A Roma parte il restauro della Fontana delle Rane a Coppedè -2-

Red/Cro/Bla

Roma, 9 set. (askanews) - La Fontana delle Rane è posta al centro di piazza Mincio, ed è stata progettata dall'architetto Gino Coppedè, insieme agli edifici circostanti, tra il 1917 e il 1926, nell'ambito della costruzione del piccolo quartiere adiacente via Po, in seguito conosciuto come "quartiere Coppedè".

I lavori di costruzione, iniziati nel 1917, procedono lentamente anche a causa della Prima Guerra Mondiale e terminano sostanzialmente nel 1927 (dopo la morte del Coppedè i lavori furono diretti e ultimati dal genero, Paolo Emilio Andrè).

Cuore del quartiere è rappresentato da piazza Mincio, di cui la Fontana delle Rane, così denominata per le dodici rane che la ornano, rappresenta l'elemento principale di arredo monumentale della piazza. Essa rispecchia lo stesso stile eclettico che decora le facciate dei palazzi circostanti, rappresentando un singolare esempio di urbanistica e decoro.

(Segue)

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    Intervistato dal Corriere della Sera il leader della Lega Matteo Salvini ammette di aver parlato con la presidente del Senato Elisabetta Casellati “prima e dopo il convegno” sull'antisemitismo promosso dalla Lega “a cui lei è venuta a portare il suo saluto”, “ma – precisa subito dopo – abbiamo affrontato esclusivamente i l tema della lotta all'antisemitismo”. Quindi nessuna interferenza sul voto e le scelte della Giunta per le autorizzazioni a procedere sul caso Salvini-Nave Gregoretti.Richiesto dal quotidiano di via _Solferino anche di un parere sulla sentenza della Corte costituzionale che ha bocciato la richiesta della Lega di un referendum per trasformare la legge elettorale in un maggioritario puro, Salvini ribadisce il giudizio di “scelta politica” fatto dalla Consulta come già dichiarato da alcuni leghisti il voto della Corte, rincarando la dose: “Una Corte di sinistra ha fatto una scelta di sinistra” o se si preferisce, chiosa, “ha fatto una scelta di sistema”.Meglio anzi, una scelta “per bloccare il sistema” perché, ad avviso del leader leghista, “in Parlamento c'è una maggioranza di qualche centinaio di eletti che vuole farsi una legge a suo vantaggio, mentre 60 milioni di italiani avrebbero scelto per tutti” però “la Corte ha deciso che scelgano i partiti e non gli italiani” punta dritto l'indice accusatore.Salvini, invece, sperava che “essendoci di mezzo il futuro del Paese, sarebbero andati oltre le logiche politiche e partitiche” mentre invece “ha prevalso l'istinto di conservazione” ma in aquesto modo, chiosa il leader del Carroccio, “si è tolto ai cittadini il diritto di scegliere la legge che vogliono”.Quanto alla sua vicenda personale, rispetto al caso della nave Gregoretti e all'accusa di sequestro di persona per non aver fatto scendere a terra la scorsa estate gli immigrati, Salvini dice: “Vogliono mandarmi a processo ma sanno che è senza senso e dunque vorrebbero farlo dopo le elezioni in Calabria ed Emilia-Romagna. E se la prendono con la presidente…”.

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    Guerra e pace in casa Muccino

