Roma, il movimento di Pappalardo protagonista in piazza

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I Gilet arancioni, il nuovo movimento di protesta guidato dal Generale Pappalardo, sono scesi in piazza anche in occasione della Festa della Repubblica. Nella giornata del 2 giugno, infatti, i manifestanti hanno invaso le vie di Roma – e di molte altre città – per manifestare il proprio dissenso nei confronti del Governo Conte ed evidenziare i presunti complotti relativi al Coronavirus.

Ma i Gilet arancioni, che nascono come protesta di piazza, si sono resi protagonisti anche di una vile aggressione nei confronti di una troupe televisiva. Nello specifico, si tratta del programma Tv di La7, Tagadà. I giornalisti, come si vede anche nelle immagini, sono stati fisicamente e verbalmente attaccati dai manifestanti presenti in piazza del Popolo.

L’aggressione dei Gilet arancioni

Nei confronti dei giornalisti tv, infatti, sono stati rivolti epiteti di ogni genere. L’inviato Luca Sappino ha provato a interagire con i cosiddetti Gilet arancioni ma senza successo. “Io sto provando a documentare la piazza facendo vedere l’arrivo di Pappalardo, Tiziana, però siamo stati letteralmente aggrediti” ha raccontato Sappino alla conduttrice del programma televisivo.

La colpa dei giornalisti in questione? Secondo i Gilet arancioni sono coloro i quali stanno favorendo l‘instaurazione di un presunto regime dittatoriale in Italia, oltre a far da veicolo alle notizie di informazione relative al Coronavirus. Difatti, i manifestanti sono certi che il Covid-19 sia una ‘invenzione’ delle case farmaceutiche e dei Governi per poterci lucrare. “La gente muore di fame” urlano nei confronti della troupe tv, “levatevi la mascherina, non serve a niente!”. Insulti e aggressioni, così si presentano i Gilet arancioni.