Roma, Ong per il 16 ottobre: chiamiamola Giornata della fame

Red

Roma, 16 ott. (askanews) - Il 16 ottobre in tutto il mondo si celebra la Giornata Mondiale dell'Alimentazione, con epicentro la Fao a Roma. Ma mentre le istituzioni nazionali e internazionali nella sede dell'agenzia delle Nazioni Unite rinnovavano i propri impegni, a Roma le ong Terra Nuova e Fairwatch davano voce ai delegati della società civile della Fao che hanno lanciato una proposta provocatoria, alla presenza dei Fridays for future, i "ragazzi per il clima" della Capitale: "Cambiamo il nome di questo giorno, perché il numero degli affamati anche nel 2019 sale ancora: ci sono più di 820 milioni di persone nel mondo che non hanno abbastanza da mangiare, 1,3 miliardi di persone sono a grave rischio insicurezza alimentare, mentre in tutto, oltre 2 miliardi di persone sono a rischio fame. Chiamiamo questo 16 Ottobre la Giornata Mondiale della Fame".

Alla presentazione dei delegati Fao Mamadou Goita, della rete contadina africana Roppa, che partecipa al Coordinamento della società civile al Comitato per la Sicurezza Alimentare Mondiale FAO insieme a Silvia Diwily della World March of Women del Mozambico hanno partecipato Riccardo Nanni, portavoce dei Fridays for Future di Roma e Paola De meo di Terra Nuova. Un saluto istituzionale con l'apprezzamento per l'azione svolta dai delegati FAO è stato inviato dal presidente della commissione Agricoltura della Camera Filippo Gallinella e dalla vicepresidente della commissione Agricoltura del Senato Elena Fattori. Sono intervenuti alla presentazione presso la Camera dei Deputati, il capogruppo di LeU Federico Fornaro, i deputati LeU Rossella Muroni e Stefano Fassina e le deputate del Gruppo Misto Sara Cunial e Silvia Benedetti.

"Noi ragazze e ragazze che lo scorso 29 settembre siamo scesi in piazza per protestare contro i cambiamenti climatici eravamo 200mila solo a Roma, 1 milione e mezzo circa in tutta Italia, circa 8 milioni in tutto il mondo. Siamo molto preoccupati per il nostro futuro perché fino a adesso la società umana globale ha avuto una sempre maggiore disconnessione dalla terra", ha detto Riccardo Nanni dei Fridays for Future di Roma. "Chiediamo che vengano potenziati i canali di distribuzione alternativi al supermercato, migliorando l'accesso al mercato dei piccoli produttori locali e incentivando il consumo di prodotti stagionali da sostenere anche grazie le mense di scuole e ospedali".

"Come donne e giovani siamo protagonisti della produzione familiare di cibo a livello globale, portiamo sulle spalle la maggior parte delle aziende, ci apriamo spazi in meccanismi di dialogo con le istituzioni, come nel caso della Fao, e da anni lottiamo per far capire come sia di capitale importanza affrontare il tema della lotta alla fame in una chiave più ampia di agroecologia e lotta ai cambiamenti climatici. Eppure non ci ascoltano", ha denunciato Silvia Diwily, che partecipa ai lavori Fao come rappresentante dei Giovani. (Segue)