A Roma sfila popolo pace, senza simboli partito. Con Letta e Conte

Image from askanews web site
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Roma, 5 nov. (askanews) - "Cessate il fuoco subito, negoziato per la pace, solidarietà con il popolo ucraino e con le vittime di tutte le guerre". E' quanto chiede la piattaforma della manifestazione per la pace convocata oggi a Roma e promossa dalla coalizione Europe for Peace.

Il raduno è previsto alle 12 in piazza della Repubblica da dove, alle 13, partirà il corteo che raggiungerà piazza San Giovanni. Qui dal palco verrà letta la piattaforma dell'iniziativa e una lettera del presidente della Cei Matteo Zuppi, a cui seguiranno gli interventi di rappresentanti delle principali organizzazioni aderenti, circa 600, tra cui si segnalano Arci, Libera, Anpi, Agesci, Legambiente, Sbilanciamoci!, Rete per il Disarmo, Action Aid, Antigone, Capodarco, Legambiente, Wwf, Greenpeace, Comunità di Sant'Egidio, Emergency, Cgil, Cisl, Uil.

Gli organizzatori hanno invitato a non esporre bandiere e simboli di partito. Non ci saranno dunque interventi di esponenti parlamentari, che però hanno annunciato in massa la loro partecipazione. Adesioni formali sono arrivate da Alleanza Verdi-Sinistra, Pd, M5S, e tutti i leader di queste formazioni, in primis Enrico Letta e Giuseppe Conte, sfileranno al corteo, oltre a una delegazione di 17 europarlamentari di diversi gruppi guidati da Pierfrancesco Majorino del Pd.

Seppur senza simboli di partito, la manifestazione per la pace una lettura politica tuttavia ce l'avrà: nata anche sull'insistenza del presidente del M5s Conte, la manifestazione romana è destinata a contrapporsi a una simile iniziativa che si svolgerà in contemporanea a Milano (alle 16 dall'Arco della Pace) e che è stata organizzata dal Terzo Polo, seppur anche qui con finalità "non di partito". Nel capoluogo lombardo sfileranno, tra gli altri, Matteo Renzi e Carlo Calenda, e proprio quest'ultimo ha invitato il Pd a disertare la manifestazione di Roma se a prevalere, nella linea di quella manifestazione, dovesse essere quella del M5s. Nel mirino dei centristi c'è l'atteggiamento, definito "ambiguo" del partito guidato da Conte, che si oppone a nuovi invii di armi all'Ucraina e che chiede all'Italia e all'Europa il dialogo con la Russia.