Roma, decine protestano per il Tibet davanti a Ambasciata di Cina

Red
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Image from askanews web site
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Roma, 10 mar. (askanews) - "Tibet libero": così scandiscono con tutta la voce che hanno le decine di persone che si sono date appuntamento questa mattina davanti all'Ambasciata della Repubblica popolare cinese a Via Bruxelles a Roma in occasione del 62esimo anniversario dell'insurrezione di Lhasa capitale del Tibet. Il 10 marzo 1959 i tibetani si sollevarono dopo 10 anni dall'invasione contro gli occupanti cinesi che soffocarono nel sangue l'insurrezione. Una data che ogni anno viene ricordata dai tibetani in tutto il mondo. Anche quest'anno i partecipanti a Roma - tenuti come sempre a distanza dall'ingresso dell'Ambasciata da uno sproporzionato numero di forze dell'ordine - hanno denunciato le violenze, le torture e le vessazioni che molti continuano a subire dai dominatori cinesi.

"Oltre un milione di tibetani hanno perso la vita negli ultimi sei decenni sotto il domincio cinese. Oggi ci siano riuniti per piangere collettivamente questa perdita. Ma anche sotto la minaccia di perdere la vita continuiamo a protestare e a preservare la nostra lingua, la nostra religione, la nostra terra e identità", ha dichiarato il governo tibetano in esilio in un comunicato letto alla manifestazione dalla presidente della comunità tibetana in Italia, Kalsang Dolker. Nel comunicato si ricorda la incessante brutalita del regime e una delle sue ultime vittime, un monaco morto lo scorso 19 gennaio dopo essere stato torturato in carcere.

"Dal 1988 vengo qua davanti all'Ambasciata cinese a ricordare il dramma del popolo tibetano e l'occupazione del Tibet del 1950 e questo che oggi è l'anniversario dell'insurrezione di Lhasa, il momento in cui la Cina ha fatto vedere il suo vero volto al Tibet e ha iniziato la più brutale repressione della storia di questo Paese. Questa è una manifestazione pacifica, che non ha mai espresso nulla di violento ma molto molto molto critica verso il governo cinese sordo e muto alle istanze che sono assolutamente ragionaevoli del popolo tibetato ", ha detto ad askanews Claudio Cardelli, presidente dell'Associazione Italia-Tibet, mentre la folla scandisce "Lunga Vita al Dalai Lama".

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