Roma, Radicali: Piano rom fallito Raggi adotti delibera popolare

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Roma, 14 gen. (askanews) - "Di fronte al rapporto dell'Associazione 21 luglio sull'impatto fallimentare del Piano Rom nella città di Roma a 30 mesi dalla sua presentazione da parte della giunta Raggi, non possiamo non essere profondamente preoccupati, anche se non siamo sorpresi". Così in una nota Francesco Mingiardi, segretario di Radicali Roma, e Alessandro Capriccioli, consigliere regionale del Lazio di +Europa Radicali. "Quel Piano, sbandierato dalla Sindaca e da Beppe Grillo nel 2017 come risolutivo per il superamento dei campi e per favorire una reale integrazione delle famiglie, mostra oggi tutti i suoi limiti: dal dato più drammatico relativo al dimezzamento dei minori iscritti a scuola, fino a quello più prevedibile, che parla di pochissime famiglie che sono riuscite a intraprendere un percorso reale di autonomia a seguito degli sgomberi effettuati senza garanzie adeguate", aggiungono. Come Radicali Roma, "insieme all'associazione 21 luglio e ad altre realtà del terzo settore, abbiamo provato a dare il nostro contributo elaborando una strategia operativa a lungo termine, con tempi e modi definiti, per superare i campi attraverso percorsi di inclusione: la nostra proposta si trova nella delibera di iniziativa popolare 'Accogliamoci', sottoscritta da oltre 6.000 cittadini romani, depositata nel settembre 2015 e ancora nelle mani dell'Assemblea capitolina. Oggi chiediamo all'amministrazione di ripartire da lì per superare le criticità e impostare su basi diverse e più efficaci la questione della condizione di marginalità in cui migliaia di persone vivono nella nostra città. Ringraziamo l'associazione 21 luglio - concludono - per il lavoro di monitoraggio svolto, che ha colmato la totale mancanza di trasparenza da parte dell'amministrazione Raggi: finora, da parte degli uffici di Roma capitale, non sono state rese note né informazioni, né statistiche né tanto meno analisi su questo problema delicatissimo, e non più rinviabile".

  • Quali azioni ci espongono di più al contagio da coronavirus
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    Quali azioni ci espongono di più al contagio da coronavirus

    La Texas Medical Association ha redatto una lista di azioni assegnando a ognuna di esse un punteggio per classificarle in base alla pericolosità di contagio da COVID-19.Partendo da quelle meno pericolose, aprire la posta è un'azione che si può compiere con la massima serenità, un punto in più in termini di gravità per il fare benzina, giocare a tennis, ordinare cibo take away o andare in campeggio.Lontane dalla zona rossa anche altre azioni che siamo abituati a svolgere nel quotidiano come fare la spesa o passeggiare e correre all'aperto. Sono considerate ancora azioni “moderatamente basse” alloggiare in hotel per due notti, sedere in sala d'attesa dal medico, andare in biblioteca o al museo, mangiare in un ristorante all'aperto o camminare in un luogo affollato.La linea si tinge di giallo quando parliamo di cenare a casa di altre persone, andare in spiaggia e fare acquisti in un centro commerciale. Lavorare in ufficio è un'attività una tacca più pericolosa, così come la scuola per i figli e nuotare in una piscina pubblica.La situazione si fa più seria quando si tratta di andare dal barbiere o dal parrucchiere, così come cenare fuori al chiuso, partecipare a matrimoni o funerali, viaggiare in aereo, praticare sport di contatto come calcio o basket e salutare con strette di mano e abbracci i propri amici.Attenzione ai massimi livelli quando andiamo in palestra, al cinema o al teatro; attenti anche ai grandi concerti, quando ricominceranno, è chiaro, allo stadio, attività ancora negata, e a cerimonie con oltre 500 partecipanti; insomma, tutte quelle attività che prevedono un assembramento eccessivo. Anche mangiare e frequentare nei bar è considerata attività particolarmente a rischio.

