Roma, Centro culturale Scup a rischio per progetto Giunta Raggi

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Roma, 7 gen. (askanews) - Non c'è pace per i centri culturali a Roma, anche se regolarmente in possesso di titoli per operare. Il centro Sport e cultura popolare Scup in via della stazione Tuscolana, una proprietà delle Ferrovie dello Stato ceduto in comodato d'uso a un'associazione di giovani del quartiere, è a rischio sgombero e demolizione. Paradossalmente l'area è al centro di un progetto di "rigenerazione urbana" denominato Reinventing Cities - ReinventiAMO Roma, che sta già interessando altri quadranti della capitale. "Questo progetto prevede la demolizione e la ricostruzione di intere porzioni dicittà, inclusi i capannoni in cui ha sede Scup, grazie a una variante al piano regolatore che stanno cercando di ottenere in tutta fretta", spiegano i giovani di Scup in una nota.

"È l'ennesima lottizzazione del demanio pubblico a vantaggio degli speculatori e dei palazzinari e a danno della cittadinanza. Come già accaduto in passato, il potere economico estende le mani sulla città, complice una politica assente che preferisce vendere pezzi di città invece di elaborare strategie e immaginare soluzioni per uscire dalla profonda crisi che stiamo attraversando", denunciano da Scup.

In un territorio, spiegano "privo di servizi sanitari, di centri aggregativi e spazi verdi lasciati ad appassire, si prevede la costruzione di palazzi, l'apertura di spazi commerciali e la demolizione e ricostruzione con aumento di cubature di molti edifici, tra cui quelli che ospitano Scup, malgrado il comodato d'uso sottoscritto un anno fa con la proprietà degli stabili, RFI".

La presentazione del libro "Povera Roma: sguardi, carezze e graffi" curato per Left edizioni dall'ex vicedirettore del Manifesto e politico romano Sandro Medici, con la partecipazione dell'ex assessore al Patrimonio della Giunta Raggi Paolo Berdini e della rappresentante di Scup Sofia Costanza organizzato per mercoledì 8 gennaio alle ore 18.30 presso Scup in via della Stazione Tuscolana 82/84, offrirà l'occasione per lanciare l'ennesima mobilitazione cittadina per difendere uno spazio di partecipazione cittadina della Capitale a rischio chiusura.