Roman Savin, da pilota a rider a causa del coronavirus

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Roman Savin
Roman Savin

Il Covid ha imposto cambiamenti radicali nello stile di vita della popolazione mondiale. Milioni di persone, negli ultimi mesi, sono state costrette a cambiare abitudini e reinventare il proprio status occupazionale. È quanto successo anche a Roman Savin, un ragazzo russo di 23 anni.

La storia di Roman Savin

Roman Savin vive in Lituania e, fino al dilagare della pandemia causata dal coronavirus, era impiegato presso una compagnia aerea in qualità di pilota di linea. L’emergenza sanitaria sta severamente compromettendo numerosi settori ma quello relativo al trasporto aereo appare uno dei più colpiti: sono milioni i posti di lavoro a rischio a livello mondiale e altrettanti i milioni di passeggeri che non possono più volare. La testimonianza di Roman spiega in modo esaustivo il drammatico fenomeno in atto: «Lo scorso anno volavo fino a 100 ore al mese durante l’alta stagione estiva. In tutto il 2020 ho totalizzato 140 ore, con una media di circa un volo al mese. Improvvisamente mi sono ritrovato con trenta giorni di tempo libero».

Covid, da pilota di aerei a rider per le consegne

L’impossibilità di svolgere regolarmente la propria mansione, quindi, ha spinto Roman a cercare un nuovo lavoro che non comprendesse l’esplorazione dei cieli. Dopo numerose valutazioni, il ragazzo russo ha dismesso i panni del pilota di linea per entrare nel ruolo di rider per le consegne.

«Adesso faccio l’agente di vendita in negozi di pezzi di ricambio per l’aviazione e nel fine settimana lavoro come rider per le consegne del cibo» ha dichiarato Roman «devo dire che mi piace, è rilassante girare per la città ascoltando musica». E, apprezzando soprattutto la notevole flessibilità oraria guadagnata col nuovo impiego, ha aggiunto: «Essere corriere non porta alcun obbligo. Non firmi un contratto, non hai un programma. Se hai tempo, prendi la borsa e vai a lavorare. Ti sei stancato? Vai a casa e ti riposi. È questo aspetto che mi ha convinto a provare».

La foto su ‘pikabu’

Il cambio di occupazione è stato affrontato da Roman con evidente ironia. Sul social media russo ‘pikabu’, infatti, ha pubblicato un selfie scattato in ascensore, composto da due immagini: nella prima, risalente al 2019, il ragazzo appare in divisa da pilota mentre, nella seconda, datata 2020, indossa la divisa da rider.

Tuttavia, nonostante la leggerezza mostrata, la speranza del ragazzo resta quella di poter tornare, primo o poi, a pilotare i suoi aerei. A questo proposito, ha ammesso: «Diventare un pilota era tutto quello che desideravo. Ho realizzato il mio sogno a 20 anni, dopo tre anni di addestramento. Mi manca viaggiare, girare come una trottola negli hotel di tutto il mondo e divertirmi insieme ai miei colleghi. Spero di ritrovare presto quella magnifica quotidianità».