  • L'attore ha svelato i motivi della rottura con la sua compagna
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    L'attore ha svelato i motivi della rottura con la sua compagna

    Massimo Boldi e Irene Fornaciari si sono lasciati. Le parole dell'attore.

  • Coronavirus: vittime, contagi, nuovi focolai. Le news in tempo reale
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    Coronavirus: vittime, contagi, nuovi focolai. Le news in tempo reale

    Gli aggiornamenti in tempo reale sull'emergenza coronavirus in Italia.

  • Omicidio Sacchi, il fratello: "Anastasiya si era allontanata da Luca"
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    Omicidio Sacchi, il fratello: "Anastasiya si era allontanata da Luca"

    "Nell'ultimo periodo i miei rapporti con Luca non erano ottimi. E anche fra Luca e la fidanzata Anastasiya le cose non andavano bene, li avevo visti allontanarsi. Vedevo sempre più spesso Giovanni Princi: tra lui e Anastasiya invece i rapporti ultimamente erano sempre più buoni". Lo ha detto davanti ai giudici della Prima Corte di Assise di Roma, Federico Sacchi, fratello di Luca, il personal trainer ucciso con un colpo di pistola alla testa la notte tra Il 23 e il 24 ottobre davanti ad un pub nella zona di Colli Albani a Roma. Federico, che era presente la sera dell'omicidio, ha riferito di aver visto Princi allontanarsi dal pub, poco prima del delitto.  All'udienza di oggi, a porte chiuse, è stato ascoltato anche un amico di Luca Sacchi, Domenico Costanzo Marino Munoz, già sentito dagli inquirenti come persona informata sui fatti e presente anche lui sul luogo dell'omicidio. Il testimone ha detto di aver visto Anastasiya che veniva "colpita due volte con il bastone e quando Luca è intervenuto, Del Grosso ha fatto fuoco". Sul banco degli imputati ci sono Valerio Del Grosso e Paolo Pirino, i due ventenni di San Basilio autori materiali dell'aggressione, Marcello De Propris, che consegnò l'arma del delitto, il padre di quest'ultimo, Armando, accusato della detenzione della pistola, e Anastasiya, che nel processo è anche parte civile per la rapina subita.

  • Pensa di morire per il morso di un serpente: fugge a velocità elevatissima
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    Pensa di morire per il morso di un serpente: fugge a velocità elevatissima

    Convinto di essere stato morso da un serpente velenoso e di morire di lì a poco, un ragazzo ha viaggiato a 123 km/h in autostrada.

  • Scarpe Lidl da 13 euro a ruba: rivendute online anche a 100 euro
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    Scarpe Lidl da 13 euro a ruba: rivendute online anche a 100 euro

    Il prezzo competitivo e la decisione dell'azienda di non rimettere in commercio l'articolo, ha fatto sì che ci fosse una corsa alle sneakers

  • 'Rai1 gay', 'ipocrita': scintille Adinolfi-Diaco
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    'Rai1 gay', 'ipocrita': scintille Adinolfi-Diaco

