Roma, Cda Ama: tema non è bilancio, ma fiducia e collaborazione

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Roma, 1 ott. (askanews) - "Le comunichiamo, nostro malgrado, che da parte nostra è venuta meno la necessaria fiducia nel socio unico di Ama Spa e, pertanto, con la presente dichiariamo di rassegnare le dimissioni con decorrenza dalle ore 18 di oggi (1 ottobre 2019) dalla carica di componenti del Consiglio di amministrazione". Così i consiglieri dimissionari del Cda di Ama Luisa Melara, Paolo Longoni e Massimo Ranieri, in una lunga lettera alla sindaca di Roma, Virginia Raggi, con la quale motivano il loro abbandono della partecipata capitolina. "Il tema non è la posta di bilancio, peraltro assolutamente neutra rispetto al risultato dell'esercizio e al patrimonio netto della società - scrivono rispetto a quelle spese cimiteriali che la Giunta Raggi non ha riconosciuto nemmeno nei bilanci predisposti dai Cda precedenti -. Ma è assai più grave e probabilmente più scomoda per la sua amministrazione e verte esclusivamente sulla assoluta inerzia e constatata mancanza di una fattiva e concreta collaborazione con Ama per superare le situazioni di criticità riscontrate su più piani durante i 104 giorni di governo societario", sottolineano. "Sembra di percepire da tale incomprensibile atteggiamento da parte di Roma Capitale - si denuncia nella missiva - e dalle sue stesse comunicazioni pubbliche che la stessa Roma capitale consideri Ama non una propria emanazione, bensì un soggetto privato antagonista del pubblico interesse".