Roma, retroscena Friedkin: con Pallotta è gelo, ma poteva entrare nel club già tre anni fa

Omar Abo Arab

Spunta un curioso retroscena su Dan Friedkin che, fino all'inizio di marzo, era virtualmente il nuovo proprietario della Roma. Poi, è storia nota, con l'arrivo del coronavirus e della grave crisi economica la trattativa tra il magnate texano e James Pallotta ha imboccato la via delle riflessioni sul prezzo, per andare poi a finire in un vicolo cieco.


Ma secondo quanto rivelato dalla Gazzetta dello Sport Dan Friedkin sarebbe potuto entrare nel club giallorosso, come socio, già tre anni fa. Rifiutò l'offerta e ora, quasi a chiamare il karma, la situazione è invertita. E' James Pallotta che ha rifiutato la nuova proposta di Friedkin da 575 milioni di euro (85 dei quali immessi nel club). Una cifra diversa e molto più bassa della prima offerta.


Dopo aver valutato i conti della Roma Dan Friedkin aveva valutato tutto il pacchetto azionario, debiti compresi, 660 milioni, che avrebbero garantito a Pallotta e ai suoi soci una plusvalenza da 30 milioni di euro, ma condizionata alle cessioni almeno di Pastore e Juan Jesus. L'obiettivo miseramente fallito ha portato Friedkin ad abbassare l'offerta fino a 610 milioni di euro. L'attesa di Pallotta nell'accettare (o rifiutare) l'offerta fece arrivare la trattativa ai primi di marzo, in coincidenza con lo scoppio della pandemia che ha bloccato tutto. Poi uno scambio frenetico di mail dal 10 fino a fine maggio tra Marc Watts (per conto di Friedkin) e Bob Needham (per conto di Pallotta). Ma l'ultimo messaggio tra i due, pare, ha sancito la rottura.


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