    "Ho attaccato Pierluigi sul tema omosessualizzazione di Rai1: pensa che colpo (e che ascolti) per un dialogo tra me e lui a 'Io e te'. La scusa potrebbe essere l'uscita il 1 luglio del mio ultimo libro 'Il grido dei penultimi'. Non ho intenzione di essere aggressivo. Pensaci, sarebbe puntata storica e se avete fatto mezz'ora con Luxuria, si può fare mezz'ora anche con chi ha idee alternative a Luxuria". E' lo screenshot del messaggio inviato da Mario Adinolfi al coautore di 'Io e te', il programma di Rai1 condotto da Pierluigi Diaco che proprio Diaco ha deciso di pubblicare su Twitter per smascherare "l'ipocrisia" del leader del Popolo della Famiglia Adinolfi. Una decisione, quella del conduttore di 'Io e te', arrivata dopo le dichiarazioni pubbliche fatte in questi giorni da Adinolfi sulla omosessualizzazione di Rai1, resa evidente, a suo parere, dalla decisione della rete di togliere Lorella Cuccarini da La Vita in diretta e dalla scelta di conduttori omosessuali nel palinsesto della rete ammiraglia tra cui appunto Diaco di cui il leader del Popolo della Famiglia fa il nome assieme a quello di altri. "Ecco l’ipocrisia con la I maiuscola. Mario Adinolfi scrive al coautore di 'Io e te' Maurizio Gianotti per auto invitarsi in trasmissione a promuovere il suo libro. Dopo aver scritto peste e corna su di me. Faccia da...", scrive Pierluigi Diaco per spiegare lo screenshot.  Un tweet a cui Diaco aggiunge una ulteriore spiegazione poco dopo: "Per amore di verità. Il mio autore mi ha girato come sempre i messaggi in cui molti si auto invitano, detrattori e non. Tra questi c’era anche quello di Mario Adinolfi. Ho risposto al mio autore 'no, grazie'. Poi ho avuto un’idea: dimostrare il tasso di ipocrisia imperante". Immediato il commento di Luxuria su twitter: "La conferma che certe persone usano l’omofobia in maniera strumentale e opportunista per i propri comodi e interessi". Non manca a stretto giro la replica di Adinolfi: "Per la precisione, dopo aver visto i 35 minuti garantiti da Diaco a lei onorevole e i 20 assicurati a la Vita in Diretta per la propaganda al ddl Zan, la chiamerei verifica dell’esistenza di una lobby che domina Rai1. Violenta, che si copre l’uno con l’altro. Omofobia non ne vedo". "Le consiglierei dopo questa figuraccia di osservare una giornata di silenzio", gli ribatte Luxuria. Un suggerimento che infastidisce Adinolfi: "Guardate, il tentativo di silenziamento nei miei confronti lo tentate da tempo e in mille modi. Adesso vi siete ridotti a montare la panna utilizzando lo screenshot di un messaggio privato ad un autore Rai mio amico. State solo dimostrando di quali bassezze violente siete capaci". Chiude il cerchio il cinguettio sarcastico di Luxuria: "Quello che mi diverte è l’ego smisurato di chi pensa di alzare gli ascolti con la sua presenza: presuntuoso e ridicolo".

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    AGI

    Arcuri sulla scuola: "Serviranno 10 milioni di mascherine al giorno"

