Roma e degrado, l'appello di Mimun: "Damose da fa'!"

(Adnkronos) - "Damose da fa'". Cita Papa Wojtyla il direttore del Tg5 Clemente Mimun, che, in una lettera pubblicata su Il Messaggero dal titolo 'Quello che i romani (non) fanno per la Capitale', esorta i cittadini della Capitale e "tutti coloro che vivono a Roma e la amano a non rassegnarsi al suo degrado, ma a riflettere seriamente sul suo stato e le sue necessità".

"Cito, alla rinfusa, senza soffermarmi in dettagli, alcuni degli elementi che fanno parte del degrado di Roma, tra mondezza non raccolta o recuperata da mezzi sporchi e puzzolenti, buche micidiali, monopattini e bici gettate in ogni angolo, stazioni della metro spesso e volentieri in panne, ingombranti set cinematografici, maratone, corse a piedi, o in bici, anche per nobili finalità, che, però, paralizzano interi quartieri, turisti maleducati che deturpano monumenti e maltrattano impuniti l'urbe, personale dei servizi municipali scostanti e per nulla cortesi con cittadini e turisti, il mare di cocci di bottiglie sulle strade ad ogni fine settimana, alberi malati per mancata manutenzione, che cadono a decine, cinghiali, gabbiani, corvi, piccioni, topi e sicuramente dimentico qualcosa. Io penso - sottolinea Mimun nella lettera - che se, a cominciare da noi romani, curassimo di più la capitale e le sue meraviglie, a partire dai nostri quartieri la situazione potrebbe, migliorare presto e molto. A casa nostra non getteremmo mai spazzatura e mozziconi, o altro a terra".

"Ma, vogliamo capirlo o no che Roma è la nostra casa? Ho abitato quasi ovunque: a cominciare da Trastevere, Marconi, Monteverde, Portuense, centro storico e Parioli. Posso affermare con cognizione di causa, che periferie e centro hanno sofferto e soffrono di molti, troppi, mali, a prescindere dal colore politico della giunta che governa, o ha guidato, Roma. Non è un buon motivo per far vincere la rassegnazione, dobbiamo darci da fare, reagire. Tutti!", aggiunge Mimun. "Pulizia, verde, mobilità, ordine pubblico, periferie sono sempre stati presenti in tutti i programmi elettorali - prosegue -, ma non possono restare lettera morta. Si può e si deve fare di più e meglio. Ed è tempo che su Roma intervenga seriamente anche il governo".

"A Parigi, Londra e Madrid, l'iniziativa dell'esecutivo nazionale si è sentita eccome e con ottimi risultati. Lo si faccia anche per Roma, per i romani, per tutti gli italiani, per i milioni di turisti (e potrebbero essere molti di più) che visitano Colosseo, Pantheon, San Pietro e i nostri musei. Il 26 febbraio 2004 - conclude - Papa Wojtyla disse: damose da fa' e volemose bene, semo romani! Appunto!".

VANZINA: "NO ALLA RASSEGNAZIONE" - ''Sono totalmente d'accordo con Mimun - dice all'Adnkronos Enrico Vanzina, sceneggiatore e regista - Il più grande cambiamento in peggio che c'è stato negli ultimi dieci anni in Italia, come ho scritto nel mio ultimo libro 'Diario diurno', è la rassegnazione al presente. Non abbiamo ricordi e non immaginiamo il futuro, viviamo un presente continuo e siamo rassegnati alla situazione che c'è''. ''I romani che hanno un grandissimo passato e possono immaginare uno straordinario futuro non possono rassegnarsi al presente. Dobbiamo darci da fare''.

