## Roma, Dichiarazione emergenza clima Capitale slitta a giovedì

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Roma, 24 set. (askanews) - In Campidoglio slitta a giovedì prossimo 26 settembre la discussione della mozione 199/2019 che chiede al Comune di Roma di dichiarare l'Emergenza climatica nella Capitale in occasione della celebrazione in tutto il pianeta degli "Scioperi per il Futuro". Milioni di giovani sono scesi in piazza in questi giorni sulle orme della giovane ambientalista Greta Thunberg, e si preparano al grande Sciopero globale previsto per venerdì 27. In vista della mobilitazione i Fridays for future di Roma hanno portato una proposta di Dichiarazione di emergenza climatica all'attenzione dell'Assemblea Capitolina, corredata dall'impegno per la sindaca di Roma Virginia Raggi di approvare un ampio pacchetto di misure di riconversione ecologica e per la lotta alle diseguaglianze anche nella Capitale. Un testo analogo a quello già approvato dal Comune di Londra ma anche da quello di Milano.

La mozione elaborata dai Fridays, presentata all'Odg odierno dell'Assemblea Capitolina dai primi firmatari Cristina Grancio per il Gruppo Misto e Sinistra per Roma Stefano Fassina, è stata sottoposta ieri alla commissione Ambiente, dalla quale è uscita in una versione modificata senza che ne' i ragazzi ne' i firmatari ne avessero contezza, con significativi cambi nel dispositivo attuativo.

Nell'introduzione, infatti, entrambi le versioni della mozione chiedono "che Governi e imprese intraprendano politiche radicali per rendere le attività umane sostenibili dal punto di vista ambientale e sociale, tutelando i lavoratori e in particolar modo le fasce più deboli della società". I Fridays chiedono ancora "che le amministrazioni pubbliche si impegnino ad utilizzare le risorse naturali entro i limiti di rigenerazione arrivando urgentemente alla completa de-carbonizzazione dell'approvvigionamento energetico". I giovani attivisti indicano che "i dati allarmanti sul riscaldamento globale, provocheranno un aumento medio delle temperature globali superiori ai 3 gradi centigradi entro il 2100, con effetti devastanti sull'ecosistema terrestre e sulla specie umana".

Ma i riferimenti al mantenimento in mano completamente pubblica delle società partecipate capitoline, alla ripubblicizzazione del ciclo dell'acqua, alla cogestione attiva con i cittadini al patrimonio della Capitale contenuti nella versione originaria sono stati espunti dalla maggioranza M5S dopo la seduta di Commissione.

Anzi, a aumentare l'irritazione degli attivisti c'è stato l'ingresso di un impegno per la sindaca a promuovere il Pums a Cinque stelle da lei approvato presso Governo e Regione, l'impegno per la riduzione delle perdite della rete idrica senza un cambiamento dell'assetto parzialmente privatizzato di Acea, e apprezzamenti per la partecipazione della città con Raggi alla rete delle Resilient cities e al Patto dei sindaci per il clima e l'energia, iniziative di bandiera del M5S cittadino. Una sorta di "auto-approvazione" dell'agenda ambientale della sindaca e della sua Giunta, inserita in una proposta che non lo prevedeva. Dopo una serrata di oltre un'ora in sala delle Bandiere tra attivisti e i consiglieri firmatari Fassina e Grancio, più i Pd Baglio e Zannola e i Cinque stelle Di Palma e Daniele Diaco, presidente della commissione Ambiente i tra consiglieri e attivisti, nella mozione è stato ripristinato un dispositivo compatibile con la versione originaria. Il testo di compromesso sarà sottoposto dell'esame dell'Assemblea nella seduta del 26 settembre, alla vigilia dello Sciopero globale.