Voragine vicino al Colosseo, palazzo evacuato /VIDEO

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Voragine su una strada vicino al Colosseo. I Vigili del Fuoco sono intervenuti in Via Marco Aurelio, a Roma, per il cedimento della sede stradale a ridosso di un edificio di quattro piani con 20 appartamenti. In via precauzionale sono state evacuate alcune famiglie (VIDEO). Gli inquilini sono poi rientrati nei propri appartamenti per recuperare vestiti ed effetti personali, pronti a passare i prossimi giorni nelle strutture alberghiere che li ospiteranno in attesa di conoscere l'esito delle verifiche di agibilità.  

Lo smottamento dell'intero piano stradale ha creato una voragine di 25 metri quadrati a ridosso del portone, ma le crepe si allargano per quasi il doppio occupando l'intera carreggiata. 

Domenica mattina "abbiamo sentito odore di gas, intorno alle 9. Veniva dal portone. I tecnici dell'Italgas, venuti sul posto insieme ai Vigili del Fuoco, hanno chiuso il gas" ha detto all'Adnkronos Arturo Accolti Gil, inquilino al terzo piano. "A parole ci hanno detto che non è inagibile - spiega - ma al momento non ci fanno entrare". Un'altra persona ha poi raccontato che "stanotte, quando sono rientrata dal lavoro intorno all’una, usciva l’acqua dal marciapiede vicino al portone, proprio dove passa il gas". "Ho chiamato i Vigili del Fuoco e hanno lavorato tutta la notte - ha detto all’Adnkronos Anna Plesa, anche lei inquilina del 20 di via Marco Aurelio, in strada aspettando di poter rientrare a prendere i propri effetti personali in attesa delle verifiche di agibilità -. La voragine in parte già si era formata ma stamattina si è allargata a dismisura". 

L'AMMINISTRATORE - "Al momento stanno facendo tutti i controlli del caso, sia alla condotta fognaria che attraversa la carreggiata di via Marco Aurelio sia alla tubazione idrica che si è rotta e che ha causato probabilmente la voragine" ha detto all'Adnkronos Daniele Sergi, amministratore di condominio del palazzo (VIDEO).  

"Già da anni abbiamo il palazzo controllato dalla società Metro che sta facendo un monitoraggio costante - continua - perché non ci siano problemi di stabilità. Il palazzo è del 1883 ma i Vigili del Fuoco hanno detto che non ci dovrebbero essere problemi. Al momento sono stati evacuati tutti i 24 appartamenti, più a scopo precauzionale, c'è l'assistenza della protezione civile e della Polizia Locale per dare alloggi sostitutivi a chi ne avesse bisogno". 

RAGGI - Sul posto anche Virginia Raggi (VIDEO): insieme ai tecnici e al responsabile della Protezione Civile, è entrata nello stabile di fronte per un punto sulla situazione. "I tecnici sono al lavoro per capire le cause di questo ribassamento del piano stradale. Quello che mi preme comunicare è che, grazie a un accordo che è stato fatto con Federalberghi, da stasera tutte le persone che hanno bisogno di assistenza alloggiativa la avranno. Non sarà lasciato in strada nessuno" ha detto la sindaca.  

"Nel palazzo ci sono circa 24 famiglie tra cui anche alcuni bambini - ha spiegato - ma saranno tutti presi in carico in strutture alberghiere nei paraggi per evitare di causare disagi". Quanto alle cause, la Raggi ha confermato che si attendono i rilievi del personale tecnico all'interno della palazzina. 

LA DENUNCIA DELL'ARCHITETTO - "Da anni abbiamo problemi con l'acqua. Da un decennio segnaliamo al Comune, ai Vigili Urbani e al Municipio pozze d'acqua, tracce di umidità di risalita esterne sui muri e ad agosto scorso, proprio all'angolo di via Marco Aurelio con via Ostilia, a pochi metri dal portone e di fronte, sono stati fatti degli scavi per lavori di manutenzione alle tubature" ha detto all'Adnkronos Paolo Gelsomini, "architetto sfollato" come si definisce lui stesso ironicamente, inquilino al II piano.  

"Qui non ci sono caditoie funzionanti e le pendenze a mio avviso sono sbagliate - ha aggiunto -. La cosa più ovvia è che c'erano delle perdite d'acqua nelle condutture, che piano piano hanno ammollato il terreno. La speranza è che la stessa sorte non l'abbia l'area nella quale poggiano le fondazioni. Il danno al momento è infatti superficiale, iniziato da un tubo di gas che aveva terreno sopra e sotto e che probabilmente ha ceduto quando quello sotto si è ritirato per il lavoro dell'acqua, causando così la perdita di gas".  

Secondo lo stesso inquilino, qui dal 1953, poco o nulla c'entra con la voragine il cantiere vicino. "I palazzi sono sotto osservazione da anni per controllare vibrazioni e cedimenti - ha spiegato Gelsomini -. Con l'associazione che presiedo 'Progetto Celio', che si occupa dei problemi del Rione, abbiamo fatto una riunione e ci hanno detto che non è stato rilevato nulla, al punto che stanno smontando le centraline. Piuttosto, è stato notato uno zampillo d'acqua. L'ipotesi è che il terreno abbia ceduto e si sia portato dietro le tubature. Ora attendiamo l'esito delle verifiche dei tecnici".