Roma, "Lievemente Grave": dal 19 in mostra le opere di Mauro De Luca

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Roma, 10 feb. (askanews) - Nella galleria SpazioCima a Roma in mostra la nuova personale di Mauro De Luca, "Lievemente grave", dal 19 al 26 febbraio, organizzata e curata da Roberta Cima e a ingresso libero. (Da lunedì a venerdì dalle 15 alle 19). Circa quindici le opere in esposizione, prevalentemente acrilici su tela, di vari formati. In un'epoca in cui la forma sovrasta impetuosamente il contenuto e in cui non ci sono né ieri né domani, ma solo un eterno presente, spesso senza obiettivi, c'è ancora tempo (e spazio) per credere negli angeli? Sembrerebbe questo il quesito da cui è partito l'illustratore, pittore e scenografo romano De Luca, che immagina una nuova versione di creature alate, più social, più tecnologiche ma, al contempo, anche più deboli. Tra sguardi indagatori e animali intesi come, a loro volta, spiriti guida, tra smartphone e sconfitte eteree, i soggetti dell'artista rappresentano, talvolta anche in chiave ironica, la disfatta della speranza e la tangibilità dell'anima stessa.

Oggetto della personale è il difficile equilibrio tra la verticalità dell'esistenza e l'uomo intermedio tra i piani orizzontali del Cielo e della Terra. Forte, in queste opere, l'attenzione verso le tematiche più introspettive, laddove essenza e esistenza vengono avvolte dal mistero dell'imponderabile, tra ironia e attesa. "Ho sempre avuto un grande ristoro nello sguardo rivolto agli spazi aperti, ai lontani orizzonti, una contemplazione che si distacca dai propri limiti e gabbie mentali, che ridimensiona, una nostalgia d'infinito - ha spiegato Mauro De Luca - l'attesa è di quella magia che ci sorprende ed allieta quando accade, dell'uscire dalla chiusura del nostro ego e sentirci uniti, la cerchiamo nell'amore, nel sesso, nelle arti, una dimensione da sempre cercata dagli artisti, dai mistici e dagli innamorati".

Tanti i riferimenti artistici dell'artista. L'angelo di Caravaggio in "Riposo della fuga in Egitto", con la sua sensualità e leggerezza, l'ha sicuramente attratto per la realizzazione di tutta la sua serie di creature alate. "Echeggiano in me gli artisti che ho amato - ha concluso - Andrea del Sarto, per esempio, le cui opere sono intrise di calda, morbida luce mediterranea, K.D. Friedrich per la contemplazione romantica, Magritte per l'ironia e la lievità della sorpresa, Claes Oldenburg per le sue sculture morbide, e Alphonse Mucha per la sua capacità di lavorare su piani diversi. Senza tralasciare illustratori come Norman Rockwell e J.C.Leyendecker".