Roma, il pugno del poliziotto contro l'ambulante bengalese

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Roma, 24 ott. (askanews) - Siamo cittadini oltre che giornalisti, e in tutte e due le vesti ci chiediamo come si interviene di fronte a una scena di violenza da parte di un tutore delle forze dell'ordine su un "venditore" bengalese che tenta di fuggire. Da una parte un uomo che sta facendo il suo lavoro (il poliziotto in borghese), dall'altra un uomo che sta cercando di salvarsi la pelle (il bengalese): probabilmente non ha i documenti in regola. Non è un buon motivo per picchiarlo, alla luce del sole e davanti a diversi testimoni.

Il fuggi fuggi di ambulanti a cui si assiste quasi quotidianamente a Roma quando è in corso un blitz "anti-contraffazione" della polizia, a volte si conclude con un nulla di fatto, tra i sorrisi e l'imbarazzo dei passanti. Questa volta nell'aggressione fisica.

L'episodio avviene in via dei Burrò, nei pressi del Parlamento e di Palazzo Chigi, alle 17 circa di mercoledì 23 ottobre. L'agente in borghese sotto gli occhi dei passanti ha agguantato il venditore ambulante per un pelo afferrandolo per la maglietta, perché nella fuga il bengalese ha dovuto rallentare per non inciampare su una catena che faceva da barriera. La maglietta così afferrata si è sfilata, e l'ambulante è rimasto nudo dall'ombelico in su, e anche i pantaloni nei vari strattonamenti sono scesi sotto il punto vita. Ma questo è nulla: l'uomo si divincolava, e non riuscendo a bloccarlo l'agente in borghese lo ha spinto a terra e gli ha assestato un pugno prima di ammanettarlo. Chi scrive urla, "non picchiarlo", e un ragazzo col casco in testa grida: "chiamate la polizia". Ma la polizia era già al lavoro, con tanto di tesserino esibito.

Lo straniero ha poi cominciato a dire che stava male e un altro agente in borghese intervenuto per aiutare il collega ha chiamato un'ambulanza. Mentre due ragazze probabilmente rom sedute sui gradini di un'abitazione consigliavano al bengalese: "Sta' calmo, che se no è peggio".