    È una storiaccia dove si intrecciano dinamiche parentali, rivalità professionali, donne della discordia, film, libri, social, talk-show avidi di accuse truci, avvocati e tribunali, quella dei fratelli Muccino. Ricomposta (pare, sembra, chissà se durerà…) pochi giorni fa, quando con uno dei suoi abituali tweet il regista Gabriele, 52 anni, un nuovo film “Gli anni più belli”, in uscita il prossimo 14 febbraio (giornata dell'amore, sarebbe stato in effetti poco indicato oscurare la prima con poco idilliache cronache tribunal-familiari) ha annunciato di aver ritirato, all'inizio del dibattimento per diffamazione che vedeva imputato il fratello Silvio, 37 anni, la querela che quel processo aveva innescato.“Mi interessava che un giudice, con tutti i documenti alla mano, lo rinviasse a giudizio. E questo è accaduto. Non mi interessa la sua condanna. Chiudo così questa parentesi triste e insensata” ha cinguettato Gabriele beccandosi non poche critiche (la più gentile quella di intasare i tribunali a spese dei contribuenti) dai suoi follower.Alla sbarra Silvio ci era arrivato a causa delle sue accuse al fratello, consegnate nell'aprile del 2016 a L'Arena, il talk show su La7 di Massimo Giletti: “Gabriele è una persona violenta, ha colpito sua moglie con uno schiaffo perforandole il timpano”, lanciò lì la sua bomba l'attore-regista- scrittore raccontando che quattro anni prima suo fratello aveva malmenato l'allora moglie Elena Majoni, (oggi è sposato con Angelica Russo) perforandole pure il timpano.La confessione chez l'Arena era stata dettagliatissima: Silvio svelò che, chiamato davanti ai giudici per fornire la sua versione dei fatti, aveva reso una falsa testimonianza che gli pesava sulla coscienza: «Sono stato indotto a mentire e ho negato questo schiaffo davanti ai pm. La mia famiglia ha fatto figurare che fosse un incidente avvenuto in piscina. Scelsi la mia famiglia anziché la verità, non me lo sono mai perdonato, e ho fatto crac». Sodalizio e rotturaLa decisione di allontanarsi dalla famiglia, raccontò, era nata in quel momento (per Gabriele quattro anni prima). Prima di declinarsi nella storia da fratelli coltelli che oggi, perlomeno in tribunale, si è ricomposta, la loro era una bella storia fraterna cominciata 37 anni fa, con l'arrivo del bebè Silvio nella casa romana dove il quindicenne Gabriele doveva vedersela solo con la secondogenita Laura, oggi regina dei casting, e felicemente proseguita sul set, dove a 17 anni il piccolo di casa debuttò nel gioiellino “Come te nessuno mai”, diretto dal fratello con cui scrisse a quattro mani la sceneggiatura, per poi bissare la prova attoriale due anni dopo ne “L'ultimo bacio” e nel 2003, in “Ricordati di me”, ultimo film della premiata ditta Muccino and Muccino. Fine della collaborazione fraterna.Cinque anni dopo, nel 2008, iniziò la carriera da regista di Silvio con “Parlami d'amore”, film tratto dal libro che, attenzione, nel 2006 aveva scritto a quattro mani con Carla Vangelista, 65 anni, scrittrice e sceneggiatrice, nome cruciale di tutta questa storia. Due anni dopo, nel 2010 Gabriele si sfogò con La Repubblica svelando che da tre anni non vedeva più suo fratello (“Il cruccio più grande è che ho un fratello che si è isolato dalla famiglia e naturalmente da me, non risponde se cerco di contattarlo, non si fa vivo”). Cherchez la femmeChe cosa era successo? Cherchez la femme, Vangelista appunto, secondo la tesi del primogenito Muccino. Sui social Gabriele entrò nei particolari incolpando la sceneggiatrice di aver plagiato suo fratello, allontanandolo dalla famiglia. Il regista ci andò giù pesantissimo, definendola “improvvisata scrittrice di discutibile talento che ha sequestrato e rovinato il talento di un promettentissimo ragazzo e attore”. Rincarando la dose su Twitter (i panni sporchi i Muccino li lavano sui social e in tv) quando Silvio, dopo aver chiesto al fratello di smettere di considerarlo un burattino nella mani della sceneggiatrice, fece flop con la sua terza opera da regista, “Le leggi del desiderio”, scritto con Vangelista: “Il tuo film è di una signora che ti gestisce, come un ventriloquo il suo pupazzo, da un tempo ormai irreversibilmente lontano”.La signora comprensibilmente non ci passò sopra, lo querelò, gli chiese un sacco di soldi e nel 2016 il regista si esibì in pubbliche scuse, contenute in una lettera: “Voglio chiedere scusa pubblicamente alla Signora Carla Vangelista, collaboratrice da molti anni di mio fratello Silvio, a fronte di improprie esternazioni delle mie opinioni, nelle quali le attribuivo la responsabilità dell'allontanamento di Silvio da me e dalla mia famiglia”. Può bastare? No.Per comprendere la "Dinasty mucciniana", bisogna ricordare, a rischio di perdersi tra talk show e conduttori, che nel gennaio del 2015 Gabriele andò da Daria Bignardi alle “Invasioni barbariche”, dicendosi addolorato per l'allontanamento del fratello (“un lutto") ma pentendosi pure per aver reso pubblici, sui social i drammi di famiglia. Disse pure che il fratello minore, una volta attore si era messo in competizione con lui, trasformandosi in regista creando un corto circuito.Con sommo gaudio della Bignardi e dei suoi ascolti un mese dopo alle ‘Invasioni Barbariche' andò in onda la versione di Silvio: tornando sull'accusa di plagio del fratello “a una donna che nemmeno conosce e che non ha mai visto” il più piccolo dei Muccino si disse “violentato dalle affermazioni del fratello”. Il resto, dallo scoop sul timpano rotto consegnato a Giletti all'ultimo atto in tribunale è storia. Adesso non resta che aspettare un'intervista doppia in tv. Giletti and Co. si stanno già fregando le mani.

