Roma, Ong per il 16 ottobre: chiamiamola Giornata della fame -2-

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Roma, 16 ott. (askanews) - "Contrariamente a quanto si crede solo tra il 12%-13% della produzione agricola si muove sul mercato globale (essenzialmente mais e soia) e oltre il 63% del cibo prodotto nel mondo viene consumato entro i 100 chilometri da dove viene prodotto. Quindi i mercati locali sono la chiave non solo per combattere le diseguaglianze migliorando il reddito dei produttori, ma anche per rendere le filiere agroalimentari più sostenibili", ha spiegato Mamadou Goita.

"La domanda al centro delle Giornate del Comitato per la sicurezza alimentare in corso alla FAO in questi giorni è se questa agricoltura potrà sfamare i 9 miliardi di persone che abiteranno il pianeta nel 2050. Come movimenti contadini e società civile rispondiamo che è possibile solo cominciando da subito una transizione doverosa verso l'agroecologia che rigenera i suoli e i territori, ma riequilibra anche i rapporti di forza all'interno delle filiere e dei mercati", ha spiegato Paola De Meo di Terra Nuova, che ha lavorato a un rapporto di monitoraggio su come i Governi, a partire dall'Italia, stiano implementando politiche a favore dell'agricoltura familiare come richiesto anche dalla Fao con specifiche Linee guida ormai da diversi anni.

Federico Fornaro, capogruppo di LeU, ha ringraziato i promotori dell'iniziativa "perché ormai questi temi non sono più soltanto appannaggio degli addetti ai lavori e anche perché l'agricoltura ormai non può non interrogarsi sui limiti della sua dimensione industriale". Fornaro ha annunciato che "Nel mese di novembre la Commissione Agricoltura dovrebbe cominciare l'esame di alcuni progetti di legge sull'Agricoltura contadina, che ci fornisce l'occasione di avere una legge che colga le peculiarità con un riconoscimento dell'agricoltura contadina. Un segnale che va nella direzione giusta". Un segnale importante visto che, come riportato anche dall'associazione Fairwatch nel rapporto, presentato oggi, su "La Cooperazione italiana e la Coerenza delle politiche per lo Sviluppo sostenibile", e come confermato dal dipartimento Sviluppo dell'Ocse il 14 ottobre a Parigi, l'Italia investe meno del dovuto negli obiettivi di sviluppo sostenibile, ma soprattutto non coordina bene le azioni di Governo, ministeri, Parlamento e Enti locali in particolare su due temi: agricoltura e sviluppo rurale e immigrazione. "Nessun Green new deal è possible senza fondi adeguati per la dovuta virata verso l'agroecologia, in patria e nelle cooperazione", è il messaggio arrivato dai delegati Fao. "Perché il 16 ottobre non porti fame e ingiustizia ma futuro per tutti".