Roma, Pietro Genovese: dolore e angoscia per ciò che è successo

Red/Cro

Roma, 2 gen. (askanews) - Pietro Genovese, ai domiciliari per aver travolto e ucciso con la sua auto due sedicenni a Roma "è molto provato", ha risposto alle domande del gip di Roma, sottolineando "il dolore e l'angoscia per ciò che è successo".

L'avvocato Franco Coppi che, insieme a Gianluca Tognozzi, assiste il giovane, figlio del regista Paolo Genovese, ha rilasciato una breve dichiarazione all'uscita di Piazzale Clodio, al temine dell'interrogatorio di garanzia, durato circa un'ora.

"Sul contenuto dell'interrogatorio non intendiamo parlare per ovvi motivi - ha sottolineato Coppi, aggiungendo: "Possiamo soltanto dire che è venuto per rispondere alle domande e ha rappresentato la sua linea di difesa ma soprattutto ha inteso esternare il suo dolore e la sua angoscia per quello che è accaduto, al di là di quelle che saranno le valutazioni che i giudici potranno fare". "E' un ragazzo molto provato da questa esperienza e - ha concluso il legale - confidiamo che anche il suo stato d'animo meriti un minimo di rispetto, come meritano rispetto ovviamente i dolori di queste due povere ragazze".

Genovese è accusato di duplice omicidio stradale, e si trova agli arresti domiciliari, per avere travolto e ucciso due ragazze di 16 anni, Gaia Von Freymann e Camilla Romagnoli, nella notte tra il 21 e il 22 dicembre scorso in Corso Francia.