Roma, rimossa scritta CasaPound da sede

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Rimossa la scritta CasaPound dal palazzo occupato che ospita la sede del movimento in via Napoleone III, a Roma. "È solo inizio - scrive in un tweet la sindaca di Roma Virginia Raggi - Ora va sgomberato l'immobile e deve essere restituito alle famiglie che ne hanno davvero diritto. Va ripristinata la legalità. Fino in fondo". 

CasaPound Italia replica in una nota: “Virginia Raggi ha ragione. In una città diventata latrina e barzelletta d’Italia, la bellezza di una scritta di marmo perfettamente in linea con lo stile razionalista di un palazzo anni ’30 stona troppo. La togliamo momentaneamente in attesa della rinascita di Roma che avverrà il giorno, ormai prossimo, in cui il flagello talebano della giunta Raggi sarà definitivamente sconfitto e cacciato dalla Nostra città”.  

"La cosa più emblematica di questo teatrino stucchevole volto a provocare, a suscitare una nostra reazione scomposta e al riposizionamento politico del sindaco è che la scritta sulla facciata del palazzo, nonostante ci abbiano obbligato a rimuovere le lettere, si legge ugualmente" commenta all'Adnkronos il vicepresidente di CasaPound Italia Andrea Antonini, indicando il segno lasciato sul marmo dalle lettere che sono state svitate dagli attivisti e custodite all’interno dell’occupazione.  

"Siamo pronti a rimettere le lettere in qualsiasi momento, anche domani (VIDEO). Certamente lo faremo quando cadrà Virginia Raggi, che non sarà rieletta sindaco di Roma" dice Antonini, ricordando che "oggi scadeva il termine dei 10 giorni per la rimozione delle lettere sulla facciata del palazzo". Gli agenti della polizia locale non sono intervenuti con la rimozione 'in danno' perché le lettere fissate alla facciata del palazzo con gli stop sono state rimosse dagli stessi militanti della tartaruga frecciata. Antonini in strada ha avuto un colloquio di alcuni minuti con Raggi (VIDEO) invitandola a visitare l’occupazione, ma la sindaca ha declinato e andando via ha rincarato: "Questo è solo l’inizio, dovete lasciare l’immobile occupato abusivamente, ci sono tanti romani in emergenza abitativa". Nel corso del botta e risposta Antonini ha invitato la sindaca a occuparsi dell’ex colonia Vittorio Emanuele di Ostia "dove abbiamo scoperto che il Comune paga ancora le utenze, quel locale è pieno di spacciatori e immigrati irregolari: su questo abbiamo sporto denuncia contro il Comune". "Nel corso del tempo - rileva Antonini - abbiamo ricevuto 300 euro di multe circa per via dell’insegna, in violazione del regolamento sulla Cosap, di quello sulle affissioni pubbliche e del regolamento edilizio". "Il gioco della sindaca - sostiene Antonini - non è solo politico ma oggi ha fatto questa provocazione sperando in una reazione scomposta per poi dimostrare la pericolosità di questa occupazione, cosa che non è. Raggi non sa nulla di Roma ma è ossessionata da CasaPound, passa più tempo qui sotto che ad amministrare la città".