Roma, Slowfood e ecosolidali: Raggi fermi fast food Caracalla

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Roma, 30 lug. (askanews) - Circa 50 associazioni romane tra cui Slow Food, i soci di Banca Etica, diverse Bottege del commercio equo e gruppi di acquisto solidali e organizzazioni di produttori della Capitale riuniti nella Rete Romana si Economia Sociale e Solidale (Ress) chiedono alla sindaca di Roma Virginia raggi e alla amministrazione capitolina tutta di fermare l'apertura di un Mc Donald's nell'area delle Terme di Caracalla. "Non è pensabile accettare di accogliere in uno dei luoghi più incantevoli e preziosi del pianeta, patrimonio Unesco, la sintesi plastica di uno stile di vita e di gastronomia che confligge con la cultura della Capitale d'Italia e del Paese, e allontana da essa i suoi cittadini, soprattutto i più piccoli - denunciano le associazioni in un lungo appello pubblico -. Nel nuovo regolamento capitolino per il commercio per il centro della città è esclusa la possibilità di aprire fast food, proprio per non sfigurarne l'identità storica: perché ne' il Municipio I ne' l'amministrazione centrale hanno vigilato sull'applicazione delle proprie stesse regole?". "Chiediamo ai diversi livelli dell'amministrazione capitolina di non trasformare questo episodio nell'ennesimo scontro inconcludente tra opposte tifoserie - sottolineano le organizzazioni - ma di agire quel potere che esercitano anche a nostro nome per fermare questo che non è, come pure qualcuno sostiene, "come un qualsiasi altro ristorante", ma, a prescindere da un legalismo senza visione, è l'ennesimo scempio dell'identità di Roma". "L'Amministrazione TUTTA si faccia promotrice e parte attiva di un Tavolo di lavoro per una proposta alternativa su quell'area aperto a cittadini, associazioni, realtà territoriali che si occupano di sostenibilità e qualità della vita - chiedono le organizzazioni -. A Roma e nel Lazio ce ne sono tante e sono pronte a costruire insieme un progetto che sia degno della Città più bella del mondo e della cultura italiana. Una progettualità che integri l'area dell'ex vivaio a quella delle Terme di Caracalla, offrendo ai turisti che visitano il complesso termale e ai cittadini un'esperienza olistica con approfondimenti culturali e multimediali sulla storia delle Terme, punti di ristoro di qualità in linea con la tradizione gastronomica romana, giardini e fontane, parchi e giochi per i bambini in linea con i più moderni e apprezzati modelli esistenti nelle città europee". "Si può fare, chi non lo vorrà si assumerà la responsabilità di spiegarlo e rispondere nel merito a cittadine, cittadini e alle nostre associazioni", concludono.