Roma, la telefonata del pusher Sergio Brugiatelli ai carabinieri

sergio brugiatelli

Il nome del vicebrigadiere Mario Cerciello Rega da adesso in poi avrà per sempre un posto tutto suo nella notte tra il 25 e il 26 luglio: in quella dell’anno corrente, il 2019, l’uomo ha perso la vita a Roma, ucciso da ben otto coltellate da parte di due ragazzi americani: Elder Finnegan Lee e Gabriel Christina Natale Hjorth. Il vicebrigadiere era accorso nel tentativo di recuperare la borsa del pusher Sergio Brugiatelli, suo informatore, dopo che i due ragazzi gliel’avevano rubata. E’ chiara adesso la telefonata che l’uomo aveva fatto poco prima al 112, a furto subito.

Roma, la telefonata di Sergio Brugiatelli

“Buonasera, mi hanno rubato la borsa. Sto a piazza Gioacchino Belli, però questi ragazzi li chiamo e mi chiedono il riscatto dei soldi, e io purtroppo devo fare una denuncia perché dentro avevo documenti, codice fiscale, patente, tutto. Se potete venire vi do il numero…se loro mi rispondono…se voi potete rintracciarli. Perché mi sono anche scappati, io gli sono corso appresso con la bicicletta, non li ho presi. Sono scappati a piedi”. Sono queste le parole di Sergio Brugiatelli qualche istante dopo essere stato derubato dagli stessi due ragazzi americani che hanno poi tolto la vita a Mario Cerciello Rega. Il pusher è al telefono con uno dei carabinieri e parla piuttosto chiaro nonostante il furto subìto.

L’uomo aveva contattato il Comando dei carabinieri utilizzando il telefono cellulare di un passante a cui aveva chiesto aiuto dopo che la sua borsa gli era stata sottratta dai due ragazzi. Si trovava in piazza Gioacchino Belli, come riferito telefonicamente ai carabinieri che poco più tardi gli avrebbero prestato soccorso.