    AGI - Dieci milioni di mascherine al giorno. Tante ne serviranno nelle scuole italiane alla ripresa delle attività didattiche in presenza. Lo ha detto Domenico Arcuri, amministratore delegato di Invitalia e commissario straordinario per l'emergenza Covid-19 e, da pochi giorni, chiamato anche a gestire la fase di ritorno alla normalità scolastica. Arcuri ne ha parlato nel corso di un evento organizzato dal Centro Studi Americani, a Roma, dal titolo "Dall'emergenza Covid-19 al rilancio del sistema Italia"."Temo l'arrivo di una nuova ondata di contagi. Penso perà che sarà molto difficile che ci si rigetti nel dramma di marzo, ci sarà capacità di gestirla meglio". Lo ha detto Domenico Arcuri, amministratore delegato di Invitalia e commissario straordinario per l'emergenza Covid-19 e, da pochi giorni, chiamato anche a gestire la fase di ritorno alla normalità scolastica. Arcuri ne ha parlato nel corso di un evento-intervista organizzato dal Centro Studi Americani, a Roma, dal titolo "Dall'emergenza Covid-19 al rilancio del sistema Italia".Arcuri ha anche sottolineato che l'epidemia di coronavirus "non è finita, lo sarà quando si potranno somministrare decine di milioni di dosi di vaccino nel mondo". Il commissario ha parlato anche di "rilassamento complessivo" che viene registrato in giro, "imploro che sia un rilassamento consapevole" I nuovi focolaiAl crescere dei focolai di coronavirus "la situazione diverrà più problematica", sebbene oggi si sia in grado di riconoscerli in un tempo ravvicinato e anche trattati in un tempo altrettanto ravvicinato "come prima non eravamo capaci di fare".Proprio questa capacità di intercettare più rapidamente i focolai "ci potrà permettere di meglio gestirli", ha detto inoltre Arcuri, rilevando anche che "noi combattevamo contro un nemico invisibile e sconosciuto, oggi combattiamo contro un nemico invisibile ma parzialmente conosciuto". Certo, è anche vero che il fatto che ci siano dei focolai "purtroppo resterà cosi' fino al vaccino. In queste ultime due settimane abbiamo visto la capacita' quasi immediata di riconoscere in una comunità la presenza del virus, evitando cosi' di fare danni in quella comunità e la diffusione del virus". Arcuri ha sottolineato quindi che "se i focolai si moltiplicassero esponenzialmente vuol dire che c'e' un problema, e anche se non come a marzo sarebbe comunque molto maggiore della situazione attuale. Per questo - il suo appello - non ci dobbiamo rilassare troppo". I download di ImmuniL'app Immuni "non ha per ora raggiunto il target immaginato all'inizio". Lo ha riconosciuto senza mezzi termini Domenico Arcuri, amministratore delegato di Invitalia e commissario straordinario per l'emergenza Covid-19 e, da pochi giorni, chiamato anche a gestire la fase di ritorno alla normalità scolastica.La campagna di comunicazione "c'è e continua ad esserci", ha detto Arcuri, il quale ha spiegato che a suo parere "la principale delle ragioni per cui questo è successo ha a che fare con la fase del ciclo di vita dell'epidemia che stiamo vivendo, che trova una qualche forma comprensibile ma non condivisibile di rilassamento generale".Ad ogni modo il download della app Immuni procede, "e ci servirà molto a partire dall'autunno", periodo che molti vedono come quello per l'arrivo di una nuova ondata di contagi.