COMITATO RESIDENTI CENTRO: "DESOLANTE, ORA AGIRE" - "Al centro ormai ci svegliano i gabbiani: sembra di essere al porto. E' desolante", dice l'ex consigliere del Municipio Roma I Fabrizio Sequi, portavoce del comitato di quartiere Aventino/Ripa, fotografando con una immagine il degrado nella città in cui vive e lavora. Commentando all'Adnkronos la lettera al Messaggero del direttore del Tg5 Clemente Mimun che sullo stesso tema invita a non rassegnarci, a reagire, a far sì che intervenga anche il governo, Sequi sottolinea "che sono ormai oltre vent'anni che gli interventi si rinviano. E ovvio che poi tutti i nodi vengono al pettine". "Come cittadino ed ex addetto ai lavori convengo con quanto dice Clemente Mimun nella lettera - prosegue - Non è una questione di colore politico. Per anni si è preferito buttare la mondezza sotto il tappeto, a far finta di non vedere, e oggi siamo al tempo che gli interventi dovrebbero essere ordinaria manutenzione e invece sono diventati emergenziali e straordinari". "Si è pensato di vendere altro fumo con mobilità sostenibile, con monopattini che si schiantano da tutte le parti, il rischio di pedoni che cadano dentro le buche - che non sono poche -, ma i problemi reali restano irrisolti", aggiunge Sequi a giudizio del quale, "da mancate derattizzazioni a impostazioni diverse di raccolta differenziata, il degrado nella Capitale è a 360 gradi". "Il degrado a Roma va affrontato con la semplificazione amministrativa dei vari uffici coinvolti e con gli stanziamenti in Bilancio per gli interventi reali - osserva Sequi - Mi auguro che con la riforma di Roma Capitale ci sarà un decentramento vero, allora sì che le decisioni saranno più snelle, ma se rimaniamo alle solite chiacchiere la situazione non si sbloccherà". Non basta un "accorato" appello ai cittadini "perché mantengano alta l'attenzione civica. Il cittadino non può sostituirsi ad una amministrazione che non ce la fa e alla pluridecennale inerzia di interventi".

COMITATO PONTE MILVIO: "GOVERNO INTERVENGA" - "Come non essere d'accordo con il direttore Mimun? Da anni il Comitato Abitare Ponte Milvio porta avanti la battaglia contro il degrado di Roma, dal centro alla periferia. Il tema richiede una profonda inversione di tendenza, fondamentalmente culturale e di consapevolezza. E' di tutta evidenza che la governance afferisca alle precipue competenze degli organi comunali, ma la scala deve diventare quella nazionale, governativa come la dimensione e la funzione esige". A dirlo Paolo Salonia, portavoce del Comitato Abitare Ponte Milvio che, in una intervista all'Adnkronos, interviene sulla lettera al Messaggero del direttore del Tg5 Clemente Mimun, il quale chiede che non vinca la rassegnazione sul degrado della Capitale. "Esistono poi documenti e raccomandazioni, anche di portata sovra-nazionale (l'Agenda 2030 dell'Onu, in specie il Goal 11, la New Urban Agenda delle Nazioni Unite, anche sentenze della Corte Costituzionale) che testimoniano di nuove consapevolezze e necessità, all'interno delle quali viene riconosciuto il ruolo centrale delle comunità dei cittadini nel governo del bene comune, promuovendone e raccomandandone l'irrinunciabile coinvolgimento nelle decisioni - sottolinea Salonia - Abbiamo accolto nel nostro ordinamento la Convenzione di Faro che riconosce il ruolo primario delle comunità locali all’interno dei processi di sviluppo delle nostre città storiche. Non perdiamo questa consapevolezza e agiamo coerentemente affinché vengano realmente agiti e concretizzati questi principi". "Si tratta di mettere in atto processi partecipativi all'interno dei quali un ruolo primario andrà riconosciuto e garantito ai cittadini come portatori di istanze che chiedono di essere ascoltate nell'interezza proattiva del loro portato. Per difendere il diritto alla qualità di vita e alla bellezza", conclude Salonia.

MINISINDACA CENTRO STORICO: "SERVE CAMBIO DI PASSO" - ''Sono molto d'accordo con le parole di Mimun. E' chiaro che ci sono tante cose da fare e da sistemare, a cominciare da decoro e rifiuti, ma è anche vero che è una battaglia quotidiana perché abbiamo a che fare con tantissime persone che non hanno rispetto per la città ed il centro storico. Tantissimi commercianti non rispettano il conferimento corretto dei rifiuti secondo le nuove regole, utilizzano ancora i sacchi neri e li lasciano agli angoli delle strade, se ne fregano di rispettare gli orari di ritiro. Ci sono molti luoghi del centro storico che vengono utilizzati come discariche. Insomma ci sono tanti virtuosi ma anche tanti che non rispettano le regole'', dice all'Adnkronos Lorenza Bonaccorsi, presidente del I Municipio di Roma. ''E' chiaro che stiamo rimettendo in sesto le disfunzioni che ci sono e su cui lavoriamo ogni giorno però una collaborazione di tutti, un atteggiamento diverso di rispetto da parte dei cittadini sarebbe molto importante. Non solo dei romani ma anche di molti turisti. E' vero che il disordine suscita atteggiamenti disordinati ma è anche vero che la quantità di bottiglie di birra abbandonate che troviamo dopo eventi o partite, l'ultima della Roma è stata un disastro, è un tema da affrontare. Noi dobbiamo essere bravi a far rispettare le regole, dobbiamo fare un cambio di passo''.

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