'Parasite'. E rivuole 'Via col Vento'

    Donald Trump contesta l'assegnazione dell'Oscar per il miglior film al sudcoreano "Parasite", lamentando i problemi commerciali che gli Usa hanno con Seul. Durante un comizio elettorale a Colorado Spring, il presidente Usa reclama i "classici dell'epoca d'oro di Hollywood" e attacca Brad Pitt, premiato per la prima volta con la statuetta per una sua interpretazione (miglior attore non protagonista): un "piccolo saputello" del quale, "non sono mai stato un grande ammiratore"."Quanto ha fatto male l'Academy Awards quest'anno?", abbiamo avuto abbastanza problemi con la Corea del Sud per il commercio, e loro l'hanno premiata con il miglior film dell'anno.. È stato giusto? Non lo so". "È tempo di tornare ai classici dell'epoca d'oro di Hollywood. Possiamo tornare per favore a Via col Vento? Ci ridate Via col Vento per favore? E invece? Il miglior film viene dalla Corea del Sud. Pensavo fosse il miglior film straniero, e invece no, miglior film!", ha ironizzato il presidente, che poi ha servito la sua vendetta all'attore che aveva sostenuto l'impeachment.Nell'ultima cerimonia di premiazione, Pitt era salito sul palco con la statuetta in mano e prima dei ringraziamenti, aveva criticato l'assoluzione del presidente nel processo al Senato, lamentando la mancata testimonianza (bloccata) dell'ex consigliere per la sicurezza nazionale, John Bolton. È subito arrivata, dura, la risposta di Neon, la casa di distribuzione della pellicola sudcoreana, la prima in lingua non inglese ad aver conquistato la prestigiosa statuetta come miglior film: "Comprensibile, non sa leggere", ha twittato Neon.La scorsa estate Trump aveva definito l'elite di Hollywood "razzista", dopo che diverse star del mondo dello spettacolo lo avevano accusato di fomentare l'intolleranza. A gennaio del 2017, Trump aveva definito "una delle attrici più sopravvalutate di Hollywood" Maryl Streep, la quale dopo aver ritirato il premio alla carriera ai Golden Globes, aveva attaccato il presidente, senza mai nominarlo, in un discorso in difesa della stampa e degli stranieri.

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    L'allarme della polizia per il dilagare sui social della sfida "spacca cranio"

    Due ragazzi affiancano un terzo e mentre questi salta, lo sgambettano a tradimento facendolo cadere a terra in modo violento. Si chiama "skullbreaker challenge" ed è la nuova, demenziale 'sfida' che nel giro di pochi giorni ha invaso i social con decine di migliaia di video. Si tratta di filmati "allarmanti" - spiega la Polizia postale e delle comunicazioni nel suo ultimo alert - e di "un comportamento sbagliato e molto pericoloso: la mancanza improvvisa di appoggio mentre si salta comporta necessariamente una caduta senza controllo che può determinare lesioni anche gravissime come fratture di arti, svenimenti ed ematomi cerebrali". È la nuova (pericolosissima) sfida che va di moda tra i giovani https://t.co/HsQTOTb6Sl — Vanity Fair Italia (@VanityFairIt) February 20, 2020Ai ragazzi la Polizia raccomanda di "non lasciarsi coinvolgere in questa sfida" ma di "proteggere se stessi e gli altri: indurre qualcuno a saltare per fargli lo sgambetto non è uno scherzo ma una cattiveria molto pericolosa". E "far cadere qualcuno mentre salta può determinare danni fisici importanti e la commissione del reato di lesioni anche se non si hanno ancora 18 anni".La raccomandazione, per chi sa di qualche coetaneo che intende partecipare alla sfida, è quella di "dissuaderlo e di parlarne immediatamente con un adulto di riferimento". E se si ricevono video di amici o conoscenti vittime, meglio parlarne con un adulto o segnalare subito a www.commissariatodips.it.Qualche prezioso consiglio anche per i genitori arriva prioprio dalla Polizia: * parlate ai ragazzi di questa sfida, in modo da evitare che possano cadere nella 'trappola' e farsi anche molto male; * riferite ai ragazzi che chi procura la caduta di coetanei può determinare gravi ferite ed essere incriminato; * se i vostri figli ricevono da coetanei video riguardanti la sfida segnalateli a www.commissariatodips.it; * sorvegliate sempre attentamente il comportamento online dei vostri figli e create un'abitudine familiare a parlare dei rischi di Internet e delle strategie utili ad evitarli.

  • Frana a Coreglia Ligure in Val Fontanabuona: 26 persone isolate
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    Frana a Coreglia Ligure in Val Fontanabuona: 26 persone isolate

    Spaventosa frana in Liguria nella notte fra giovedì 20 e venerdì 21 febbraio: in Valle fredda, a Coreglia Ligure, ci sono 26 persone isolate.