A Roma "Veloci-Raptor", in mostra le opere di Enrico Manera

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Roma, 26 set. (askanews) - La storia dell'arte si fa pop e il pop diventa trash, riempiendosi di graffiti o graffi, come murali di una periferia abbandonata. Così sopra il simbolo compaiono i relativi constrasti, sopra la grande opera d'arte, invece, piccole immagini, sempre ben collegate, come figurine di un album da collezione. Aprirà giovedì 3 ottobre alle ore 19, "Veloci-Raptor = ladro veloce" con le opere di Enrico Manera, figlio ed erede della cosiddetta Scuola di Piazza del Popolo. L'esposizione, che inaugura la nuova stagione espositiva de "Il Margutta Veggy Food & Art", a Roma, è voluta e curata dalla Daniele Cipriani Arte, sostenuta e ideata da Tina Vannini e con testo di presentazione firmato dal critico e curatore Maurizio Sciaccaluga (1963 - 2007). Saranno esposte 18 opere, tutte a colori, in diversi formati, nonché il ritratto di Manera fatto da Mario Schifano nel 1978, e verrà proiettato sugli schermi il docuarte "Avanguardie Discrete" di Enrico Manera.

"Velocità e dinamismo, due situazioni futuriste inconfutabili: è da qui che nasce il binomio Velociraptor-velocità - ha spiegato Enrico Manera - La parola "velociraptor", dal latino ladro veloce, viene qui frazionata in due parole, Veloci-Raptor. In quel trattino, insomma, si trova il senso di questa mostra". La mostra sarà visitabile sino a domenica 8 dicembre e saranno anche organizzati alcuni appuntamenti con importanti critici d'arte, come Duccio Trombadori e Gian Ruggero Manzoni.

Manera nelle sue opere prende di mira anche le mayor del cinema mondiale e i principali simboli della cultura italiana e, in generale, occidentale. Poi li unisce e li riempie di altre immagini, di graffiti o graffi, di pensieri scritti di getto, ma mai senza un senso preciso. Intonando di nuovi significati che si fondono assieme, contaminando quello del soggetto principale dell'opera. Racconta, nel suo stile dissacrante e un po' cruento, l'ingordigia di Wall Street, i capolavori di Michelangelo e di Caravaggio, peculiarità e storie di regioni e Paesi. Senza risparmiare niente e nessuno, né i giganti dell'Arte né lo star-system di oggi, citando il Vecchio per raccontare il Nuovo, mostrando l'Altro per raccontare il Sè. Enrico attacca convenzioni e ideologie, per mostrare ciò che vi nasconde.