Manda sms ai familiari: "Mi stanno uccidendo", poi muore in attesa di trapianto a Roma

Vie intitolate a chi firmò per le leggi razzialiLargo Arturo Donaggio

La procura di Roma ha avviato un'indagine sulla morte di Giuseppe Esposito, deceduto a vent'anni durante un ricovero presso il Policlinico Umberto I di Roma. Il giovane, malato di fibrosi cistica, è morto il 17 maggio scorso nel reparto di terapia intensiva. Da tempo era in lista d'attesa per un trapianto di polmoni. Il pm Roberto Felici, titolare del fascicolo per ora senza indagati, ha disposto l'autopsia sul corpo del giovane e il sequestro della cartella clinica e del macchinario Ecmo, che serve per ossigenare il sangue, a cui era attaccato la notte del decesso. È giallo sul messaggio che il giovane ha mandato con il proprio telefono alla madre: "Denuncia, mi stanno uccidendo", scriveva via sms poche ore prima di morire. 

Dopo aver ricevuto il messaggio, alle 2 di notte, i genitori e la sorella del ragazzo si sono precipitati in ospedale: "Ci hanno detto che le condizioni erano stabili - dice la sorella di Giuseppe, Michela - e dopo cinque ore di attesa ci hanno detto che la situazione era drammaticamente precipitata".

Il giovane è morto alle 7.20. I familiari hanno sporto denuncia: "Vogliamo capire perché Giuseppe è morto e se ci sono state negligenze da parte dell'ospedale nelle cure e nelle terapie utilizzate", sottolineano.