Roma in piazza per bimbi sottratti a genitori, per 'Sofia' anche città bulgare

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di Roberta Lanzara "Un disegno di legge che inserisca sanzioni nei confronti di operatori sociali o chiunque violi le norme in vigore per la tutela dei bambini non rispettando ad esempio scadenze e procedure", è stato preannunciato questa mattina dal senatore Lucio Malan (Fi) nel corso della manifestazione svoltasi davanti al ministero della Giustizia nella Capitale dalla rete sociale Aps, di cui Malan è presidente. "Lo depositeremo lunedì prossimo", ha detto Malan all'Adnkronos e sul raduno di oggi a Piazza Cairoli ha commentato: "è stata una sfilata di padri e madri dalle storie più incredibili, avvocati a patrocinio gratuito provenienti da tutta Italia a loro spese, associazioni che si battono per i diritti dei bambini sottratti alle famiglie e dei loro genitori". La manifestazione, che ha originariamente tratto spunto dal caso di 'Sofia', nome di fantasia della bambina bulgara per cui Malan ha presentato lo scorso 13 luglio una interrogazione al Ministro della Salute, al Ministro della Giustizia e al Ministro delle Politiche Sociali, "si è svolta in contemporanea anche in Bulgaria: a Sofia, Plovdiv e Varna", riferisce il senatore e aggiunge: "chiediamo anche che intanto la bambina possa incontrare o parlare con la madre, che non vede e non sente da tre mesi!".  Nel maggio scorso infatti a Sofia era stato revocato il diritto di incontrare bisettimanalmente la mamma. "Il 3 luglio scorso, il magistrato - spiega Malan - aveva stabilito che gli incontri tra madre e figlia fossero ripristinati. Ma ancora nulla è avvenuto. Io dico - rimarca - Per gli incontri hanno la scusa che si devono organizzare, ma per le telefonate? E' gravissimo ciò che sta accadendo - denuncia il senatore - perchè neanche al 41 bis sei messo così, senza colloqui per tre mesi!".  Con quanto previsto dal disegno di legge ad integrazione delle norme in vigore, situazioni di questo tipo verrebbero punite: "In caso di sottrazione di minore - spiega Malan - oggi la norma stabilisce che dopo 24 mesi va tentato il reinserimento in famiglia e se non ci sono i presupposti affinché ciò avvenga si deve procedere all'adozione. Invece - constata - i bambini stanno nelle strutture per decine d'anni, impunemente, senza che ci siano sanzioni. Per questo la sanzione va fatta e - conclude - chi deve rispettare scadenze e procedure e non lo fa va punito: operatori dei servizi sociali o i loro responsabili".

di Roberta Lanzara 

"Un disegno di legge che inserisca sanzioni nei confronti di operatori sociali o chiunque violi le norme in vigore per la tutela dei bambini non rispettando ad esempio scadenze e procedure", è stato preannunciato questa mattina dal senatore Lucio Malan (Fi) nel corso della manifestazione svoltasi davanti al ministero della Giustizia nella Capitale dalla rete sociale Aps, di cui Malan è presidente. "Lo depositeremo lunedì prossimo", ha detto Malan all'Adnkronos e sul raduno di oggi a Piazza Cairoli ha commentato: "è stata una sfilata di padri e madri dalle storie più incredibili, avvocati a patrocinio gratuito provenienti da tutta Italia a loro spese, associazioni che si battono per i diritti dei bambini sottratti alle famiglie e dei loro genitori". 

La manifestazione, che ha originariamente tratto spunto dal caso di 'Sofia', nome di fantasia della bambina bulgara per cui Malan ha presentato lo scorso 13 luglio una interrogazione al Ministro della Salute, al Ministro della Giustizia e al Ministro delle Politiche Sociali, "si è svolta in contemporanea anche in Bulgaria: a Sofia, Plovdiv e Varna", riferisce il senatore e aggiunge: "chiediamo anche che intanto la bambina possa incontrare o parlare con la madre, che non vede e non sente da tre mesi!".  

Nel maggio scorso infatti a Sofia era stato revocato il diritto di incontrare bisettimanalmente la mamma. "Il 3 luglio scorso, il magistrato - spiega Malan - aveva stabilito che gli incontri tra madre e figlia fossero ripristinati. Ma ancora nulla è avvenuto. Io dico - rimarca - Per gli incontri hanno la scusa che si devono organizzare, ma per le telefonate? E' gravissimo ciò che sta accadendo - denuncia il senatore - perchè neanche al 41 bis sei messo così, senza colloqui per tre mesi!".  

Con quanto previsto dal disegno di legge ad integrazione delle norme in vigore, situazioni di questo tipo verrebbero punite: "In caso di sottrazione di minore - spiega Malan - oggi la norma stabilisce che dopo 24 mesi va tentato il reinserimento in famiglia e se non ci sono i presupposti affinché ciò avvenga si deve procedere all'adozione. Invece - constata - i bambini stanno nelle strutture per decine d'anni, impunemente, senza che ci siano sanzioni. Per questo la sanzione va fatta e - conclude - chi deve rispettare scadenze e procedure e non lo fa va punito: operatori dei servizi sociali o i loro responsabili".