A Roma i resti dell'auto della scorta di Falcone, la 'Quarto Savona Quindici'

(Adnkronos) - A piazza San Silvestro i resti della "Quarto Savona Quindici", nome in codice della Croma blindata su cui viaggiavano gli uomini della scorta di Giovanni Falcone: Antonio Montinaro, Vito Schifani e Rocco Dicillo. Alla presenza di Tina Montinaro, vedova del capo scorta Antonio, del presidente della Regione Nicola Zingaretti e del sindaco di Roma Roberto Gualtieri, è stata scoperta la teca con quel che resta dell’auto.

‘’Non è un caso che abbiamo voluto esporre l’auto della scorta tre giorni dopo il trentennale della strage di Capaci - ha detto Zingaretti-perché è giusto ricordare nel giorno gli anniversari ma la lotta alle mafie si fa tutti i giorni con i comportamenti individuali e collettivi,365 giorni l’anno. A fine giugno pubblicheremo l’ennesima edizione di Lazio senza mafie il più puntuale rapporto della presenza delle famiglie mafiose nei comuni del Lazio e nei quartieri di Roma perché si sappia e nessuno possa parlare di omertà e di silenzi.’’.

Per Gualtieri ‘’vedere questa carcassa d’auto è doloroso, ferisce la sensibilità di chiunque ma è necessario perché aiuta a comprendere in maniera diretta cosa è stata ed è la violenza della mafia che si è abbattuta contro dei servitori dello Stato ma che in realtà era rivolta verso ciascuno di noi perché la violenza della mafia punta a togliere libertà alle persone. E’ importante vedere tanti giovani qui onorare gli eroi della nostra libertà. L’impegno civico è fondamentale, la mafia si batte con la repressione e i controlli, perché la mafia c’è e noi dobbiamo essere attenti, ma si batte se a fianco di tutto ciò c’è una partecipazione consapevole dei cittadini’’.

‘’Pochi giorni c’è stato il trentennale della strage di Capaci. Pensavano di averci fermato, di aver vinto loro ma abbiamo dimostrato che non hanno vinto loro’’, ha detto Montinaro. ‘’La ‘Quarto Savona’ continua a macinare chilometri, la portiamo in tutta Italia per far vedere ai giovani quello che ha fatto la mafia. Si devono vergognare di quello che hanno fatto. La memoria deve appartenere ad ognuno di noi. Quando muore un uomo dello stato ha perso l’Italia. Mi rivolgo non solo ai giovani ma anche agli anziani come me: tutti insieme dobbiamo volere fortemente il cambiamento’’.

Alla cerimonia erano presenti anche il Prefetto Francesco Messina, Direttore Centrale Anticrimine della Polizia di Stato, Gianpiero Cioffredi, Presidente dell’Osservatorio per la Sicurezza e la Legalità della Regione Lazio e il sottosegretario con delega alla sicurezza Franco Gabrielli. Insieme a loro, molti studenti di scuole romane e del Lazio. L’esposizione della Teca è stata promossa dalla Regione Lazio in collaborazione con il Comune di Roma, la Polizia di Stato, l’Associazione "Quarto Savona Quindici" e Acea e potrà essere visitata dal 26 al 29 maggio e dal 31 maggio al 2 giugno.

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