Roma, Costa incontra Extinction Ribellion a Montecitorio

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Roma, 11 ott. (askanews) - Il ministro dell'Ambiente Sergio Costa si è recato a Montecitorio dove ha incontrato gli attivisti di Extinction Rebellion che sono in sciopero della fame e gli hanno consegnato un documento in tre punti con le . "Vi ringrazio per quello che fate, per essere scesi in piazza e per la determinazione. Fortunatamente non siete gli unici - ha detto Costa ai giovani -, in Italia e all'estero. Sono stato a New York dove ho incontrato Greta che è un po' il simbolo di queste attenzioni. Non ho un'origine politica, sino molto concreto e dunque lo stato di emergenza ambientale è una richiesta legittima e significativa ma è importante la risposta, altrimenti sarebbe una dichiarazione retorica. Non credo che facciate uno sciopero della fame per ottenere retorica. Qualche risposta, pina pianino, sta arrivando. Il Decreto Clima ieri, che non è esaustivo, ma è qualcosa". "Abbiamo fatto un decreto clima proprio perché riconosciamo l'emergenza climatica e dobbiamo accelerare", ha aggiunto. La legge di stabilità "e le aste verdi che utilizzeremo come piano programmatico per i prossimi anni. Poi la legge collegato ambientale che depositeremo a gennaio - ha spiegato ancora Costa -. Se uno pensa che possiamo tecnicamente fare una roba importante con uno switch dalla sera alla mattina come accendere la luce, non si può fare. Se immaginiamo di fare un percorso, quello lo si sta iniziando a fare, in Italia. Poi c'è la negoziazione in ambito europeo: se vi dico che noi abbiamo depositato il Piano energia e clima 10 mesi fa, osservato come uno dei tre migliori piani Ue, e che complessivamente come Ue non rispetteranno l'obiettivo di Parigi, io sono andato a dire che se l'Italia lo sforzo fa, che gli altri 25 Paesi non posizionati altrettanto bene facciano uno sforzo supplementare per arrivare almeno al medesimo livello italiano. L'Italia non può salvare da sola il mondo, è dimostrato, ora stiamo facendo una forte moral suasion con gli altri Paesi europei perché raggiungano almeno il nostro standard. Chiuderemo le centrali a carbone entro il 2025, non so quanti altri Paesi lo faranno. Vanno aiutati, noi siamo i prima linea ma molti altri Paesi nel mondo negano i cambiamenti climatici e dobbiamo fare di più tutti". "Abbiamo ribadito al ministro quanto già siamo sul baratro, cosa succederebbe se non ottenessimo i risultati necessari entro il 2025 e che non molleremo - è la risposta degli attivisti -. Né lo sciopero della fame né la ribellione si fermerà finché non verremo messe in atto delle misure adeguati. Quel che si sta facendo non basta. I nostri corpi saranno il vostro orologio", hanno spiegato gli attivisti annunciando che il digiuno continuerà.