Roma, rimossa scritta dall’edificio occupato da Casapound

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I militanti di Casapound hanno eliminato le scritte dal palazzo occupato in via Napoleone III a Roma. Infatti era in scadenza il termine dei 10 giorni stabilito dalla sindaca Virginia Raggi per la rimozione delle lettere di marmo stile fascista sulla facciata dell’edificio.

La rimozione della scritta

La scritta “Casapound” in gigantesche lettere di marmo stile fascista sulla facciata dello storico palazzo di via Napoleone III a Roma, occupato da tempo dal movimento di estrema destra, è stata tolta dagli attivisti. Infatti l’operazione di rimozione, prevista per la mattina del 7 agosto, per lo scadere del tempo stabilito dal Campidoglio. Sopra ciò che rimane della scritta è rimasto lo striscione con scritto: “Questo è il problema di Roma”. Gli attivisti hanno spiegato la loro scelta: “Non vogliamo far fare una passerella alla sindaca di Roma che domani sarebbe venuta qui per farla rimuovere. La colla però rimane, così passato domani la rimetteremo”. In un tweet la sindaca di Roma, Virginia Raggi, ha detto la sua sul loro gesto: “È solo inizio. Ora va sgomberato l’immobile e deve essere restituito alle famiglie che ne hanno davvero diritto. Va ripristinata la legalità. Fino in fondo. #CasaPound”. La sera del 6 agosto Raggi è giunta sotto la sede di Casapound e ha chiesto a uno degli attivisti di rimuovere anche lo striscione. Gli attivisti a quel punto hanno attaccato la sindaca: “Questa città questa scritta non la merita. La rimettiamo quando lei non è più sindaco, cioè a brevissimo”. Dopo la replica di Virginia Raggi, Andrea Antonini, vicepresidente di Casapound Italia, senza esitazione ha subito replicato: “Siamo pronti a rimettere le lettere in qualsiasi momento, anche domani. Certamente lo faremo quando cadrà Virginia Raggi, che non sarà rieletta sindaco di Roma”.