Roma, dall’abito di Collegno alla Supernova: il Talent Prize 2019

Roma, dall’abito di Collegno alla Supernova: il Talent Prize 2019

Roma, 31 ott. (askanews) – E’ il romano Giulio Squillacciotti il vincitore del Talent Prize 2019. Il primo premio (di 5.000 euro) è stato assegnato alla sua opera (“Note sopra le virtù, materiali per un monologo mai andato in scena”), un abito-scultura ispirato a un disegno fatto da uno dei pazienti dell’ex manicomio di Collegno, ora in mostra al Mattatoio (Padiglione 9B) a Roma fino al 13 novembre 2019 assieme alle opere dei premi speciali e dei finalisti del premio internazionale di arti visive dedicato agli artisti under 40 – promosso da Roma Capitale-Assessorato alla Crescita Culturale e Azienda speciale Palaexpo.

Giulio Squillacciotti: “Sono molto felice, sia perché sono di Roma e questo è un premio di Roma in un contesto romano e io a Roma manco da molto, sia perché spero che si parli di più di questi ambienti e di quello per cui l’Italia è stata anche all’avanguardia negli anni ’70 rispetto poi alla chiusura dei manicomi”.

Accanto a lui Guido Talarico, direttore ed editore di Inside Art, fondatore del premio che da dodici anni promuove le giovani promesse dell’arte contemporanea: “Il Talent Price certifica la qualità dei migliori artisti giovani italiani, ha 12 anni, abbiamo selezionato più di 9000 artisti che si sono iscritti e abbiamo dato 150 premi, in questi anni si è consolidato come premio di riferimento della generazione tra i 18 e i 40 anni”.

Intervenuta al vernissage anche la sottosegretaria ai Beni culturali, Lorenza Bonaccorsi, che sul premio ha aggiunto: “E’ anche uno stimolo a noi istituzioni a lavorare di più sui temi del contemporaneo con i giovani per creare più percorsi di accompagnamento, stimolo e valorizzazione di questo movimento”.

Il premio speciale intitolato al professor Emmanuele Emanuele – che con la Fondazione Cultura e Arte, ente strumentale della Fondazione Terzo Pilastro di cui è presidente, sostiene il Talent Prize – è andato all’opera del duo siciliano Genuardi-Ruta “Sn 1604”, una mega pittoscultura che mette insieme legno, tessuto e colori acrilici e prende il nome da una Supernova avvistata nel 1604, un tributo alla luce.

Una sintesi artistica perfetta secondo il professor Emmanuele Emanuele: “La splendida commistione tra pittura e scultura, tra la capacità di sintesi di questi giovani di eternizzare l’opera d’arte facendo confluire le due diverse modalità di manifestazione”.

Altro premio speciale, quello di Utopia, è stato assegnato al calcetto balilla modificato di Federico DelFrati (“Friend or foe”), mentre a Valerio Polici e alle serie di immagini del suo “Interno” è andato il premio speciale di Inside Art e a Andrea Lo Giudice il premio speciale Fondamenta per l’opera impossibile invisibile “Andreol”. Nove i finalisti, tra questi Arianna Todisco, menzione speciale della giuria per il suo “Villaggio dei fiori”, progetto fotografico dedicato all’omonimo quartiere della periferia milanese. Non passano inosservati il cubo di specchio del francese Roland Burkart (Your Infinity), “Fix me” di Simona Andrioletti, un grande puzzle monocromo con la scritta “Missing Everything” e la video-installazione “Elephant in the room” di Edoardo Aruta. Gli altri finalisti del Talent Prize 2019 sono Davide Mancini Zanchi con il suo telaio in fibra di carbonio e legno di faggio “10,870”, Agostino Iacurci con l’apparente scultura classica “Eftychìa #4 della serie Gypsoteca, Giulia Berra (Senza titolo, Tropheum Series), il duo formato da Letizia Calori e Violette Maillard con una scultura della serie M, un vetro soffiato di Murano e Francesco Ciavaglioli con la sua indagine sulle immagini “Klon”.