Roma, M5S apre su patrimonio. Vicesindaco: lavorare a testo

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Roma, 29 lug. (askanews) - Un elenco ampio di interventi con un muro di obiezioni rispetto all'impianto e al merito della delibera M5S di aggiornamento alla disciplina sul patrimonio indisponibile da parte, delle associazioni romane e dei loro coordinamenti. Alcune criticità e proposte riprese dal vicesindaco di Roma Luca Bergamo, insieme alla necessità dell'amministrazione Raggi di arrivare comunque entro il mandato a un regolamento, "soprattutto in vista dei tempi difficili che ci attendono in autunno". La proposta, avanzata dalle presidenti delle commissioni consiliari Cultura, Eleonora Guadagno, e Sociale, Agnese Catini, di concedere più tempo alla riflessione e all'ascolto delle realtà del territorio per arrivare a un regolamento che non danneggi le associazioni "che si sono confermate preziose per il tessuto culturale e sociale della città, a insostituibile sostegno dell'amministrazione dei giorni peggiori del Covid", ha ricordato Catini. La commissione capitolina congiunta Cultura-Sociale odierna dedicata al patrimonio capitolino ha tentato di segnare un punto di avvicinamento tra realtà sociali cittadine e amministrazione capitolina, dopo i pareri favorevoli ma tempestosi concessi nelle scorse settimane dalle commissioni Urbanistica e Lavori pubblici alla delibera che reca la prima firma del presidente della commissione Urbanistica Ardu, che avevano scatenato un coro di critiche tra le esperienze cittadine. "Vi troverete a gestire gli sgomberi e le nuove concessioni a cavallo della campagna elettorale - ha ricordato, tra gli altri, nel suo intervento Alessandro Torti, del coordinamento degli spazi autogestiti -, e a fare i conti con un regolamento potenzialmente dannoso per le realtà attive, perché non le sostiene ma le scruta col carattere della diffidenza". Il regolamento, ha sottolineato Elisa Sermarini della Rete dei Numeri Pari, "punta sull'esclusivo strumento del bando, innescando competizione e non cooperazione tra realtà che fanno il bene di Roma. Una scelta inaccettabile da parte dell'amministrazione Raggi che, ad esempio, è in ritardo da più di due anni con l'insediamento del Forum per l'assegnazione dei beni confiscati, e priva così l'associazionismo romano di ulteriori spazi di attività e di accoglienza in un momento in cui la città è in condizioni di particolare fragilità". Antonio D'Alessandro, del centro servizi per il volontariato cittadino, ha richiamato l'amministrazione capitolina alla pronuncia della Corte Costituzionale "secondo cui l'attività di Terzo settore è assimilata a quella del servizio pubblico, dunque l'intenzione del Comune di recuperare risorse attraverso l'affitto degli spazi alle associazioni è superata. Chiediamo, ai sensi del codice del Terzo settore, che il Comune usi l'approccio del comodato gratuito a fronte delle oltre 200 cause vinte che dimostrano che a fronte dell'utilità sociale non c'è danno erariale". Massimo Mattei Otranto del Coordinamento Caio ha proposto che prima di ogni decisione di faccia una ricognizione completa del patrimonio concesso e delle condizioni in cui versa, a partire dalle esigenze di servizi espresse da Municipi e territori. In attesa di una vera fotografia della realtà vanno sospesi gli atti di ingiunzione e riacquisizione, altrimenti l'amministrazione, già da noi diffidata, rischia una denuncia". Il vicesindaco Luca Bergamo, a fronte delle numerose osservazioni, ha ripreso la sua proposta "espressa in precedenti commissioni" di lavorare ancora al testo, e di arrivare comunque a approvare un atto più condiviso con le realtà romane: "C'è tempo e modo per lavorare sul testo perché questi elementi vengano accolti". "Il provvedimento che l'assemblea adotterà - secondo il vicesindaco - dovrà rispondere ad alcuni requisiti: l'inserimento di forme che consentano di programmare la destinazione funzionale dei beni; l'uso del patrimonio in relazione ai bisogni del territorio in cui è inserito; l'introduzione nel provvedimento, oltre ai bandi, anche di forme di avvio del procedimento su istanza di parte che prevedono la pubblicità anche delle istanze alternative, ma che non sia limitato alle norme di transizione", destinate solo alle realtà oggi insediate con concessioni scadute. "Ritengo indispensabile però - ha precisato Bergamo - di giungere alla approvazione di un regolamento migliorato, in quello proposto, entro l'anno corrente, per ragioni evidenti a tutti. C'è una situazione di stallo nell'azione amministrativa e difficoltà nel Governo del patrimonio del Comune". Ferma la posizione espressa dall'assessora al Patrimonio Valentina Vivarelli: "Come amministrazione non vogliamo solo far cassa - ha spiegato intervenendo in chiusura di seduta - ma vogliamo che le attività insediate vadano a beneficio del patrimonio comunale. Il ciclo deve essere virtuoso. Questo testo ha l'obiettivo che il bene non finisca tra le maglie di chi lo utilizza, o non lo utilizza più, come pure è successo. Ho letto i regolamenti di Torino e Napoli, ma Roma Capitale è un'altra realtà. Le delibere delle amministrazioni precedenti, che salvavano alcune realtà, sono state disoneste e hanno creato delle aspettative che non potevano essere corrisposte. Recuperare il filo politico non solo di queste realtà, ma di tutto il resto, fa la specificità di questa città cui dobbiamo rispondere. Negli anni c'è stato un abbandono, le delibere del passato non erano applicabili - ha concluso Vivarelli - mentre noi vogliamo un atto che risponda a oltre 800 concessioni scadute", ha concluso.