  • Giù le tasse per 16 milioni di italiani. L'annuncio di Conte
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    Giù le tasse per 16 milioni di italiani. L'annuncio di Conte

    Il presidente del Consiglio ha annunciato un taglio delle tasse per 16 milioni di lavoratori dipendenti e un aumento del bonus fiscale.

  • E' autentico il Klimt ritrovato a Piacenza
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    E' autentico il Klimt ritrovato a Piacenza

    Non ci sono più dubbi sull’autenticità del 'Ritratto di signora' di Gustav Klimt, ritrovato lo scorso dicembre dal personale che eseguiva interventi di manutenzione straordinaria alla Galleria Ricci Oddi su incarico del Comune di Piacenza. L'annuncio è stato dato durante una conferenza stampa della polizia. "Una notizia di importanza storica per la comunità artistica e culturale e per la città di Piacenza", commentano il sindaco Patrizia Barbieri e l’assessore alla Cultura, Jonathan Papamarenghi, rivolgendo "un sentito ringraziamento alla Procura e ai periti, agli inquirenti e alle forze dell’ordine che, in questi anni, non hanno mai abbandonato le indagini".  "Dopo la gioia per il ritrovamento da parte del signor Mohammed Abrjnaz e dei suoi colleghi – proseguono - le indiscrezioni contrastanti di questi giorni hanno alimentato ancor più la suspense su una vicenda che ha tratti misteriosi. Questa conferma è senza dubbio motivo di gioia per Piacenza e per l’Italia". "L’amministrazione comunale – assicurano - è ben pronta ad attuare tutte le iniziative per valorizzare al meglio l’importante ritrovamento, la stupenda Galleria che ne è casa e tutta la città: iniziative di carattere artistico e culturale, attività divulgative e modernissime performance virtuali che rendano Piacenza, a livello internazionale, meta obbligatoria". "Il grosso delle risorse che avevamo previsto per la realizzazione di numerosi progetti artistici per questo 2020 – aggiungono il sindaco e l'assessore - saranno, fin da subito, fatte convogliare su iniziative che dovranno vedere l’amministrazione a fianco delle altre istituzioni cittadine. Su questo quadro di uno dei fondatori del Secessionismo viennese, il grandissimo interesse, da sempre presente, è esploso a partire dalla data del suo ritrovamento, vedendoci immediatamente attivi per preparare il territorio al riscontro internazionale che lo aspetta ma anche per le non secondarie attività di promozione, tra cui il lavoro per la redazione di un importante libro – un romanzo – che ne valorizzi la storia e renda anche nazionalpopolare l’appeal dell’opera e di Piacenza".  "Notevole è infatti l’interesse – spiegano - da parte di editori nazionali, ma numerosi sono anche i registi cinematografici nel mondo che ci hanno contattato, in queste settimane, per lavorare su una così intrigante vicenda". Concludono gli amministratori comunali: "Questo ritrovamento vedrà pronto e in prima linea il Comune di Piacenza per rispetto - doveroso - dell’arte e della cultura, ma anche per valorizzare marcatamente la nostra città. Un grazie di cuore, pertanto, a tutti coloro che hanno reso possibile questo straordinario risultato di importanza storica non solo per Piacenza ma anche per la storia dell’arte che viene finalmente risarcita dopo una grave perdita".

  • Sardine e Lega a Bibbiano, i sindaci: “Chiediamo un passo indietro”
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    Sardine e Lega a Bibbiano, i sindaci: “Chiediamo un passo indietro”

    Il questore ha assegnato la piazza di Bibbiano per il 23 gennaio alla Lega nonostante le Sardine l'avessero "prenotata" per prime.

