Roma, a ottobre quattro mostre a Palazzo delle Esposizioni

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Roma, 26 set. (askanews) - A partire dal 4 ottobre Palazzo delle Esposizioni ospiterà Tecniche d'evasione. Strategie sovversive e derisione del potere nell'avanguardia ungherese degli anni '60 e '70, una mostra a cura di Giuseppe Garrera, József Készman, Viktória Popovics e Sebastiano Triulzi. Disegni, sculture, fotografie, cartoline, dattiloscritti, manifesti, libri, opere e documenti relativi all'attività di un gruppo di artisti dissidenti ungheresi, risalenti agli anni Sessanta e Settanta: una straordinaria raccolta messa in salvo dal Museo Ludwig di Budapest.

Attraverso i lavori di Endre Tót, Judit Kele, Sándor Pinczehelyi, Bálint Szombathy, András Baranyay, Tibor Csiky, Katalin Ladik, László Lakner, Dóra Maurer e di altri, la mostra racconterà le "tecniche di evasione" messe in atto dagli autori per sfuggire ai controlli, per stordire la censura, per eludere il potere, deriderlo e lasciarlo interdetto. La mostra inaugura una serie di appuntamenti espositivi destinati a valorizzare e ad approfondire il patrimonio di importanti archivi della contemporaneità.

Il 22 ottobre, invece, inaugureranno insieme tre mostre centrate sull'osservazione scientifica o immaginifica, realistica o simbolica, del corpo umano. Il Palazzo delle Esposizioni offrirà quindi ai suoi visitatori un percorso fatto di opere e suggestioni diverse, ma con numerosi e significativi punti di convergenza.

Il percorso inizierà con Sublimi Anatomie a cura di Andrea Carlino, Philippe Comar, Anna Luppi, Vincenzo Napolano e Laura Perrone. Una mostra sulla rivelazione del sublime nel corpo umano, tra passato e presente e all'incrocio tra pratiche artistiche e imprese scientifiche. Una storia secolare e spettacolare dell'osservazione del corpo che coinvolge in primo luogo i sensi - innanzitutto la vista e il tatto, ma anche strumenti e tecnologie. Palazzo delle Esposizioni accoglierà opere, manufatti e documenti di straordinaria importanza storica che, tra arte e scienza, raccontano l'evoluzione dell'anatomia umana in dialogo serrato con la ricerca artistica contemporanea sulla fisicità irriducibile del corpo umano in un tempo dominato dall'immagine virtuale.

Partendo dalla suggestione del teatro anatomico, la rotonda di Palazzo delle Esposizioni si trasformerà in uno spazio dedicato al dibattito sulla visione e la costruzione dell'immagine del corpo, ma anche in un atelier di disegno dal vero e in una vera e propria scena per la performance. Sostituendo ai cadaveri dei modelli viventi, questo dispositivo diventerà, nell'economia dello spazio della mostra e per tutta la sua durata, uno strumento destinato a suscitare dinamiche di attivazione dell'occhio, della mano e del corpo tutto.

Le sei sale che dal teatro s'irradiano, restituiranno la storia dell'osservazione del corpo con una selezione di oggetti e documenti di grande valore storico, scientifico e artistico, come i preziosi manichini anatomici ottocenteschi realizzati in cartapesta da Louis Thomas Jerome Auzoux, le tavole anatomiche stampate in quadricromia da Jacques-Fabien Gautier-Dagoty o le ceroplastiche di Filippo Pacini. (segue)