A Roma la e-bike a noleggio: comoda, facile da usare ma cara

Roma, 29 ott. (askanews) - Comode, facili da usare, a pedalata assistita, ma care; sono le bici del nuovo bike sharing di Roma, le Jump, disseminate nella capitale - per ora sono 700 - grazie all'accordo con Uber.

Visibili, tutte rosse. Comode, perché facili da usare, dotate di cestino, fari: basta scaricare la app, inserire la propria carta di credito che permette di identificare anche l'utente ed eventuali danni al veicolo; scansionare il codice per far partire la corsa, e alla fine reinserire il lucchetto per bloccarla.

"La facilità di utilizzo? E' estrema. È molto facile. E' un po' caro, però è una bici abbastanza costosa, quindi in parte si giustifica".

Rapide, perché a pedalata assistita governata da tre marce; raggiungono fino a 20 chilometri l'ora, ottime nel traffico cittadino, anche se la perenne scarsità di piste ciclabili a Roma non facilita la vita.

Però costose. 50 centesimo allo sblocco e 20 centesimi al minuto, cifre non paragonabili ai bike sharing in altre città. Mezz'ora in bicicletta diventano quasi 5 euro, non per tutte le tasche.

Altro problema, l'assistenza; non sempre è evidente cosa fare. "E' un'ottima idea. Ho fatto un abbonamento per tre giorni ma non so come si fa materialmente a prendere la bicicletta. Trenta euro per tre giorni"...

Per ora, almeno in centro, incuriosiscono molto i turisti. "Quando fai il turista cammini molto ed è bello poter prendere la bici" dice una ragazza americana. "Penso sia carino, più attenzione all'ambiente, è economica, di facile uso, e fai anche sport".

Infine, quanto a sicurezza, il servizio non offre il casco, anche se lo raccomanda. Per il parcheggio, ci sono nel centro storico delle zone di interdizione, che però non sono affatto evidenti. E poi Uber invita a lasciare le bici nelle apposite rastrelliere, che però non esistono. Oppure in modo da non ingombrare i marciapiedi. Alla buona volontà dell'utente.