  • Richiedenti asilo impacchettavano pennarelli per 150 euro al mese
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    Richiedenti asilo impacchettavano pennarelli per 150 euro al mese

    Tutti i giorni, sette su sette, senza riposi o ferie, con una pausa pranzo di pochi minuti, confezionavano scatole di pennarelli in un capannone senza riscaldamento alla periferia nord del capoluogo piemontese. Sorvegliati a vista dal datore di lavoro o dalla moglie, entrambi cittadini di nazionalità cinese, al momento dell'assunzione erano stati informati che il compenso giornaliero sarebbe stato di 18 euro se avessero prodotto almeno 1000 scatole. Nella ditta lavoravano circa 35 persone, tutti cittadini extracomunitari richiedenti asilo.  Le buste paga, da cui venivano trattenuti dal datore di lavoro 50 euro mensili come costi per la preparazione delle medesime, avevano importi medi mensili di 150 e quando tre lavoratori hanno chiesto che la paga salisse a 25 euro, sono stati licenziati.  Ieri mattina, assistiti dall'avvocato torinese Stefano Bisacca che ha anche presentato in procura un esposto per sfruttamento del lavoro, i tre si sono presentati davanti al giudice del lavoro che si è riservato di fissare una nuova data per ascoltare i testimoni. All'udienza non si è, invece, costituita l'azienda che risulterebbe in liquidazione. Ora sono in corso accertamenti per verificare se il materiale che veniva confezionato era contraffatto oppure no.

  • "Ho creato la pizza al kiwi, ora minacce di morte dall'Italia"
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    "Ho creato la pizza al kiwi, ora minacce di morte dall'Italia"

    "So che la pizza in Italia è una religione... Ho avuto minacce di morte dall'Italia e dalla Francia per la mia pizza al kiwi". Stellan Johansson è lo chef svedese salito alla ribalta per il suo esperimento culinario: una pizza margherita 'arricchita' con i kiwi regalati dal fratello. La foto dell''invenzione' ha fatto il giro del web e Johansson, suo malgrado, si è ritrovato al centro dell'attenzione. La sua pagina Facebook, in particolare, è stata presa d'assalto da utenti italiani che, tra il serio e il faceto, si sono scandalizzati per il 'sacrilegio alimentare'. "Mi rendo conto che la pizza in Italia sia una religione. In Svezia si mette praticamente qualsiasi cosa sulla pizza, ma anche qui" l'uso dei kiwi "è sembrato strano a molte persone. Ho ricevuto minacce di morte dall'Italia e dalla Francia. Sulla mia pagina ci sono molti commenti arrabbiati, ma credo siano soprattutto ironici", aggiunge all'Adnkronos. L'apprezzamento per la cucina italiana è sincero, "in particolare per i piatti di pesce. Sono stato nel vostro paese 15 anni fa l'ultima volta. E' la prima volta che provo un esperimento del genere con la pizza, uso i kiwi per altre ricette", prosegue.

  • Addio a Pietro Anastasi, uno dei più grandi bomber degli anni '70
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    Addio a Pietro Anastasi, uno dei più grandi bomber degli anni '70

    È morto all'età di 71 anni Pietro Anastasi, il grande attaccante siciliano che negli anni '70 vinse tre scudetti con la Juventus e una Coppa Italia con l'Inter. Lo riferisce il sito del club bianconero. Brevilineo ma esplosivo, Anastasi faceva anche parte dell'Italia che conquistò l'europeo nel 1968 e in azzurro aveva totalizzato 25 presenze e 8 gol in Nazionale.Anastasi era malato di tumore dal 2018. Catanese di origine, si era affermato nel Varese. A vincere la corsa per averlo in squadra fu la Juventus, che nel 1968 investì 650 milioni, una cifra che per quei tempi era davvero notevole negli ambienti del calcio professionistico. Furono 8 anni di cammino in bianconero per Anastasi, il quale diede un contributo fondamentale per la conquista di tre scudetti, nei campionati 1971-72, 1972-1973 e 1974-1975, disputando inoltre le finali di Coppa delle Fiere, nel 1971, e Coppa dei Campioni e Coppa Intercontinentale nel 1973.Con la maglia bianconera ha giocato 205 partite e segnato 78 gol. Poi, nel 1976, il passaggio all'Inter, che ai bianconeri dava Roberto Boninsegna, altro centravanti di spicco. In maglia nerazzurra Anastasi non ebbe lo stesso successo, però contribuì alla conquista di una Coppa Italia, nel 1978. Concluse a Lugano una carriera in cui ha disputato 338 gare in serie A, segnando 105 gol. È stato il secondo marcatore della categoria, nel 1968-1969, e il terzo nel 1969-1970 e 1973-1974.Appese al chiodo le scarpette, Anastasi intraprese brevemente la carriera da allenatore delle giovanili e quindi divenne commentatore televisivo. Nel 2018 gli era stato diagnosticato un tumore.

