Roma, Papa: poveri e immigrati chiedono inclusione

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Roma, 3 feb. (askanews) - Il Papa ricorda il momento, "tipicamente diocesano", che però "toccò la città", del "cosiddetto convegno sui 'mali di Roma' del febbraio 1974, voluto dall'allora Cardinale Vicario Ugo Poletti. In partecipate assemblee di popolo, ci si pose in ascolto dell'attesa dei poveri e delle periferie. Lì, si trattò di universalità, ma nel senso dell'inclusione dei periferici. La città deve essere la casa di tutti. "E' una responsabilità anche oggi", sottolinea Francesco: "Le odierne periferie sono segnate da troppe miserie, abitate da grandi solitudini e povere di reti sociali. C'è una domanda d'inclusione scritta nella vita dei poveri e di quanti, immigrati e rifugiati, vedono Roma come un approdo di salvezza. Spesso i loro occhi, incredibilmente, vedono la città con più attesa e speranza di noi romani che, per i molteplici problemi quotidiani, la guardiamo in modo pessimista, quasi fosse destinata alla decadenza. No, Roma è una grande risorsa dell'umanità!".

"Roma", ha detto ancora il Papa ricordando il Te Deum del 31 che pronunciò nel 2013, "è una città di una bellezza unica" e "può e deve rinnovarsi nel duplice senso dell'apertura al mondo e dell'inclusione di tutti".