Roma il 5 e 6 ottobre è Capitale del Confederalismo Democratico

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Roma, 2 ott. (askanews) - A Roma nelle giornate di sabato 5 e domenica 6 ottobre si svolgerà una conferenza internazionale al Teatro Palladium a Garbatella (piazza Bartolomeo Romano 8), che da una critica del presente, cercherà di analizzare il paradigma del Confederalismo Democratico per raccontare e descrivere una nuova prospettiva dalla quale partire per confrontarsi e proporre una alternativa al presente. Una discussione che sappia relazionarsi con le più diverse e recenti esperienze, al fine di connettersi e costruire una "terza via" possibile. L'iniziativa è organizzata da Uiki Onlus, in collaborazione con il Municipio VIII e hanno aderito associazioni, organizzazioni sindacali come FIOM, Unite the Union dal Regno Unito e Cobas. Sono passati circa 8 anni dall'avvento delle primavere arabe e dall'inizio della guerra civile in Siria. Gli equilibri sono cambiati, nuove alleanze si sono create e dietro gli scenari bellici si nascondono interessi sovranazionali pronti a rideterminare e ridefinire i confini. A pochi mesi dalla tanto decantata sconfitta dell'Isis cosa sta accadendo in quei territori? Il ritiro della coalizione internazionale e il ricollocamento dei diversi eserciti testimoniano nuove trasformazioni in atto. All'interno di questo contesto, un popolo sta cercando di costruire una propria alternativa basata su principi quali il pluralismo, il reciproco rispetto nella convivenza tra diverse etnie e religioni, l'uguaglianza tra i generi ed una produzione ecosostenibile del territorio. L'esperienza del Confederalismo Democratico ci mostra come, all'interno di un conflitto armato, sia possibile dar vita ad un nuovo progetto capace di dar voce e cristallizzare le volontà dei popoli che vivono quel territorio. Un esperimento di democrazia radicale e diretta che, surclassando il modello "stato-nazione", si propone come l'unica possibilità in grado di stabilizzare quelle terre. Lo scenario in medio oriente si colloca all'interno di un contesto globale in continuo mutamento. Se da un lato è caratterizzato dalla presenza di nuovi sovranismi, formazioni di estrema destra e di matrice sciovinista che avanzano ovunque, dall'altro mette in atto forme organizzative di resistenza che, dalle esperienze indigene al municipalismo europeo, cercano di delineare nuove traiettorie. Alla due giorni sono attesi gli interventi di Amedeo Ciaccheri, presidente del Municipio Roma VIII, Yilmaz Orkan, Ufficio di Informazione del Kurdistan in Italia, Massimiliano Smeriglio, Eurodeputato italiano, Dalbr Jomma Issa, comandante YPJ, Anwar Muslem, copresidente della regione Eufrate, Nord - Est della Siria, Rehan Sheikhmous, Movimento delle Donne Kurde del Nord - Est della Siria, Debbie Bookchin, Giornalista e scrittrice, USA, Kgabele Solomon Mapaila, Segretario Generale del Partito Comunista, Sudafrica, Mimmo Lucano, ex sindaco di Riace, Maribel Cervantes Cruz, Rappresentante del Congresso Nazionale Indigeno, Messico, Janet Sanz, Vice Sindaca della città di Barcellona, Catalogna - Spagna, Oihana Etxebarrieta Legrand, Deputata EH Bildu al Parlamento Basco, Paese Basco - Spagna, Genevieve Vaughan, Semiotica, Attivista per la pace, Femminista e Filantropa, Usa - Italia, Daniel Mancio, Ordinario di Sviluppo rurale e agroecologia presso l'Università Federale Espírito Santo e attivista del Movimento Sem Terra, Brasile, Victoria Sandino, Senatrice ed ex militante FARC, Colombia, Sezai Temelli, co-presidente dell' HDP, Turchia.