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    Scoperti spacciatori col Reddito di cittadinanza

    Scoperti spacciatori che percepivano il Reddito di cittadinanza. E' accaduto a Ragusa, dove le Fiamme Gialle hanno arrestato una persona e ne hanno denunciata un'altra. L'accusa è di detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente. I due sono stati trovati in possesso di circa grammi 47 di cocaina pronta per essere immessa sul mercato ragusano; inoltre, formalmente disoccupati, sono anche risultati percettori del beneficio di Reddito di cittadinanza.  I finanzieri sono intervenuti mentre era in atto la cessione, ad un occasionale acquirente, di circa grammi 4 della sostanza psicotropa contenuta all’interno di un involucro termosaldato del valore di 250 euro. La conseguente perquisizione domiciliare eseguita presso le abitazioni dei fermati ha consentito di rinvenire e sottoporre a sequestro ulteriori grammi 43 di cocaina, abilmente occultati in un beauty case, nascosto in una cesta per la biancheria, nonché 550 euro in contanti. Recuperate anche 48 pasticche di sostanza utilizzata per il taglio della cocaina, un bilancino di precisione e attrezzatura per il confezionamento. Gli ulteriori accertamenti eseguiti hanno consentito poi di rilevare che i fermati, formalmente disoccupati, percepivano dallo scorso anno il sostegno economico del Reddito di cittadinanza.

  • "L'Europa impari dal passato e si fidi della Turchia". Il monito di Erdogan sulla Libia
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    "L'Europa impari dal passato e si fidi della Turchia". Il monito di Erdogan sulla Libia

    Recep Tayyip Erdogan, ha annunciato che i militari turchi addestreranno le truppe libiche. Il presidente turco è tornato a parlare della Libia in una lettera a Politico, in cui ribadisce che la Turchia si occuperà di preparare le truppe libiche e definisce "un errore storico" lasciare il Paese in mano a Khalifa Haftar."Forniremo addestramento alle truppe libiche contro il terrorismo, il traffico di migranti e contro le minacce alla sicurezza internazionale. Lasciare la Libia in mano a un signore della guerra (Haftar) sarebbe un errore storico", ha scritto Erdogan prima della conferenza di Berlino. La responsabilità della comunità internazionale"Da circa 10 anni la Libia è interessata da un conflitto sanguinoso con la comunità internazionale che non si è mai assunta le proprie responsabilità, perché dopo la fine della violenza (la morte di Gheddafi ndr) è necessario portare pace e e stabilità e questo non è stato fatto"."In Libia abbiamo da parte un governo legittimo, riconosciuto dalle nazioni Unite" - quello di Fayez al Serraj \- "e dall'altra un signore della guerra" - Khalifa Haftar - "che riceve armi da Egitto, Arabia Saudita, Emirati e altri Paesi poco democratici", ha scritto Erdogan, per poi parlare del ruolo e dei dubbi di Bruxelles. Le conseguenze della caduta di SerrajCon un'attenzione verso le conseguenze di un cambio al vertice. "L'Europa sta ancora decidendo cosa fare in Libia ed è abbastanza divisa. La Germania che sta con Serraj ha promosso la conferenza di Berlino, ma la Francia ha preso posizione al fianco di Haftar. È necessario invece che sostenga il governo legittimo di Tripoli coerentemente con la propria adesione a certi valori di democrazia e rispetto dei diritti umani, perché se il governo di Tripoli cade l'Europa dovrà fronteggiare nuovi problemi e minacce".Se il governo del premier libico Fayez al-Serraj dovesse cadere ci sarebbe il rischio di una nuova minaccia terroristica per il vecchio Continente: "Organizzazioni terroristiche come Isis e al-Qaeda, che hanno subito una sconfitta militare in Siria e Iraq, troveranno terreno fertile per tornare in piedi", dice il leader turco. La conferenza di BerlinoPer Erdogan "quello che sta accadendo in Libia fa pensare che alcuni leader europei non abbiano imparato alcuna lezione dal passato. L'Ue è costretta a mostrarsi come un attore significativo nell'arena politica. Ora con la conferenza di Berlino mi aspetto che vengano compiuti passi importanti. Dai leader europei mi aspetto che parlino di meno e compiano passi concreti" e, per fare questo, è importante "fidarsi della Turchia" schierandosi al fianco del governo di Tripoli di Fayez al Serraj. In questo modo sarà possibile difendere "il diritto internazionale e i diritti umani"."La Turchia sostiene appieno il governo di Tripoli e i protocolli firmati tra noi e Serraj servono a difendere un governo legittimo, per questo addestreremo le truppe libiche. L'Europa ora è a un punto di svolta e deve essere coraggiosa nel sostenere chi sta cercando di raggiungere la pace; bisogna fare tutto il possibile per porre fine alle violenze e l'Europa, per garantire questi obiettivi, può fare affidamento su un alleato e un amico come la Turchia", ha concluso.

