Roma, confiscato il tesoro di Diotallevi: c'è anche attico a Fontana di Trevi

Alessandra Lemme
Roma, confiscato il tesoro di Diotallevi: c'è anche attico a Fontana di Trevi

Maxi confisca da 25 milioni di euro ai danni di Ernesto Diotallevi. Nel 'tesoro' di quello che gli inquirenti ritengono esser stato un elemento di spicco della Banda della Magliana, ci sono immobili di lusso, auto e motoveicoli, opere d'arte, società e conti bancari. "Egli si poneva - scrivono i giudici nel provvedimento di 58 pagine eseguito dalla Guardia di finanza di Roma - con disponibilità ampia e continua verso le richieste dei consociati, ma con una posizione di 'jolly', in grado quando necessario e opportuno di porsi anche al di sopra delle stesse associazioni mafiose".

Secondo gli inquirenti, Diotallevi sarebbe stato incaricato negli anni da Danilo Abbruciati detto "er Camaleonte", da un lato di fare da trait d'union tra la Banda della Magliana e il mondo economico-finanziario capitolino; dall'altro, di curare le relazioni con esponenti della Cosa nostra siciliana, con particolare riferimento al boss palermitano Pippo Calò, capo mandamento di Portanuova, ritenuto il tesoriere della mafia, e presente a Roma sotto falso nome. Lo stesso procuratore generale della Corte d'Appello di Roma, Giovanni Salvi, evidenzia in una nota i legami di Diotallevi "con la criminalità organizzata di stampo mafioso, sia romana che siciliana".

L'operazione è l'epilogo di indagini patrimoniali, eseguite dal Gruppo investigazione criminalità organizzata, che hanno consentito di documentare come Diotallevi, assolto nel 1996 nel cosiddetto processo alla banda della Magliana, "sia riuscito ad accumulare ingenti fortune - scrivono gli inquirenti - nonostante l'assoluta carenza di fonti di reddito lecite, talora riconducendo la formale titolarità dei beni a compiacenti 'prestanome'".

La confisca giunge al termine di un iter giudiziario che ha portato la posizione di Diotallevi al vaglio di tutti i gradi di giudizio sino alla Corte di Cassazione la quale, a gennaio 2018, ha annullato il decreto con cui la Corte di Appello, a maggio 2017, aveva disposto, in riforma della decisione del Tribunale risalente a gennaio 2015, la revoca parziale della misura. Nel tesoro confiscato ci sono quote societarie, capitale sociale e patrimonio aziendale di 8 società, auto, depositi bancari e polizze vita, opere d'arte e 43 immobili. Confiscata anche un'abitazione del valore di 4 milioni di euro, con vista sulla Fontana di Trevi e 14 vani, e un complesso turistico di villette a schiera, fronte mare, a Olbia.