  • Belen smentisce il tradimento del marito con Alessia
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    Belen smentisce il tradimento del marito con Alessia

    Con una recente Storia su Instagram, Belen Rodriguez ha difeso la collega Alessia Marcuzzi dalle accuse di tradimento con il marito Stefano

  • Se il coronavirus permane nell'aria e non solo nelle "goccioline" (l'opinione di Massimo Galli)
    Salute
    Askanews

    Se il coronavirus permane nell'aria e non solo nelle "goccioline" (l'opinione di Massimo Galli)

    Cosa ne pensa l'infettivologo, in attesa dell'Oms. Perch cambierebbe tutto

  • Notizie
    AGI

    Mezzo milione di fedeli in fuga, cosa succede alla Chiesa in Germania?

    AGI- Abbandonare la Chiesa è facile facile in Germania. Basta compilare l'apposito formulario, pagare una piccola somma per la conseguente procedura burocratica e firmare: il gioco è fatto. Il piccolo dettaglio che sta gettando nel panico le massime autorità religiose del Paese è che nel corso degli ultimi dodici mesi l'hanno fatto oltre 540 mila tedeschi, equamente suddivisi tra la chiesa cattolica e quella evangelica, ossia un'emorragia di circa 270 mila fedeli cadauna.Mezzo milione di "fuoriusciti", mezzo milione di persone che non solo decidono di allontanarsi dalla vita religiosa del Paese, ma sentono l'impellenza di registrarlo ufficialmente, con tutti i crismi: è l'equivalente della popolazione di una grande città come Hannover o Dresda, calcola Tilmann Kleinjung sull'emittente Br. Che aggiunge: "Non bisogna essere dei profeti per capire che nel giro di pochi anni i cristiani in Germania saranno una minoranza".Un "esodo di massa", lo chiama il giornalista tedesco, uno dei maggiori esperti di cose religiose nella patria di Goethe e di Beethoven. È un allarme rumoroso, che attraverso diagonalmente tutto il Paese, che modifica l'idea che la Germania ha di se stessa."Deploro ogni singola uscita", dice il presidente del Comitato centrale dei cattolici tedeschi, Thomas Sternberg, all'agenzia di stampa cattolica Kna. La sua diagnosi è spietata: "Le persone voltano le spalle alla Chiesa, alla quale hanno appartenuto per tanti anni, perché sono arrabbiati per l'accumulo di riforme mancate e perché non si fidano più di lei".Lo scenario che fornisce il vescovo di Wuerzburg, Franz Jung, è più largo: "C'è una crescente polarizzazione della società, nella quale la comunicazione diventa sempre più greve", con il risultato che un confronto reale "è sempre piu' difficile", dato che "invece di soluzioni differenziate si preferiscono spiegazioni semplici, prediligendo immagini nemiche e teorie cospirazioniste".La Chiesa, invece, dovrebbe occuparsi di più dei bisogni reali sul territorio, e "prendere atto della disperazione del mondo", che per quanto riguarda la Chiesa equivale a dire che vi sono state lacune sinanche nell'affrontare "il tema degli abusi". Cosa succede in GermaniaKleinjung spiega che ormai "neanche a Natale le persone vanno più in chiesa, e quando ricevono lo stipendio si chiedono: perché sono ancora membro? Che le chiese attraverso gli scandali degli abusi e finanziari del passato abbiano danneggiato a lungo termine la propria immagine ovviamente rende a molti più facile la decisione di andarsene".Dunque urge un deciso cambio di passo, ammette il presidente del consiglio della Chiesa evangelica tedesca (Ekd), Heinrich Bedford-Strohm, parlando con il domenicale della Bild: "Non possiamo aspettare che le persone tornino nelle nostre chiese e nelle nostre comunità. Dobbiamo andare fuori noi, là dove si svolge la quotidianità delle persone. La Chiesa deve allargare le braccia, essere sul posto quando scatta l'emergenza, dobbiamo immischiarci, protestare e aiutare concretamente, se i profughi affogano nel Mediterraneo e tutti stanno solo li' a guardare".Dati alla mano, le prospettive sono fosche per i cristiani in Germania: l'economista Bernd Raffelhueschen ha calcolato che entro il 2060 solo un quarto degli abitanti della Germania faranno parte di una delle due chiese. Oggi la maggior parte lascia ufficialmente la propria confessione intorno ai trent'anni, come conferma anche la teologa evangelica Isolde Karle, in particolare al giro di boa della prima dichiarazione dei redditi: secondo lei, i giovani tendono venire meno alla socializzazione religiosa, e pertanto "escono quando non capiscono più perché mai dovrebbero finanziare la Chiesa".Facile immaginare che il coronavirus porterà presto una nuova mazzata: "Durante la pandemia le Chiese non sono state abbastanza visibili", afferma ancora la teologa. E se, d'altra parte, prevarrà il "business as usual", il rischio è che la chiesa cristiana si riduca ad essere "una setta", incalza Kleinjung, "una comunità composta solo da persone già convinte".In termini simili si esprime il cardinale Reinhard Marx, che fino allo scorso marzo era presidente della Conferenza episcopale tedesca: "È importante che torniamo ad imparare, non solo dai propri testi, dalla propria tradizione, ma anche dalla storia dell'uomo, dai movimenti per la liberazione, così come dalle scoperte scientifiche", ha spiegato al Deutschlandfunk. "Per qualcuno ancora oggi è strano che anche la Chiesa debba ancora imparare qualcosa". Una sfida enorme, forse esistenziale.

  • Renzi: "Basta populismo, cacciare Benetton è impossibile"
    Politica
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    Renzi: "Basta populismo, cacciare Benetton è impossibile"

