Roma, Pelonzi (Pd): Raggi blocca Capitale non sciopero sindacati

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Roma, 23 ott. (askanews) - Il capogruppo del Pd capitolino Antongiulio Pelonzi ha inviato una lettera aperta alla sindaca di Roma Virginia Raggi "a seguito del suo appello ai sindacati confederali ad essere responsabili e aperti al dialogo, chiedendo loro di recedere dallo sciopero generale di ‪venerdì prossimo"‬. In particolare, spiega Pelonzi "mi ha colpito quella sua frase: 'bloccare la città non ha alcun senso, i romani non lo meritano'. Mi permetta di ricordarle che, solo 24 ore orsono, lei e la sua maggioranza avete deciso di liquidare la società Roma Metropolitane senza aver mai aperto un vero tavolo di confronto con i rappresentati dei lavoratori e con le opposizioni". Sua, continua il capogruppo Pd "anche la decisione di negare un rinvio di 48 ore sulla liquidazione di Roma Metropolitane da noi richiesto, in attesa degli incontri istituzionali con la ministra Paola De Micheli e la Regione Lazio sul futuro della stazione appaltante". Raggi, secondo Pelonzi "è stata di ostacolo al dialogo, non certo i sindacati e le opposizioni. Lei continua ad affermare come un 'mantra' che tutte le partecipate di Roma Capitale sarebbero rimaste pubbliche e che i livelli occupazionali non sono in discussione. La realtà invece parla di esuberi e di disseti finanziari nelle società comunali che in assenza di progetti reali di rilancio lasciano sospettare altri fini". A bloccare la città prima ancora dei sindacati, continua Pelonzi "è stata quindi lei e la sua giunta: in tre anni e mezzo avete cambiato 7 amministratori delegati in Ama, avete lasciato l'Atac nelle mani del tribunale fallimentare, le stazioni della metro aprono a singhiozzo e alcune restano chiuse da mesi. Il verde pubblico è nel degrado e nell'abbandono. Lei e i suoi assessori dopo averci fornito un PUMS - aggiunge ancora -elaborazione di un collage di vecchi progetti riciclati, non siete ancora in grado né di dirci dove e se mai si completerà la linea C, né di scongiurare il rischio che la talpa resti sepolta come monumento archeologico del secondo millennio". Sulla mobilità, sostiene Pelonzi "Roma è già bloccata, la svolta da lei più volte annunciata non è mai apparsa tale ai romani, tre anni e mezzo di immobilismo politico e amministrativo non possono essere scaricati su manager e direttori generali da lei stessa scelti. Quanto ai rifiuti, mentre a Copenaghen da pochi giorni hanno inaugurato un impianto di trattamento come valore aggiunto per le attività ludiche della capitale danese, a Roma sarebbe perfino noioso ricordarle come la gravità dell'emergenza vada ben oltre l'umana comprensione. Aggiungo, inoltre, che l'Ama è stata trascinata, per sua volontà e di quella dei suoi collaboratori, in una crisi quasi irreversibile senza alcun progetto industriale all'orizzonte". "Lei parla di dialogo, ma al tempo stesso si è più volte negata - attacca ancora Pelonzi -. Lei dichiara che le aziende rimarranno pubbliche ma non ha fatto nulla per assicurargli un futuro in un quadro di rilancio, e forse è proprio questo l'obiettivo non dichiarato. Alle sue parole, purtroppo, la città e non solo i sindacati e i lavoratori le contestano l'assenza di fatti concreti. I romani e i lavoratori non si fidano più di lei! È per questi semplici motivi che noi, come gruppo del Partito Democratico - continua Pelonzi - pur mantenendo sempre aperto il dialogo e l'approccio positivo al confronto, fino allo spasimo, come avvenuto nell'ultima seduta dell'Assemblea capitolina - abbiamo deciso di condividere, sostenere e partecipare allo sciopero indetto dalle Organizzazioni sindacali ‪venerdì 25 ottobre‬", conclude.