Roma, Comitati: no discarica in IX Municipio. E promesse Raggi?

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Roma, 16 gen. (askanews) - "I Comitati di quartiere e le associazioni del territorio hanno organizzato diversi appuntamenti dove incontrare ed informare i cittadini sul rischio ambientale che incombe da mesi sul quadrante del IX Municipio. Nonostante le promesse e le rassicurazioni annunciate recentemente dal primo cittadino della capitale, Virginia Raggi, l'attenzione sembra nuovamente ricadere in questa porzione di territorio a causa dei soliti rimpalli politici di responsabilità riconducibili all'incapacità e all'inadeguatezza di un governo regionale che latita da anni su questo importante tema." Lo afferma in una nota il presidio No discarica Divino Amore.

"Una mancata politica che se sommata all'irresponsabilità di chi avrebbe dovuto occuparsi già da tempo dei rifiuti ha prodotto gli effetti collaterali visibili a tutti: oggi la capitale sommersa dai rifiuti, biglietto da visita della nazione, può essere tranquillamente paragonata ad una metropoli del terzo mondo. Una visione non proprio rappresentativa per un'amministrazione comunale e regionale, che pur di lavarsene le mani, sposta il problema ai margini delle città, ovvero nelle periferie già lacerate e abbandonate in uno stato di perenne rischio ambientale", continua la nota.

"Saremo nelle piazze per informare i cittadini su questo delicato argomento, sulle conseguenze che minacciano il nostro territorio e sui gravi rischi per la salute - continua la nota -. Insomma, diciamo basta a questi raggiri che penalizzano esclusivamente le popolazioni locali. Diciamo basta in maniera convinta alla politica inetta, ribadendo con fermezza l'intenzione di opporci con ogni mezzo ad ulteriori scelte che ricadano sul nostro territorio. Come abbiamo ripetuto all'infinito il IX Municipio ha già pagato un prezzo troppo alto. Le tante discariche sorte in questo quadrante di Roma hanno compromesso irrimediabilmente l'ambiente in cui dovranno crescere i nostri figli e ci vorranno molti anni prima di poter riparare il danno fatto", conclude.