    "Sono entusiasta che ci abbiano dato ragione sullo sblocco dei cantieri dopo averci insultato per mesi, ma ora i risultati si devono vedere. Lo stesso vale per Autostrade: è il momento di passare dalle chiacchiere ai fatti. Dopo due anni non si può continuare ad urlare 'revocheremo' o 'cacceremo i Benetton'. Perché è molto semplice, ma impossibile da farsi: basta col populismo degli annunci". Lo dice Matteo Renzi a La Stampa.  "Tutti sapevano che la gestione sarebbe andata ad Autostrade: era già previsto all'inizio del percorso. Ma ora basta con la politica dei rinvii. Non puoi dire 'revoco', lasciando aperta così a lungo la questione. In un senso o nell'altro le decisioni vanno assunte. Perché altrimenti rischiamo una doppia beffa: il ponte è ricostruito e il dossier resta aperto. E l'eventuale revoca si trasforma in un regalo per la proprietà". Renzi, lei è diventato il miglior alleato di Conte per paura delle elezioni anticipate? "Siamo alle solite esagerazioni. Non siamo alleati supini del premier, né abbiamo paura delle urne. Il 21 settembre, con le elezioni regionali, molti se ne renderanno conto. Nelle vittorie del centrosinistra, Italia Viva sarà determinante. Faccio un ragionamento sul Paese: se andassimo a elezioni prima della scadenza del Quirinale, faremmo un gigantesco autogol e un regalo ai sovranisti. Dobbiamo eleggere un presidente della Repubblica europeista e anti-sovranista". Si parla tanto di riforma elettorale ma tanto finirà sul binario morto ad agosto? "Trovo allucinante che si insista a parlare di legge elettorale in questo momento".

  • Fase 3, tornano le vecchie abitudini ai bar
    Sport
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    Fase 3, tornano le vecchie abitudini ai bar

    Tornano finalmente le carte da gioco sui tavolini dei bar, i quotidiani e riviste dai parrucchieri e centri estetici.

  • Covid, bengalese positivo viaggia in treno: denunciato
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    Covid, bengalese positivo viaggia in treno: denunciato

    L'uomo di ritorno a Roma dopo essere stato prima in Romagna e poi nelle Marche, è stato fermato dalla Polfer alla stazione Termini.

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    Indonesia, arrestato francese per "abuso sessuale" su 300 minori

    Pensionato 65enne rischia anche la pena di morte

  • Il conduttore è stato querelato dal giudice
    Politica
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    Il conduttore è stato querelato dal giudice

    Nicola Porro e Rete 4 sono stati querelati dal giudice Antonio Esposito.

  • Durante una lite ha lanciato il cagnolino dal quarto piano: deferita 44enne
    Salute
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    Durante una lite ha lanciato il cagnolino dal quarto piano: deferita 44enne

    Secondo le prime ricostruzioni dei carabinieri la donna ha gettato il cane dalla finestra al culmine di una lite con il compagno.