  • Salvo Veneziano, le prime parole dopo la squalifica: “Non ho ucciso”
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    Salvo Veneziano, le prime parole dopo la squalifica: “Non ho ucciso”

    Dopo la squalifica e il clamore, Salvo Veneziano è tornato sui social e ha ovviamente dedicato un post alla vicenda che lo ha visto protagonista.

  • Louis Vitton si è comprato uno dei diamanti grezzi più grandi al mondo
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    Louis Vitton si è comprato uno dei diamanti grezzi più grandi al mondo

    È il più grande diamante grezzo al mondo dal 1905, delle dimensioni di una pallina da baseball color carbone: "Sewelo" fu scoperto nell'aprile 2019 in una miniera del Botswana, pesa 352 grammi e ha 1.758 carati. E adesso ha anche un proprietario: Louis Vuitton.Il brand del lusso lo ha acquistato per una cifra al momento tenuta segreta, ma che sarebbe, ha detto la casa francese al New York Times, di "milioni". Quanti? Un diamante di 813 carati, "Constellation", scoperto nel 2015, è stato venduto per 63 milioni di dollari, mentre un altro simile, scoperto nel 2016, "Lesedi La Rona", venne battuto all'asta da Sotheby's per 53 milioni. LUCARA COLLABORATES WITH LOUIS VUITTON TO POLISH BOTSWANA'S LARGEST DIAMOND Lucara Diamond has announced that it has entered into a collaboration with Louis Vuitton to polish the historic 1,758-carat Sewelô diamond recovered from Karowe...PushaBW pic.twitter.com/ejYRLo6WWH — Brand Botswana (@OfficialBrandBW) January 16, 2020Il valore del Sewelo, che in Botswana vuol dire "rarità", potrebbe essere più alto. "Al mondo ci sono meno di dieci persone - ha commentato Marcel Pruwer, ex presidente di Antwerp Diamond Exchange, compagnia che investe sui diamanti - che saprebbero cosa fare di una pietra simile o come tagliarla o in grado di mettere in vendita un diamante da 50 milioni di dollari"."Se compri un diamante come quello - ha aggiunto Jeffrey Post, esperto dello Smithsonian Institution - acquisti subito credibilità". Sewelo è destinato a diventare una "star" del settore, ma non a detenerne il primato: al momento è il secondo più grande di sempre, dietro al diamante "Cullinan", 3.100 carati, scoperto in Sud Africa nel 1905.Adesso per Vuitton, dopo l'acquisto, si apre la seconda fase, molto delicata: analizzare il diamante grezzo per capire il reale valore che avrà una volta lavorato. Per questo verrà realizzato un scanner capace di effettuare una "radiografia".Secondo gli esperti, Sewelo custodirebbe nel suo interno almeno un diamante puro ovale di 891 carati o diverse pietre che variano da 100 a 300 carati. In questo ultimo caso, le dimensioni record della pietra grezza non porterebbero automaticamente a una valutazione da primato, una volta lavorato. Per Vuitton sarebbe una beffa.