Roma, Campania e Toscana. Nei 5 stelle aperture a un patto col Pd, con alcuni caveat

Costa, Lombardi e Galletti (M5s) (Photo: AGF-HP)

Dalla Toscana alla Campania, passando per Roma, qualcosa si muove per una eventuale alleanza elettorale tra Movimento 5 stelle e Partito democratico. L’apertura, con alcuni caveat, arriva da tre esponenti dei 5 stelle: il ministro dell’Ambiente, Sergio Costa, candidato alla presidenza della Regione Campania, la capogruppo nel consiglio regionale del Lazio, Roberta Lombardi e dalla candidata alla presidenza della Regione Toscana, Irene Galletti.

Costa: “Un patto tra M5s e Pd sui programmi”. “Più che un nome ora serve una sintesi di idee e progetti”. “Il nome è una derivazione, prima occorre trovare il percorso”. A parlare dell’investitura a candidato governatore della Campania è il diretto interessato, il ministro dell’Ambiente Sergio Costa. “Sono per il dialogo e per la sintesi - ha detto Costa in un’intervista a Il Mattino -. E se noi vogliamo costruire un laboratorio si deve parlare innanzitutto di programmi e di soluzioni per i cittadini e non di appartenenza politica: sono un servitore dello Stato e devo preoccuparmi del benessere del cittadino, di quali progetti voglio mettere in campo su sanità e scuola, ad esempio”. Un progetto sul modello Pd-M5s? ”Serve un patto in cui ci confrontiamo tutti assieme in nome dei valori e delle cose da fare per il bene dei campani e non per i partiti”. Anche su un terzo nome che non sia Costa o De Luca? “Non sono un narciso e il nome è solamente una derivazione del percorso che dicevo prima”. Il Governo? “Dura tranquillamente sino alla fine della legislatura” ha risposto Costa.

Lombardi: “No a un Raggi bis, sì a un accordo M5s-Pd”. ‘No’ a un Raggi bis a Roma, “sì a un accordo tra M5s e civiche e altri partiti, Pd compreso”. Così Roberta Lombardi, capogruppo M5s alla Regione Lazio, in un’intervista a Il Messaggero. “Le regole del M5s parlano di due mandati e la Raggi è arrivata alla fine del secondo. Ora punto a capire come si fa a crescere i semi piantati in questa prima consiliatura 5 Stelle, all’interno di una macchina amministrativa che abbiamo trovato gravemente inquinata da episodi di illegalità”. Senza Raggi ma con il Pd? “Il M5s può riuscirci solo se riesce a chiamare a raccolta tutte le forze civiche e politiche della Capitale disposte a raccogliere questa sfida e a lavorare sui temi. Dobbiamo essere in grado di coinvolgere tutti”. 

Galletti: “Se il Pd scarica Renzi e Giani, si può fare un patto in Toscana”. “Se il Pd scarica Renzi e Giani, si può fare un patto in Toscana”, “sarebbe un segnale politico molto forte che noi del Movimento 5 Stelle dovremmo prendere in considerazione”. Sono le condizioni che Irene Galletti, candidata 5 Stelle a governatrice della Toscana, pone attraverso un’intervista a Il Fatto Quotidiano ai dem per potersi sedere al tavolo con loro e discutere un programma comune per amministrare la Regione. E lo dice esplicitamente: “Anzi, quando vedrò quel gesto, mi siederò al tavolo con loro”, non prima dunque. “Ma sono disposti a farlo?” si chiede l’aspirante governatrice toscana. Dell’area politica vicina al presidente della Camera Roberto Fico, Galletti sostiene che “la differenza della Toscana rispetto ad altre regioni dove stiamo cercando un’intesa con il Pd si chiama Matteo Renzi”, cioè un nome e un fattore di discrimine. Una variante non accettabile, perchè “lui è quello che in questo momento sta creando scompigli, ricattando continuamente il governo Conte e qui anche Giani”, attuale presidente del Consiglio regionale della Toscana dal giugno 2015 e candidato dem al governo della Regione. Quindi, per Galletti, al momento “non siamo noi che abbiamo chiuso la porta al Pd, ma sono loro che l’hanno fatto scegliendo Renzi” perciò loro prima “ci chiedono di entrare in casa, ma poi chiudono la porta”.

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