  • Notizie
    AGI

    Bagno di 'sangue' in Gran Bretagna, 60 mila posti di lavoro a rischio

    AGI - È un giovedì nero per il mercato del lavoro in Gran Bretagna: 60 mila posti di lavoro a rischio, secondo il Daily Mail, una raffica di licenziamenti annunciati dai grandi magazzini John Lewis, dalla Rolls Royce, dalle farmacie Boots, a Burger King.I giornali britannici parlano di un "bagno di sangue". E tutto ciò arriva a meno di 24 ore dal piano di aiuti da 30 miliardi di sterline che il cancelliere dello Scacchiere Rishi Sunak ha varato proprio per limitare i licenziamenti e offrire sostegno a chi ha già perso il lavoro. "È un pugno sul naso" a Sunak, commenta il Daily Mail. JOHN LEWIS: 1.300 POSTI A RISCHIO John Lewis conferma che otto dei suoi negozi non riapriranno dopo i lockdown, mettendo a rischio 1.300 addetti. La catena di grandi magazzini, già in sofferenza per la concorrenza delle vendite online, chiuderà permanentemente i principali siti di Birmingham e Watford, nonché piccoli negozi all'aeroporto di Heathrow, alla stazione ferroviaria di St. Pancras a Londra e i quattro negozi 'At Home' a Croydon, Newbury, Swindon e Tamworth."Prima della pandemia - si legge in una nota - gli 8 negozi erano già in difficoltà e noi già vendevamo online il 40% dei nostri prodotti". L'intenzione di John lewis è di arrivare a vendere online tra il 60% e il 70% dei prodotti a partire dal prossimo anno. BURGER KING: 10% RISTORANTI POTREBBERO NON RIAPRIREAlla catena di fast food Burger King, finora, solo 370 dei suoi 530 ristoranti in Gran Bretagna hanno riaperto. L'amministratore delegato Alasdair Murdoch alla Bbc ha dichiarato che i danni economici derivanti dalla crisi potrebbero costringere la società a chiudere permanente fino al 10% dei suoi locali. I posti a rischio sono 1.600."Non vogliamo perdere nessun lavoro - ha detto Murdoch - Ci sforziamo di non farlo, ma si deve presumere che tra il 5% e il 10% dei ristoranti potrebbe non essere in grado di sopravvivere. Non siamo i soli, penso che questo valga per tutti quelli nel nostro settore". ROLLS ROYCE: IN 3 MILA CHIEDONO USCITA VOLONTARIAAlla Rolls Royce sono oltre 3 mila i lavoratori che hanno chiesto l'uscita volontaria. La società fa sapere che circa i due terzi dei lavoratori lasceranno l'attività entro la fine di agosto. La notizia arriva sette settimane dopo che Rolls-Royce ha dichiarato che avrebbe tagliato 9.000 posti di lavoro il 17% dei suoi 52 mila addetti a livello globale, avvertendo che le fabbriche nel Regno Unito sarebbero state quelle colpite in modo peggiore. Il colosso dei motori per aerei con sede a Derby aveva già dovuto affrontare diversi problemi prima dell'arrivo della pandemia di coronavirus. FARMACIE BOOTS LICENZIERANNO 4 MILA ADDETTILa catena farmaceutica britannica Boots annuncia la sua intenzione di tagliare oltre 4 mila posti di lavoro in Gran Bretagna, a causa del forte calo delle vendite legato al coronavirus. Boots, la cui proprietà è statunitense, ha in programma una "significativa ristrutturazione dei suoi uffici, dei negozi e del quartier generale", la quale porterà al "taglio di 4 mila posti e di 48 negozi di ottica". UN DURO COLPO PER RISHI SUNAKLa raffica di licenziamenti è un'umiliazione per il neo-ministro Rishi Sunak, che ieri ha lanciato un pacchetto di aiuti da 30 miliardi di sterline per salvare l'economia britannica che includeva un "bonus di mantenimento del lavoro" da 1.000 sterline per le imprese che riportavano indietro i lavoratori, e pasti a metà prezzo al ristorante finanziati dal governo.Stamattina un Cancelliere dalla faccia cupa ha ammesso di non poter proteggere tutti i lavoratori e che il Regno Unito è sulla buona strada per una "grave" recessione. Lucy Powell, ministro degli Affari ombra, ha dichiarato: "Nonostante gli annunci di ieri, la perdita di posti di lavoro sta continuando rapidamente. Abbiamo bisogno di un sostegno più mirato nei settori più difficili". Il sindacalista Len McLuskey, numero uno dell'Unite the Union, il sindacato affiliato ai laburisti, ha detto che Sunak ha "fallito": non è riuscito a impedire altri licenziamenti in Gran Bretagna.

  • Politica
    Askanews

    Mul(Fi): Conte riferisca in Parlamento su incontro con Casaleggio

    "Aule devono conoscere intenzioni governo su rapporti con Cina"

  • L’inchiesta: il Covid-19 potrebbe esistere dal 2012
    Notizie
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    L’inchiesta: il Covid-19 potrebbe esistere dal 2012

    Il coronavirus potrebbe essere nato in una miniera cinese abbandonata e popolata da pipistrelli nel 2012. È quanto sostiene un’indagine del Sunday Times.

  • Emanuele Filiberto: "Basta con la politica dei selfie"
    Politica
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    Emanuele Filiberto: "Basta con la politica dei selfie"

