Roma, Mun. III: troppa incertezza su accensione caloriferi scuole

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Roma, 12 nov. (askanews) - "Ancora troppa incertezza sull'accensione dei riscaldamenti nelle scuole e nessuna risposta concreta. Con il rischio, da noi tante volte denunciato, di mettere in crisi un servizio pubblico fondamentale: la scuola. A 3 giorni dalle accensioni dei termosifoni e dopo un anno di richieste, solleciti, incontri e promesse di impegno da parte del Campidoglio e degli assessori competenti non abbiamo ricevuto né un report delle pre-accensioni, per avere il quadro aggiornato e completo sullo stato dei riscaldamenti nei plessi scolastici municipali, né il cronoprogramma degli interventi e dei lavori straordinari, neppure per molte delle situazioni di eccezionale gravità da noi segnalate per tempo". Lo sostiene Giovanni Caudo, presidente del III Muncipio in una nota.

"La situazione è inverosimile - spiega Claudia Pratelli, assessora alla scuola per il III Municipio -. Da un anno denunciamo i problemi nei nostri istituti e chiediamo interventi strutturali per impedire che ad ogni inverno i nostri ragazzi si trovino al freddo. Ma, nonostante le dichiarazioni di impegno sul tema da parte delle nuove assessore, mancano risposte fattive. Addirittura un istituto del nostro territorio, che ha tutto il nostro sostegno, è stato costretto a fare un esposto alla Procura della Repubblica per un mancato intervento del Simu. Il risultato di una simile inerzia è che, in questo istituto, alcune classi sono inagibili e che il Municipio è costretto a interventi di contenimento non risolutivi in una logica di scarsa efficacia e zero economia". Il 15 novembre, continua Pratelli "i riscaldamenti nei plessi scolastici dovranno essere accessi ma noi, nonostante l'impegno, non abbiamo garanzie che funzioneranno correttamente. Anche l'ovvio e il minimo sono diventati una chimera. A farne le spese sono i bambini, i lavoratori e le famiglie. Lo diciamo da un anno e ancora di più, oggi, lo ribadiamo: Occorre agire, subito e con efficacia e programmare interventi strutturali" conclude Pratelli.