## Roma, dopo rogo Tmb Raggi al lavoro contro emergenza rifiuti

Roma, 12 dic. (askanews) - E' conto alla rovescia per le festività estive, e all'indomani del rogo del Tmb Salario che lo ha portato alla definitiva chiusura, la sindaca di Roma Virginia Raggi è al lavoro con la municipalizzata Ama per evitare l'emergenza rifiuti. Mentre si attendono i dati definitivi sull'impatto del disastro sulla qualità dell'aria della Capitale, e quando già si registrano i primi aumenti di Pm10 nelle centraline di rilevamento più vicine come quella di Villa Ada, la sindaca incassa la collaborazione di Regione Lazio e ministero dell'Ambiente, ma para anche i primi contraccolpi dell'evento. Si attendono i risultati dei rilievi della Procura sull'origine dell'incendio e Raggi, a margine di una conferenza stampa, spiega che "se la chiusura del Tmb Salario fosse stata programmata, come nelle nostre intenzioni, sarebbe stata a costo zero perché sarebbe avvenuta nel momento in cui a Roma diminuiva la produzione di rifiuti indifferenziati di circa 800 tonnellate al giorno. Oggi dovendo ricollocarli all'improvviso è possibile che ci siano effetti sulla tariffa". Raggi fa sapere anche di aver sollecitato il ministro dell'Ambiente Sergio Costa e il prefetto di Roma Paola Basilone a "vigilare sui costi affinché nessuno possa pensare di speculare, in un momento di necessità, sulla pelle dei romani". Il timore è infatti che il Comune, potendo contare su un solo Tmb e dovendo inviare all'improvviso l'indifferenziato in impianti di privati anche fuori Regione, sia costretto ad accettare costi superiori a quelli di mercato. Ma sul possibile aumento della TaRi le opposizioni fanno esplodere la polemica: "E' arrivato il momento per la sindaca Raggi di abbandonare le teorie e affrontare il problema dei rifiuti con serio realismo - afferma il segretario del Pd Lazio Bruno Astorre -. Senza gravare ulteriormente sui cittadini con un rincaro della Tari che suonerebbe come una beffa". "Dal 2013 al 2017 l'Ama, e quindi i cittadini romani, hanno dovuto pagare circa 700 milioni di euro per trattare, recuperare e smaltire i rifiuti in impianti di terzi: ora che il Tmb di via Salaria non lavorerà più parte dei rifiuti indifferenziati, la mancanza di impianti di proprietà sarà ancora più marcata e i romani si vedranno nuovamente aumentare la Tari", hanno denunciato il vice coordinatore nazionale di +Europa e membro di direzione di Radicali Italiani Massimiliano Iervolino e il capogruppo di +Europa Radicali alla Regione Lazio Alessandro Capriccioli. "Continuiamo a chiedere all'amministrazione capitolina di provvedere alla programmazione impiantistica sia a supporto dell'indifferenziata che del differenziato - sottolineano i Radicali -: i nuovi impianti devono essere di proprietà di Ama, altrimenti i romani continueranno a pagare bollette altissime". Anche il viceministro Matteo Salvini, da Gerusalemme, non ha fatto mancare la sua voce al coro dei commenti: "Io bado alla sostanza ed al mezzo per arrivare ad un fine. Lavorerò perché l'Italia abbia nei rifiuti una risorsa e non un costo - ha spiegato -. O i rifiuti li valorizza lo stato o lo fa la criminalità organizzata ed io, ovviamente, spero lo faccia lo Stato", ha aggiunto.

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