    “Basta con la politica dei selfie con la bandiera. Servono piani concreti per l'Italia che così, a ripartire non ce la fa. E cosa han fatto i politici, mentre tutti gli altri in Europa hanno prodotto soluzioni vere?”. Lo dice intervistato dal Corriere della Sera, Emanuele Filiberto di Savoia, a proposito del suo nuovo movimento che si chiama Realtà Italia. “Se Realtà Italia, il nome della mia nuova associazione, sarà in futuro un movimento politico o se resterà un movimento di idee per l'Italia non lo so. Ma se - spiega - deve finire in politica, che sia”. E osserva: “Dico quel che penso: non è questa l'Italia che sognavo in esilio. I giovani senza futuro”. Sul fatto che il ministro dell'Economia Gualtieri prometta meno tasse e più risorse alla scuola dichiara: “Non mi convince il governo e neppure l'opposizione che riempie le piazze. Negli Usa ho un'attività di ristorazione on the road con i truck Prince of Venice. Con il Covid ho dovuto chiudere due mesi, mettere i dipendenti in cassa integrazione... bene tutti hanno subito ricevuto un bonus di lavoro. Quanto agli affari, in tempo di crisi è l'ora di cogliere opportunità: sto rilevando nuovi locali per ampliare poi il business. E intanto con Realtà Italia porterò a un tavolo virtuale, con il webinar Meraviglia Italia, questa sera alle ore 18, imprenditori del turismo e della bellezza”. “Questa sarà un'estate di idee per il Paese che amo. Ma non c’è – riferisce - visione di lungo termine, sanità e scuola da ricostruire, disoccupazione”. E conclude: “Non mi serve la politica per vivere. E non dico di avere la soluzione ma i giusti contatti per mettere attorno a un tavolo persone che saprebbero cosa fare: sono solo un aggregatore, un incubatore o un incanalatore di idee”.

  • A bordo della Sea Watch 3 rischi anche per i migranti soccorsi. La Guardia Costiera la ferma
    Politica
    AGI

    A bordo della Sea Watch 3 rischi anche per i migranti soccorsi. La Guardia Costiera la ferma

    La nave Sea Watch 3 non potrà lasciare l'attracco di Porto Empedocle. Almeno non fino a quando l'armatore - e, se sarà necessario, la Germania, Paese dove ha sede l'ong - non avranno risolto le irregolarità trovate sulla nave. Quando sono saliti a bordo, gli uomini della Guardia Costiera sapevano dove cercare: la Sea Watch 3 era rimasta in mare per giorni, da quando aveva soccorso 211 persone (28 delle quali sarebbero poi risultate positive al Covid-19) di fatto fuori da ogni controllo delle autorità nazionali.Nel braccio di ferro che da anni ormai oppone l'ong tedesca ai governi italiani, gli uomini e le donne della Sea Watch hanno cercato di non farsi cogliere in fallo soprattutto in epoca di pandemia. Quando, trasferiti i migranti sulla nave-quarantena 'Moby Zazà', è stato loro notificato l'obbligo di mantenere l'isolamento per due settimane, hanno protestato di aver sempre adottato un rigido protocollo anti-contagio in tutte le fasi della missione.Ma non era l'uso di tute di biocontenimento durante il salvataggio o il continuo monitoraggio delle condizioni dei migranti a essere in discussione, quanto piuttosto il rispetto delle regole nel momento stesso in cui la missione aveva avuto inizio, in un momento particolarmente delicato per il Paese, esposto tra una timida riapertura e la minaccia di nuovi lockdown. Un esempio per tutti gli episodi di contagio legati a cittadini della comunità bengalese a Roma, casi che si sono ripetuti e che hanno portato alla decisione di sospendere per una settimana tutti i voli provenienti da Dacca. E quelle regole, ha rilevato la Guardia Costiera, non erano state rispettate, tanto in materia di sicurezza della navigazione che di protezione dell'ambiente e tutela del personale navigante, ma anche dei migranti stessi. E così è stato deciso lo stop per la Sea Watch 3: fermo amministrativo fino alla rettifica delle irregolarità che, è stato rilevato, comprometterebbero non solo la sicurezza della nave e dell'equipaggio, ma anche delle persone che sono state e che potrebbero essere recuperate durante i soccorsi.I 169 migranti salvati in acque internazionali erano stati trasferiti sulla Moby Zazà. Quelli risultati negativi al coronavirus sono stati poi sbarcati a Porto Empedocle, mentre a bordo della nave quarantena, sono rimasti, sulla zona rossa del ponte 7, coloro che erano risultati positivi: una trentina di persone.