Roma, rubavano da casse automatiche Atac: arrestati 11 vigilantes

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Roma, 5 dic. (askanews) - Undici vigilantes sono finiti agli arresti domiciliari a Roma con l'accusa, a vario titolo, di peculato e simulazione di reato ai danni dell'Atac. Per altri due è stato applicato l'obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria.

E' il bilancio di un'operazione della Guardia di Finanza della Capitale che, durante le indagini coordinate dalla Procura di Roma, ha accertato "gravi e reiterate condotte" di cui sono accusate delle guardie giurate dipendenti della società di vigilanza che si è aggiudicata l'appalto sulla gestione dei servizi di prelievo, ricarica, trasporto e vigilanza dei titoli di viaggio e del denaro delle casse automatiche (parcometri, biglietterie, macchine distributrici di biglietti bus e metro) di proprietà dell'Atac.

I diversi riscontri eseguiti dalla GdF, sia presso l'azienda municipalizzata, sia esaminando le stesse macchine distributrici di biglietti, hanno permesso di delineare "un collaudato sistema criminale, tanto semplice quanto dannoso". Secondo gli inquirenti gli indagati attraverso alcuni stratagemmi e approfittando della vetustà ed obsolescenza delle macchine emettitrici di biglietti, asportavano dalle casse banconote e monete, spesso anche non rendicontate dal contatore elettronico. Condotte criminali sistematiche e fonte di danni costanti per Atac. Il profitto veniva utilizzato per l'acquisto di beni di consumo di varia natura e per il pagamento di vacanze. Tutti gli indagati sarebbero stati ampiamente a conoscenza del sistema, ma alcuni di loro preferivano agire individualmente o, comunque, senza dividere con il collega di turno il provento dell'attività illecita.

La media del guadagno illecito per ciascuno degli indagati è stimata tra i 250 e i 500 euro al giorno. Per giustificare gli ammanchi, quando rilevati dalla società titolare dell'appalto in sede di rendicontazione, le guardie ricorrevano a espedienti di ogni tipo, arrivando anche a simulare dei tentativi di furto.