Roma, Petrachi può saltare anche a stagione in corso: tutti i nomi per giugno

Francesco Balzani

Otto mesi, giorno più giorno meno, altrimenti la Procura si arrabbia. Tanto è passato dal giorno in cui Petrachi ha deciso di lasciare il Torino per sposare la causa Roma. Dopo otto mesi, però, il destino del direttore sportivo salentino sembra già segnato. Lo stesso era accaduto a Monchi il 7 marzo scorso. Lo spagnolo aveva retto almeno un anno e mezzo a seguito di alcuni disastri di mercato che avevano fatto rimpiangere Sabatini. Oggi Petrachi è in bilico, quasi sicuramente non sarà il ds della prossima stagione, ma rischia pure di non finire quella corrente e quindi di vedersi rescindere il contratto prima della fine del mese. E non tanto per gli errori di mercato quanto per alcune gaffe che a Trigoria reputano molto gravi: dagli insulti in conferenza stampa ai giornalisti, alle parole poco incoraggianti su Friedkin passando per lo scivolone su Dzeko trattato con l’Inter e le accuse del calcio femminile per una frase ritenuta maschilista. Di certo la futura proprietà già è alla ricerca di un sostituto. Fino a maggio il ruolo sarebbe coperto da De Sanctis. Ecco i possibili nomi che potrebbero sostituire Petrachi in estate. PARATICI - Fabio Paratici é il sogno, è l’obiettivo numero uno di Friedkin e soprattutto di Guido Fienga, che resterà il Ceo giallorosso almeno per un altro anno. Tra i due i rapporti sono molto buoni dai tempi della Juventus, ma resta da convincere un dirigente della squadra più vincente d’Italia a sposare un progetto ancora misterioso. I soldi non rappresentano un ostacolo insormontabile, perché lo stipendio di Paratici alla Juve è addirittura inferiore a quello di Petrachi: il primo guadagna 1,96 milioni di euro lordi a stagione più bonus da 860mila euro, il ds romanisti ha altri due anni di contratto a 2,165 milioni di euro lordi più premi. Molto dipenderà dal cammino della Juve da qui alla fine della stagione. In caso di fallimento Sarri in campionato e Champions allora anche Paratici potrebbe salutare.

BERTA - Altro nome altisonante è quello di Andrea Berta. L’ex bancario bresciano che ha fatto grande, anzi grandissimo l’Atletico Madrid è considerato il direttore sportivo più forte in Europa. Ha iniziato a continuato in Seconda Divisione col Carpenedolo e poi ha seguito Ghirardi a Parma, per poi fare anche tre anni al Genoa di Preziosi. Da lì, grazie a una segnalazione di Jorge Mendes, procuratore onnipotente di Cristiano Ronaldo, è arrivato sull’altra riva del Manzanarre. E in pochi anni si è guadagnato il soprannome di “milagroso”, il miracoloso Berta. In passato ha rifiutato la corte del Manchester United anche perché a Madrid la famiglia si trova benissimo, ma l’annata storta dell’Atletico e la voglia di cambiamento dopo anni potrebbe fare la differenza. Se i sogni di Friedkin sono abbastanza all'altezza...

FAGGIANO e CARLI - Era in ballottaggio un anno fa con Petrachi ed è molto stimato per il buon lavoro svolto con Palermo e Parma. Daniele Faggiano rappresenterebbe un percorso di continuità sul modus operandi del club alla ricerca di giovani e di giocatori di rendimento a costi non troppo elevati. Ha detto di non voler lasciare Parma, ma in caso di offerta concreta le cose cambierebbero. Situazione simili per Carli, che al Cagliari è riuscito a chiudere pure affari importanti mostrando un salto di livello non indifferente. Il dirigente piace dai tempi di Empoli e per lui potrebbe essere arrivato il momento di approdare in una grande piazza.