Roma, botta risposta M5S-FdI su debito fuori bilancio era Raggi

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Roma, 10 set. (askanews) - Botta e risposta in Aula Giulio Cesare tra il capogruppo di Fdi Andrea De Priamo e il presidente M5S della commissione capitolina Bilancio Marco Terranova. Oggetto del contendere la delibera 67/2019 per il "Riconoscimento della legittimità del debito fuori bilancio" di 73.150,53 euro per lo svolgimento del servizio di volontariato per l'apertura e chiusura dei cancelli e vigilanza di parchi, ville e giardini cittadini, nel periodo 14/2/2018- 31/10/2018".

"Questi debiti fuori bilancio ci offrono la possibilità di riflettere su due cose - ha spiegato in dichiarazione di voto De Priamo -. Da un lato che oggi il M5S si trova a governare con chi questi mali li ha prodotti, con quel Pd che è tra le principali origini di debiti fuori bilancio che abbiamo accertato in quest'Aula, come avete spesso denunciato anche con modi non ortodossi. Oggi, per di più, è una delle prime volte che votiamo un debito fuori bilancio contratto nella vostra amministrazione. Non stiamo votando somme urgenze, da voi tanto contestate, ma a volte necessarie perché realmente urgenti. In questo caso qual è l'urgenza per chiudere parchi e ville? Questi debiti dipendono dalla vostra incapacità nel non aver predisposto fondi ordinari per associazioni di volontariato, laddove il Servizio Giardini, anche in questo caso senza un perché, non riesce a svolgere questa funzione che sarebbe sua.Come li giustificate? Con chi ve la potete prendere? Con l'assessore che avete sostituito e che agiva in vostro nome? Noi votiamo contro".

Replica pacata, ma infastidita del presidente M5S Marco Terranova: "Questa situazione poteva e doveva essere gestita meglio di come è stato fatto perché i fondi c'erano - ha premesso -. Al generarsi di un debito, però, questa amministrazione provvede immediatamente a onorarlo. Questa è la sostanziale differenza con quelli che ci siamo trovati a dover onorare noi anche a distanza di svariati anni". La risposta del presidente non deve aver convinto la sua maggioranza perché il numero legale della seduta, subito dopo il suo intervento, è caduto impedendo l'approvazione in prima votazione del riconoscimento del debito che è passato in seconda votazione per 24 voti favorevoli e 1 voto contrario, rendendo il provvedimento non immediatamente eseguibile.