Roma, "Un giorno tutto questo sarà tuo": la prima personale di Pajè

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Roma, 18 nov. (askanews) - Fondazione smART - polo per l'arte presenta, mercoledì 27 novembre alle ore 19.00, il nuovo progetto espositivo "Un giorno tutto questo sarà tuo", la prima personale a Roma dell'artista Mattia Pajè a cura di Saverio Verini.

La mostra - informa una nota - è l'esito di un periodo di residenza negli spazi della Fondazione, svoltosi nell'arco di cinque mesi: una conferma del sostegno di smART agli artisti emergenti nella scena italiana tracciata nell'ultimo biennio con le mostre di Valerio Nicolai, Carola Bonfili, Namsal Siedlecki e Ludovica Carbotta.

Durante questo periodo Mattia Pajè ha avuto modo di entrare in contatto con gli ambienti di smART, abitandoli letteralmente: la sua permanenza continuativa nello spazio espositivo lo ha portato a sviluppare una mostra fatta di opere inedite, a conferma dell'attitudine da parte dell'artista a concepire ogni progetto in stretta relazione ai contesti nei quali si trova ad agire. Un giorno tutto questo sarà tuo si concentra sul concetto di potenzialità e sulle situazioni che precedono qualsiasi punto di arrivo e obiettivo: Pajè ha realizzato una serie di interventi che riflettono su possibilità non ancora attuate e su una condizione di attesa.

Oggetti precari e insoluti si alternano ad altri di grandi dimensioni; materiali e soluzioni formali spesso agli antipodi danno origine a una mostra dalle molteplici letture. L'artista ricorre alla materia scultorea, lasciandola in uno stato di sospensione; alla pittura, contaminandola con l'immagine fotografica; cita le pseudoscienze con uno sguardo ironico; fa entrare nello spazio espositivo l'energia di specie animali ora vive, ora solamente rappresentate. Un giorno tutto questo sarà tuo risulta così una mostra brulicante di "creature" eterogenee, che condividono uno stato di trepidazione, eccitazione, ma anche di fragilità e debolezza, a cui anche il titolo allude: un'espressione, entrata nell'immaginario collettivo, carica di aspettative e di una "promessa di felicità" che non è dato sapere se sarà o meno mantenuta.

In questa condizione sospesa si possono leggere gli stimoli e le inquietudini che accompagnano il percorso di un artista, ma anche della generazione a cui Pajè appartiene, che oggi deve confrontarsi con la costruzione di un percorso lavorativo, con una certa instabilità nei sentimenti e nelle relazioni, coi tentennamenti legati all'affermazione di sé e della propria dimensione creativa.

Con le sue immagini spiazzanti e sorprendenti Mattia Pajè evoca sentimenti alterni di fiducia e disillusione e sembra porci alcuni interrogativi: saremo in grado di realizzare i nostri obiettivi? E quali sono poi, questi obiettivi?