Roma, sgominata banda narcotrafficanti

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Arrivava a guadagnare 500mila euro al mese il gruppo smantellato dai carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Roma. I militari hanno eseguito questa mattina un'ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip di Roma, su richiesta della Dda, nei confronti di 16 persone. Le accuse, contestate dal procuratore facente funzioni Michele Prestipino e dal pm Barbara Zuin, sono, a vario titolo, di associazione per delinquere finalizzata al traffico e allo spaccio di sostanze stupefacenti del tipo cocaina, hashish e marijuana, aggravata dall'uso di armi.  

L'organizzazione, capeggiata da Daniele Ferri, riforniva di cocaina, hashish e marijuana i quartieri romani del Trullo, Monteverde e Montespaccato. La base logistica del gruppo era al Trullo in Via Monte delle Capre in un negozio di parrucchieri della madre dell'arrestato, risultata estranea ai fatti. Tra gli arrestati anche un poliziotto che forniva al gruppo supporto logistico e operativo svolgendo anche il recupero crediti.  

"Facciamo una guerra, non c'è problema. Poi mettiamo i 'pischelli' a vendere la droga", diceva Daniele Ferri. Le indagini, partite nel 2017, hanno permesso di accertare come il gruppo avesse a disposizione armi per minacciare gli altri gruppi e per impossessarsi delle piazze di spaccio.  

"Ci sono una serie di segnali molto allarmanti che mostrano a Roma una violenza sempre più brutale nella riscossione dei crediti legati alla droga". A spiegarlo il procuratore facente funzioni Michele Prestipino in conferenza stampa. "Tortura, violenze feroci, fino ad arrivare al sequestro di persona emergono come una costante nelle indagini portate avanti negli ultimi due anni sul territorio romano - ha sottolineato Prestipino - Una ferocia sostenuta dalla disponibilità di armi di gruppi organizzati che gestiscono le piazze di spaccio, con giri d'affari milionari e una concorrenza agguerrita".