Roma, Caritas: preoccupati per seconde generazioni migranti

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Roma, 24 set. (askanews) - "C'è una città reale e una città pretesa: nella città pretesa non ci sono stranieri, idee, religioni e sapori diversi. Questa città non esiste più da un bel po' e dobbiamo capire se vogliamo segregare la città reale o fare un passo deciso verso di essa, provando a mettere fine ai racconti in cui ci si ferma alla difficoltà". Lo ha raccontato don Benoni Ambarus, direttore della Caritas di Roma, presentando con la sindaca di Roma Virginia Raggi in Campidoglio il premio "Un incontro, una storia". "Nel 1996 sono arrivato a Roma come studente migrante, ma privilegiato - ha raccontato Ambarus -. Ho avuto la delusione di scoprire che festeggiate Capodanno con le lenticchie mentre da noi è un cibo di Quaresima. Roma la scopri quando ti senti integrato", ha aggiunto. Il direttore della Caritas ha indicato quella che a suo avviso è una delle principali sfide per l'integrazione nella Capitale: "Siamo preoccupati per le centinaia di migliaia di minori di seconda generazione- ha spiegato -. Come fanno a dare il meglio di se' se in ogni discorso sentono il rifiuto o, ancor peggio, di essere ignorati? Come faranno a dare il meglio di se stessi a se stessi e alla città? Non possiamo più permettere che vivano con disagio la doppia appartenenza religiosa o culturale. Non possiamo lamentarci delle gang minorili - ha concluso-se non riescono a vivere relazioni alla pari con gli altri studenti e non si sentono accettati".