Roma, Pd: Liquidazione Metropolitane è imbriglio, Raggi spieghi

Sis

Roma, 16 ott. (askanews) - "Apprendiamo che il 31 ottobre 2018 l'amministrazione capitolina, come certifica anche un documento firmato tra gli altri dal direttore generale Franco Giampaoletti, su un ammontare complessivo di 14 milioni di crediti accumulati tra 2015 e 2017 si era accordata con Roma Metropolitane che rinunciava a 4 milioni in cambio dell'impegno di Roma Capitale a far uscire la partecipata dal rischio liquidazione. Oggi, come denuncia l'ex ad Santucci quell'accordo non è stato rispettato e Roma Metropolitane esige quel credito. E' la dimostrazione palese che il Campidoglio ha lavorato con un solo obiettivo: far fallire Roma metropolitane". Così in una nota il gruppo del PD capitolino.

"Ora non ci sono più scuse - continuano dal Pd - la Sindaca venga in aula e spieghi perché la sua amministrazione non ha mantenuto gli impegni sottoscritti. Quanto denunciato dall'ex AD sembra un imbroglio ai danni della società comunale. Non accetteremo in aula un voto senza che la sindaca Raggi si assuma tutte le responsabilità per una scelta sbagliata e contro gli interessi della città che rischia di perdere finanziamenti importanti, circa 180 milioni per le manutenzioni delle linee metro A e B e i fondi per il completamento della linea C. La sindaca Raggi dovrebbe cambiare il mantra ossessivo che ripete da tre anni e mezzo e dovrebbe dire veramente cosa sta accadendo nelle società capitoline: valorizzare i lavoratori licenziandoli, rilanciare i servizi rendendoli inefficienti e pericolosi, garantire la gestione pubblica svilendola e amministrare bene le società partecipate di Roma Capitale liquidandole".

"Basta con il mantra ossessivo di parole inutili che ripete da tre anni e mezzo - aggiunge Raggi -. In quella lettera c'è solo l'ennesimo disperato tentativo di scaricare le responsabilità del disastro in cui la sua giunta ha portato le società capitoline su altri. L'accordo non rispettato smentisce le sue parole. Oggi venga in aula a spiegare perché l'ex ad di Roma metropolitane da lei scelto come persona di fiducia lancia accuse così pesanti contro la sua amministrazione. E' solo l'ultimo di una schiera di suoi ex assessori ed ex collaboratori che la accusano di prestarsi a volontà diverse rispetto agli impegni presi e agli annunci fatti. Nominare un collegio liquidatore per una società che dovrebbe completare opere vitali per la città e il suo futuro non è solo un danno ma un accanimento terapeutico contro una città allo stremo. Roma non si liquida", conclude.