Roma, Pd: interrogazione urgente a Raggi e Trasparenza su Ama

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Roma, 2 ott. (askanews) - "Nella lettera che l'ex Cda di Ama ha inviato alla sindaca Raggi c'è un passaggio inequivocabile che fa risalire le responsabilità a coloro che hanno delega alla partecipate capitoline. Nel j'accuse inviato alla sindaca il CdA scrive: 'L'inerzia nel risolvere la questione relativa al completamento della liquidazione delle somme derivanti dal Contratto di Servizio 2014, che priva AMA di risorse liquide pari a 104,4 milioni; L'inattività assoluta nel procedere a provvedimenti amministrativi dovuti, che possono consentire la liquidazione in favore di AMA delle somme incagliate dal 2009 nella Gestione Commissariale del debito di Roma Capitale, per un valore netto di circa 30 milioni senza nessun onere per il bilancio della stessa Roma' . Si tratta di 134,4 milioni di euro che l'Ama attende da anni e che il socio unico non salda. Fondi che consentirebbero alla Società, - così afferma il CdA dimissionario - di riequilibrare la propria posizione finanziaria netta e costituirebbero la provvista, più che esuberante, per il necessario piano di investimenti indicato nel Piano Operativo di breve periodo 2019/2020". Così in una nota la consigliera del PD capitolino Valeria Baglio e il presidente della commissione trasparenza Marco Palumbo. A questi fondi "vanno aggiunti ulteriori 14 mln del contratto 2018 che il comune dovrebbe versare per i servizi cimiteriali e che Ama continua a non ricevere. Perché tanta ostinazione nel non riconoscere sul conto di AMA i tristemente famosi 18.3 mln relativi ai servizi resi nei cimiteri che tengono bloccati i bilanci della società a partire dal 2017 e che hanno provocato dimissioni a catena dei Cda? E viceversa invece perché nessuna urgenza e tanto ritardo nell'erogazione di fondi vitali per il futuro dell'azienda in una fase di grave emergenza nella raccolta dei rifiuti?", continuano dal Pd "Sono queste le domande presentate in una interrogazione urgente alla sindaca e che intendiamo proporre ai diretti interessati in una commissione trasparenza da convocare per le vie brevi. Infine il piano di rilancio predisposto dal CdA per l'ammodernamento e l'acquisto di nuovi mezzi pari a 46 mln, ovvero meno di un terzo dei fondi che dovuti all'azienda per servizi resi, sarebbe potuto decollare senza grandi difficoltà ed invece non ha avuto riscontro per assenza di volontà politica. Altro che volontà di rilancio dell'azienda come più volte affermato dalla sindaca Raggi, la lettera del Cda chiarisce in modo inoppugnabile che il comune ha ostacolato in ogni modo la società capitolina", concludono.