A Roma il docu-verità che da voce a chi denuncia la ‘ndrangheta

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Image from askanews web site
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Roma, 11 ott. (askanews) - Appuntamento oggi alle 20.30 al cinema Quattro Fontane di Roma (via delle Quattro Fontane 23) con "Se dicessimo la verità". Un titolo che è anche un invito, una speranza, ed è il docu-verità scritto da Giulia Minoli ed Emanuela Giordano, e prodotto da JMovie con Rai Cinema. Un viaggio da Vienna a Copenaghen, passando per Malta, Amsterdam, il Sud d'Italia e Londra per conoscere gli imprenditori che denunciano, i magistrati che indagano, gli insegnanti e i formatori che si impegnano in prima persona, i giornalisti che nonostante le minacce non si tirano indietro, i parenti delle vittime di 'Ndrangheta.

Tra il pubblico sono attesi ospiti di spicco del panorama della cultura, dello spettacolo, dell'informazione e della politica, che seguiranno questa suggestiva ed emozionante proiezione, fuori concorso alla 16ma edizione della Festa del Cinema di Roma e che verrà replicata anche il 15 e il 20 ottobre nella sala dello Spazio Scena a Trastevere.

Parte integrante del progetto "Il Palcoscenico della Legalità" - realizzato dalla onlus CCO - Crisi Come Opportunità, che opera su tutto il territorio nazionale per supportare coloro che vivono l'emarginazione -, il documentario si racconta attraverso le voci e il punto di vista di un gruppo di giovani attori e formatori che, da dieci anni, si occupa di attività legate al contrasto alla criminalità organizzata: Valentina Minzoni, Domenico Macrì, Daria D'Aloia, Vincenzo D'Amato, Anna Mallamaci, Tania Garibba, Giulia Minoli. L'obiettivo è capire cosa si può fare per reagire a questo colpevole torpore, a una rimozione di massa che elude il problema. Perché parlare di educazione alla legalità, rivolta soprattutto ai più giovani, non vuol dire genericamente "educarli" ad essere dei buoni cittadini, vuol dire renderli consapevoli. Chiudere un occhio, o tutte e due, è già una forma di complicità.

Una narrazione corale e coinvolta, il viaggio di un gruppo di ragazzi che ripercorre la storia della 'Ndrangheta, dalle sue origini, in Calabria, al progressivo insediarsi in tutta Italia e Europa, e che ci dice che solo la "comunità", solo una rete sociale ricca articolata e consapevole, può costituire un deterrente valido contro le mafie.

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