A Roma cerimonia restituzione beni culturali tra Francia e Italia -2-

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Roma, 16 gen. (askanews) -

- Oinochoe apula.

Le Autorità doganali di Nizza (F), nel corso di un controllo alla circolazione stradale, nel settembre 2003 hanno sequestrato a un cittadino italiano un reperto archeologico del quale non era in grado di indicare la provenienza. Il bene, sottoposto a expertise dal personale del Louvre, è risultato autentico e riconducibile alla Puglia. L'esito, confermato dagli esami in termoluminescenza, ha consentito al Tribunale di Grande Istanza di Nizza di ordinarne la restituzione all'Italia.

Si tratta di un'oinochoe con corpo globulare, becco a cartoccio e ansa sormontante a vernice nera con decorazione sovradipinta in bianco, giallo e paonazzo, recante motivi fitomorfi (elementi vegetali, pampini, tralci e grappoli) e geometrici (meandri, tratti). Il reperto è riconducibile a una nota produzione dell'Italia antica indicata come "stile di Gnathia", attribuibile con certezza a una fabbrica apula del tardo IV-III secolo a.C.

RESTITUZIONE DALL'ITALIA ALLA FRANCIA

- Sei manoscritti databili tra il 1814 ed il 1815, provenienti dall'archivio segreto dell'Imperatore Napoleone I Bonaparte, rinvenuti sul mercato antiquario toscano.

Tra il prezioso materiale archivistico rinvenuto, accompagnato da un' accurata descrizione interpretativa dattiloscritta in francese risalente a molti decenni addietro e che ne ricostruisce la collocazione storico/politica, spicca una lettera del 1814 sulla quale è presente un'annotazione di pugno dell'Imperatore Napoleone I che apostrofa il suo stesso archivista come "traditore" .

I beni erano stati acquistati sul web da un appassionato commerciante del settore, originario della provincia di Firenze, che dopo averli esaminati, rendendosi conto dell'importanza che potevano rivestire per la storia francese, aveva contattato direttamente quelle Autorità.