Roma, carabiniere ucciso: uno dei due fermati ha confessato l'omicidio

I due giovani americani e il vice brigadiere ucciso

Svolta nelle indagini sull'omicidio del vice brigadiere Mario Cerciello Rega, accoltellato a morte a Roma in zona Prati. Uno dei due ragazzi americani fermati e interrogati ha confessato: “Sono stato io”. Il ventenne ha ammesso le proprie responsabilità, affermando di essere lui l'autore materiale dell'accoltellamento. Si tratta della persona con i capelli mesciati apparso in una foto e ripreso da alcune telecamere di sorveglianza.

I due giovani erano in cerca di droga a Trastevere, ma la sostanza acquistata era semplice aspirina: perciò hanno rubato la borsa del pusher nel tentativo di recuperare i soldi. Questa la dinamica della vicenda che ha portato all'omicidio del vice brigadiere Mario Cerciello Rega. In base a quanto ricostruito dagli inquirenti, i due ragazzi americani dopo essersi resi conto di essere stati ingannati, hanno strappato il borsello allo spacciatore che conteneva il suo telefono cellulare. L'uomo ha quindi contattato i due chiamando il suo numero di telefono per avere indietro la borsa. Il pusher avrebbe poi chiamato il 112 per comunicare che era stato scippato e che si era accordato con i due americani per la restituzione della borsa. A questo punto, all'orario stabilito, i due carabinieri, in borghese, si sono recati in via Pietro Cossa. Lì hanno incontrato i due ragazzi con i quali è scoppiata una violenta colluttazione durante la quale il vicebrigadiere è stato colpito con otto coltellate risultate poi fatali. Trasportato d’urgenza al Santi Spirito, il 35enne è morto poco dopo il ricovero.

“Ho provato a salvarlo - ha spiegato il collega di Rega - Quando ho sentito Mario urlare ho lasciato uno dei due uomini fermati e ho provato a salvarlo, perdeva molto sangue". Il militare resosi conto che il vice brigadiere era grave ha dato l'allarme alle altre pattuglie che si trovavano nella zona.

I funerali di Mario Rega Cerciello saranno celebrati lunedì 29 luglio alle 12 a Somma Vesuviana nella chiesa di Santa Croce in via Santa Maria del Pozzo 114, la stessa dove qualche settimana fa si era sposato.

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Carabinieri: “Mario si era sposato 43 giorni fa”

Con una nota su Facebook l’Arma dei Carabinieri ha manifestato il proprio dolore per l’accaduto, ricordando come il vice brigadiere fosse convolato a nozze solo 43 giorni fa: “Nella sua nuda essenza anche la tragedia più grande è fatta di numeri: il Vice Brigadiere Mario Cerciello Rega aveva 35 anni, era sposato da 43 giorni e 13 ne erano passati dal suo ultimo compleanno. È morto stanotte a Roma per 8 coltellate, inferte per i 100 euro che i 2 autori di 1 furto pretendevano in cambio della restituzione di 1 borsello rubato. In gergo si chiama “cavallo di ritorno”. Ma quei numeri non sono freddi: sono il conto di un’esistenza consacrata agli altri e al dovere, di una dedizione incondizionata e coraggiosa, di un amore pieno di speranze e di promesse. E la tragedia reca la cifra più alta: l’infinito. Il più vivo dolore per una mancanza che affligge 110 mila Carabinieri. Il più vivo cordoglio ai Suoi cari, che stringiamo in un immenso, unico abbraccio”.

Raggi: “Cordoglio, ma a Roma mancano 2mila agenti”

“E’ il momento in cui le istituzioni devono esprimere cordoglio per questo giovanissimo ragazzo morto nell’esercizio del suo dovere, ci sarà tempo per indagini e tutto il resto. A Roma Capitale mancano ancora 2000 agenti e forse non saranno nemmeno sufficienti. Abbiamo necessità di aumentare le forze di polizia”. Queste le parole del sindaco di Roma Virginia Raggi che, intervenuta ad Agorà, ha sottolineato la crisi in numeri delle forze dell’ordine capitoline: “Non ci occupiamo di sicurezza, ma facciamo anche questo, dando supporto a tutte le forze dell’ordine. I numeri che ci restituisce la questura non parlano di un’assenza di sicurezza in questa città, poi fatti come questo ci gettano nel baratro”.

Conte: “Profonda ferita per lo Stato”

Il premier Giuseppe Conte ha affidato ai social le proprie parole di cordoglio per la morte del vice brigadiere dei Carabinieri: “La morte del giovane Mario Cerciello Rega, ucciso stanotte nell’esercizio delle sue funzioni, è una profonda ferita per lo Stato. Faremo il massimo per assicurare i responsabili alla giustizia. La mia vicinanza alla famiglia e all’intera Arma dei Carabinieri”.